Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Comunicati

Siamo tutti Paolo e Luca

Il Tribunale di Roma ha deciso di applicare 1 anno di sorveglianza speciale a Paolo e Luca.

Respinta invece la richiesta per Michele.

Vogliamo#tutteliberi subito!

Siamo tutt* socialmente pericolos*!

Le lotte non si arrestano! #iostoconchiresiste


 

Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la notizia che il Tribunale di Roma ha deciso di applicare la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno di 1 anno nei confronti di Luca, respingendo la stessa richiesta per uno studente.

Paolo non ha ancora ricevuto alcuna notifica, ma nel provvedimento emesso nei confronti di Luca si fa riferimento anche a lui: a entrambi viene attribuita un'indole violenta da cui desumere la loro personale pericolosità, essendo dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica.

Le misure di prevenzione limitano fortemente la libertà personale, prescindono dal presupposto della commissione di un fatto di reato e rappresentano uno strumento, nei fatti sanzionatorio, di contrasto del disagio sociale e del dissenso politico.

In Val di Susa, come a Roma, Pisa, Torino, Bologna e in tante città abbiamo assistito negli ultimi anni a un utilizzo tutto politico degli istituti di prevenzione, dentro uno sviluppo del diritto penale - un diritto "del nemico" evidentemente utile a combattere la guerra contro i poveri in corso - che punisce le soggettività, i comportamenti e gli stili di vita invece che i reati specifici. Cercando in questo modo anche di scoraggiare il conflitto e svuotare le piazze.

Come Movimento per il Diritto all'Abitare rispediamo al mittente una sentenza tutta politica che punisce Paolo e Luca per la loro capacità di gettare sempre il cuore oltre l'ostacolo e di spendersi generosamente insieme a chi combatte un sistema che prevede tante case senza gente affinché ci sia sempre più gente senza casa.

In questi anni è stato conquistato tanto, la dignità prima di tutto. Quella dignità che hanno provato a toglierci quando ci hanno sfrattati e buttati in mezzo a una strada, quando ci siamo ribellati ai centri di accoglienza, ai residence e al sistema dei campi combattendo contro un apparato che giudichiamo indegno e corrotto da molto tempo prima che esplodesse l'inchiesta della magistratura su Mafia capitale.

Abbiamo, in questi anni, lottato contro un governo che ha varato misure come il Piano casa, che invece di occuparsi di chi vive in emergenza abitativa ha provveduto a elargire finanziamenti per Expo, a distruggere quel poco che resta di edilizia residenziale pubblica e a punire con l'art5 chi ha trovato una soluzione occupando uno spazio vuoto.

Abbiamo strappato un risultato importante con la regione Lazio, che ha votato una legge e stanziato fondi per un piano di emergenza di recupero di abitazioni dal patrimonio pubblico e privato già disponibile.

Abbiamo difeso decine di persone dagli sfratti e fatto centinaia di manifestazioni. D'altra parte non conosciamo alcun altro modo per farci sentire quando davanti alle ingiustizie sociali palesi l'arroganza del potere e il suo apparato vorrebbero imporci di rimanere zitti.

Il tentativo di togliere la voce ai nostri compagni di lotta impedendogli di andare in piazza non fa altro che rafforzare la nostra determinazione nel continuare a lottare per i nostri diritti, contro chi chiude gli spazi di dissenso e di libertà.

 

A fianco dei nostri compagni e di Nicoletta e dei No Tav che stanno violando le imposizioni del Tribunale di Torino

#iostoconchoiresiste #CeChiDiceNo

 

Movimento per il Diritto all'Abitare

 


 

 

 

 

#21O per le strade di Roma il NO sociale al governo Renzi #CeChiDiceNo


logistica210Una lunga giornata di lotta oggi ha attraversato l’Italia da nord a sud per lo sciopero indetto dal sindacalismo di base e generalizzato dai movimenti e dagli studenti, che sono scesi in piazza sin dalla notte scorsa al fianco degli operai della logistica, davanti ai cancelli dei magazzini e nelle scuole per esprimere con forza il No sociale al governo Renzi verso e oltre la manifestazione del 27 novembre.

Oggi è stata la giornata dei picchetti, dei blocchi, dei cortei, dei presidi per generalizzare il rifiuto verso il PD e le sue politiche scellerate.

A Roma dalle prime luci del mattino è iniziato il blocco dei magazzini della GLS a Fiumicino,
 sostenuto anche dai movimenti per il diritto all’abitare e dagli studenti, che combattono la stessa battaglia contro le politiche di impoverimento e di sfruttamento portate avanti dal governo con misure e riforme come il Piano casa- che con l’art5 incide fortemente sulla vita dei lavoratori migranti- la Buona scuola e il Jobs act.

