Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Comunicati

Approvata la delibera attuativa del piano per l’emergenza abitativa: ora le case o guerra ai poveri?

Nella serata di ieri, dopo diversi rinvii della seduta di Giunta Regionale prevista inizialmente alle ore 11 di mattina, è stata approvata la delibera attuativa del piano per l’emergenza abitativa per Roma Capitale. Ad oltre due anni di distanza dalla pubblicazione della delibera quadro, la Regione Lazio ha approvato un atto di grandissima importanza per il presente ed il futuro della Capitale. Grazie alla tenace resistenza ed alla incessante lotta dei movimenti per il diritto all’abitare che in questo tempo non hanno mai mollato la presa, viene previsto un primo programma di circa 1200 alloggi da realizzare attraverso completamenti, nuove costruzioni, recuperi e autorecuperi, ai quali si aggiungono altri alloggi da acquistare fra l’invenduto. Un pacchetto che, seppur parziale rispetto alle dimensioni del problema, rappresenta comunque una prima importante conquista in termini di case destinate alle occupazioni, ai residence, alle graduatorie generali alle quali altrimenti le istituzioni - Campidoglio in primis - non avrebbero fornito nessun tipo di risposta.

Con questo atto viene riconosciuto a pieno titolo il diritto alla casa popolare alle migliaia di persone costrette ad occupare a causa della totale cancellazione dell’edilizia residenziale pubblica e delle politiche antipopolari dei governi che si sono succeduti alla guida del paese fino ad oggi. Come viene riconosciuto il diritto alla casa popolare alle famiglie e alle persone che alloggiano nei Centri di Assistenza Alloggiativa di Roma Capitale (leggasi residence), disegnando finalmente una strada diversa sia dalla vergogna di questi centri realizzati soltanto per arricchire proprietari privati e cooperative di gestione modello Mafia Capitale, sia dalla colossale presa in giro dei Buoni per il sostegno all’affitto di alloggi sul mercato.


Un passaggio importante offuscato dal fatto che la Regione Lazio ha inserito delle procedure poco chiare e poco conseguenti per l’individuazione dei singoli nuclei familiari presenti nelle occupazioni e nei CAAT, nascondendo molto probabilmente la volontà di lasciare la finestra aperta a ciò che è uscito dalla porta: cioè operazioni di ordine pubblico finalizzate a sgomberare, intimidire, selezionare.

Il presidente della Regione Lazio, insieme all’assessore alla Casa Refrigeri, non hanno su questo dato seguito alla volontà più volte pubblicamente espressa ed agli impegni presi, dimostrando il fatto che la Regione Lazio ed il presidente stesso si stanno oramai piegando ed allineando alla Guerra contro i Poveri condotta da Alfano e Renzi, facendo propri con questa tutti i rituali della politica politicante, quella delle mille facce e dalle mille bugie. Comunque, a questo punto, nessuno potrà sfuggire alla necessità di censire chi si trova nelle occupazioni inserite ufficialmente nella delibera regionale, come non si potrà non fare i conti con la rivendicazione di una moratoria immediata degli sgomberi e degli sfratti. Oggi pomeriggio alle ore 17,00 ci troveremo in tante e tanti sotto alla Prefettura di Roma in piazza SS Apostoli, per una grande assemblea popolare che esaminerà il lati positivi e quelli da rigettare della delibera regionale, ma soprattutto rilancerà con forza le lotte popolari nella città di Roma a partire dallo sciopero della logistica previsto per Venerdì 18 Marzo e dal Corteo di Sabato prossimo – 19 Marzo 2016 - da piazza Vittorio al Campidoglio a cui prenderemo parte per mettere all’angolo e per rovesciare le privatizzazioni e i tagli alla spesa, le speculazioni e l’attacco alle condizioni di vita di buona parte degli abitanti di