Con Abdel Salam nel cuore, ucciso a Piacenza mentre lottava contro le condizioni di lavoro disumane imposte da GLS, i blocchi sono andati avanti fino a tarda mattinata producendo un danno concreto all’azienda in varie città.

Gli studenti medi hanno partecipato allo sciopero metropolitano con blocchi della didattica e assemblee in numerosi istituti del centro e in periferia, mentre nel pomeriggio insieme agli universitari hanno contestato, con lo striscione “Brain at work? Brain in exploitation!”, il convegno Brain at work dove aziende private, con l’aiuto della Sapienza, accumulano profitti ingaggiando giovani pronti a fare tirocini e stage gratuiti.


photo838039873292183568Dal primo pomeriggio, nonostante il riuscitissimo sciopero dei trasporti, migliaia di persone si sono riversate in Campidoglio per bussare alla porta della sindaca Raggi, alla guida di una giunta fantasma rispetto alle tante questioni sociali che la città pone. Mentre continuano gli sfratti e gli sgomberi, restano sul tavolo l’art5 del Piano Casa di Renzi e Lupi, che punisce chi occupa fino a negargli qualunque diritto, e la delibera Tronca che stravolge il senso delle misure intraprese timidamente dalla regione Lazio, consegnando le occupazioni abitative e gli inquilini senza titolo nelle mani dell’ordine pubblico.

Sfidando questa amministrazione a rompere la continuità con le giunte precedenti e con il Pd, i movimenti per il diritto all’abitare, i l
avoratori della logistica e gli studenti hanno assediato per ore il palazzo fino a incontrare gli assessori al Bilancio e alle Politiche sociali, i quali hanno riferito che la giunta Raggi e’ orientata al superamento della delibera Tronca fissando un nuovo incontro il 3 novembre per discutere anche di art5 e residenze.

Al termine di questa lunga giornata, dove si sono sperimentate diverse importanti connessioni, riteniamo importante rafforzare nei posti di lavoro, nelle scuole, nelle case occupate, nei territori percorsi di lotta che siano in grado di sfidare con efficacia l’arroganza di un potere distante da chi soffre e disprezzato dalla gente, che si barrica dietro la retorica del cambiamento per acquisire consensi e limitare la libertà di movimento.

Verso la manifestazione del 27 novembre a Roma per il NO sociale al governo Renzi, rilanciamo l’assemblea del 23 ottobre organizzata a Roma dalla rete Campagne in lotta per costruire lamanifestazione dell’11 novembre per la libertà di movimento, contro lo sfruttamento dei migranti e la dieci giorni di mobilitazione indetta dalla rete Abitare nella Crisi dal 31 ottobre.

campido210

 

 

 

 

Dopo il NO alle Olimpiadi è ora di dire NO al massacro sociale: il 21 ottobre tutt* in Campidoglio!

ROMA MEDAGLIA D’ORO PER L’EMERGENZA CASA:

Dopo il NO alle OLIMPIADI è ora di dire NO al MASSACRO SOCIALE

Qualche giorno fa l’annuncio del Sindaco Virginia Raggi: Roma rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi del 2024. Non sappiamo quanto questa scelta sia farina del suo sacco o del “Direttorio 5 Stelle” preoccupato di difendere, dopo le promesse elettorali, la faccia e soprattutto la sfida nazionale al governo renziano.

In entrambi i casi si tratta di una scelta che salutiamo positivamente, perché rompe la logica dei grandi eventi e delle grandi opere, dei soldi rovesciati a pioggia nelle tasche dei privati, del ricatto/miraggio dei posti di lavoro, dei territori massacrati e depredati, nel caso delle olimpiadi di un meraviglioso evento sportivo trasformato in un business che oltretutto, invece di unire, avrebbe finito per accrescere le diseguaglianze.

Ora però, se la rinuncia alla candidatura olimpica non si inserisce nella mera logica dell’annuncio ma rappresenta una scelta sostanziale, al centro delle preoccupazioni del Sindaco e della sua giunta dovrebbero esserci i problemi quotidiani della città e fra questi, indubbiamente, il tema caldo e cruciale della casa.

Ad essere preoccupati però ad oggi sono solo decine e decine di migliaia di abitanti della capitale che non riescono a pagare mutui ed affitti da capogiro, che vivono in situazioni di coabitazione forzata, in campi o in alloggi di fortuna, che attendono l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto, che resistono occupando o semplicemente aspettano invano in graduatoria la consegna di un alloggio che non arriva mai.

Chiunque vive una delle mille facce del problema della casa, a Roma, non può che essere seriamente preoccupato: dopo 4 mesi la giunta capitolina è decisamente immobile, se non incline a sostenere le logiche del profitto come lascia intendere l’idea di affittare alberghi e strutture private per far fronte all’emergenza.

Vecchie logiche che pensavamo passate e sepolte con Mafia Capitale e che invece riemergono in una situazione paradossale in cui non esiste neppure un assessore alla casa. Del resto Roma è attraversata tutti i giorni da un vero e proprio terremoto sociale con una media di 10 sfratti al giorno che vengono eseguiti per lo più senza che dalle istituzioni vengano proposte o costruite per le persone e le famiglie sfrattate soluzioni alternative.

La scelta, folle, sembra essere quella di lasciare che il problema della casa venga affrontato e gestito da questura e prefettura come se non riguardasse i compiti e gli impegni di chi è stato eletto ed ora governa. L’unico strumento sul piatto per affrontare il “problema casa” sembra essere il Piano Regionale per l’Emergenza Abitativa, con circa 200 mln di euro per Roma per le graduatorie, per gli abitanti dei residence e per le occupazioni. Ma questa risorsa, seppur insufficiente per affrontare un problema oramai di grandi dimensioni, è anch’essa bloccata dal Comune di Roma.

Rimane infatti tutt’ora in vigore la Delibera n. 50 del 2016 firmata dal commissario Tronca, che di fatto blocca l’attuazione di quella regionale, rovesciando per lo più il paradigma: l’emergenza abitativa non viene affrontata come questione sociale, ma come problema di ordine pubblico, con gli sgomberi e non con le case.

A Roma grazie alle disumane misure messe in campo dal governo Renzi attraverso l’allora ministro Lupi, già a centinaia di persone non viene riconosciuta la residenza nello stabile dove di fatto vivono. Tantissime persone dopo anni di sacrifici in Italia rischiano di perdere il permesso di soggiorno e soprattutto tantissimi bambini e bambine hanno difficoltà nell’accesso alla scuola ed alle cure mediche.

Questa vergogna va fermata. Come va fermato il massacro sociale con soluzioni e misure sociali adeguate. La condizione di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, dopo anni di precarizzazione del lavoro, di tagli ed austerity, non può essere certo affrontata con la polizia: è folle pensare che i manganelli e la politica della paura possano cancellare le persone ed i loro bisogni.

Per questo Venerdì 21 Ottobre manifesteremo per le strade di Roma nella stessa giornata in cui tanti e tante lavoratori e lavoratrici incroceranno le braccia contro il governo Renzi e le sue politiche.

Contribuiremo a generalizzare la protesta e la mobilitazione per costruire un autunno ed un percorso di riscatto contro lo sfruttamento e le ingiustizie.

Arriveremo in Campidoglio per chiedere alla giunta Raggi di occuparsi con urgenza dei problemi e delle emergenze della città di sotto, per misurare e capire se il Sindaco c’è e da che parte sta.

Venerdì 21 Ottobre 2016

Generalizziamo la giornata di sciopero del sindacalismo di base:

ANDIAMO A BUSSARE ALLE PORTE E ALLE FINESTRE DI VIRGINIA RAGGI

 

 

Abitare nella crisi: dall’incontro a Porto Fluviale rilanciamo un nuovo autunno di lotta!

Partendo dalla necessità di agire nuovamente una capacità di riappropriazione delle nostre vite e di rispondere con decisione ad una controparte aggressivamente arroccata in difesa della rendita, della proprietà privata e della casta, il percorso di Abitare nella Crisi va ridefinito e declinato in modo da saper aggregare una composizione sociale impoverita sempre più vasta e sempre più distante dalle dinamiche elettorali. Non più disponibile ad un consenso consumato da promesse tradite e da una condizione sociale che peggiora giorno dopo giorno.

Andare verso l’autunno praticando materialmente azioni di riappropriazione di casa e reddito -non pensando solo alle occupazioni ma diversificando le pratiche e facendo attenzione a non divenire ammortizzatori sociali nel nostro agire quotidiano, ma piuttosto incubatori e produttori di conflitto- può consentirci di allargare il “social not” al governo Renzi, proseguendo la battaglia contro l’articolo 5 e il cosiddetto “piano casa” del dimissionato ex ministro Lupi, contro gli sfratti, i pignoramenti e la dismissione del patrimonio pubblico.

Per chi ogni giorno lotta contro la precarietà e la cancellazione dei diritti appare chiaro che la scadenza referendaria proposta da Matteo Renzi, intorno alla quale si stanno accapigliando in molti, non può essere un punto d’arrivo, bensì un’occasione, una possibilità di costruzione di una mobilitazione non artificiale, larga, partecipata, conflittuale.

Per alimentare questa opportunità il nostro contributo sarà importante e in qualche modo decisivo, rispetto alla necessità di liberarsi dalle dinamiche di controllo sociale e di ricatto a cui i territori e chi lotta sono sempre più sottoposti. Oramai i poveri e il disagio economico sono considerati un pericolo e le misure di sorveglianza, di restrizione, di riduzione degli spazi di agibilità politica e sindacale sono permanenti e sono destinati ad aumentare. Ritornare insieme a produrre una mobilitazione condivisa, ci appare un buon modo per muoverci verso una scadenza nazionale a ridosso del referendum.

Per questo saremo presenti il 1 ottobre nell’assemblea nazionale che si svolgerà a Roma verso la manifestazione contro il governo Renzi. Lanciamo inoltre dieci giorni di lotta dislocata su tutto il territorio nazionale tra il 31 ottobre e il 9 novembre, ripartendo da una data che nel 2013 vide un grande momento di conflitto in piazza mentre il governo Renzi si apprestava a varare l’infame articolo 5 e un “piano casa” inutile, dannoso e largamente inevaso, ma utilizzato nelle sue parti più vergognose, compreso il finanziamento per Expo 2015.

In questo modo potranno prendere parola e agire in forma indipendente, condivisa e dislocata numerosi territori e molte città, indisponibili a depositare ogni speranza di cambiamento solo nella delega del voto, ma che vedono ipotesi di riscatto solo dentro sane pratiche di conflitto e di riappropriazione. In questo senso condividiamo e moltiplichiamo da subito le mobilitazioni contro il Pd ed un governo che non ha nessuna intenzione di affrontare il disagio non solo degli ultimi, ma anche dei penultimi, dei terzultimi e via dicendo.

Esiste una mappatura di questo crescente malessere? Probabilmente no. Sta a noi evidenziarla, aggregarla, renderla visibile. Nei dieci giorni dal 31 ottobre in poi, nella mobilitazione del “social not” a ridosso del referendum, oltre la scadenza imposta da Renzi e soci, dentro una sollevazione che non si dovrà fermare e che non ripone nell’esito referendario le sue speranze di emancipazione.

Abitare nella crisi

Giunta fantasma: chi governa in città?

Giunta fantasma: chi governa in città?

Giovedì 22 settembre ore 17 assemblea in piazza Ss. Apostoli

 

A venti giorni dall’inizio di settembre si è tenuto il secondo consiglio comunale dalla ripresa delle attività a palazzo senatorio, con una maggioranza litigiosa e decisamente lenta nell’affrontare le emergenze capitoline, compresa quella abitativa.

Abbiamo sollecitato in più occasioni, ultimamente coinvolgendo anche i municipi, la sindaca e il suo staff verso le questioni che dovrebbero stare a cuore a chi amministra Roma. Se Virginia Raggi ci avesse messo lo stesso impegno come nel difendere assessori e collaboratori discreditati, ora saremmo sicuramente un pezzo avanti.

Invece di guardare alla città che soffre si sta pensando solo all’assetto di potere interno e a combattere rivalità dannose per il bene della capitale.

La Prefettura non ha dato ancora segnali e non è intervenuta con la decisione necessaria. Sul tavolo della Raggi ci sono questioni vitali per la gestione della città. Un’agenda che coinvolge patrimonio pubblico e interessi privati da far paura, che riguarda migliaia di abitanti, dai piani di zona ai grandi eventi, dagli spazi culturali agli istituti scolastici, con i mezzi di trasporto al collasso e una mobilità disastrosa.

Un orizzonte difficile per chi vive a Roma con lavori precari e al nero e prova a difendersi ogni giorno dall'aggressione di una crisi economica profonda.

Le tensioni si accumulano e il rischio che le questioni sociali siano risolte in termini di ordine pubblico è sempre più consistente. Anche per l’esistenza di delibere come la n. 50 del Commissario Tronca che ancora non è stata cancellata, con diverse occupazioni abitative a rischio di sgombero.

Se la giunta capitolina balbetta e la sindaca sfugge le priorità, chi governa Roma? La prefettura? La questura?

È arrivato il momento di prendere parola su questo e, in assenza di segnali, di riprendere l’iniziativa. Prepariamo insieme a tutta la città - dalle periferie, dalle scuole, dai posti di lavoro, dagli spazi sociali, dagli stabili occupati, dall’università- la mobilitazione necessaria.

Incontriamoci in assemblea pubblica sotto la sede della Prefettura in piazza Ss. Apostoli giovedì 22 settembre alle ore 17.

Diamo una spinta sostenuta al destino di questa città e ribadiamo con forza che non abbiamo governi amici!

Movimenti per il diritto all'abitare

- Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua navigazione. Per saperne di più e capire anche come non utilizzarli vedi le informazioni nella nostra Cookie policy.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information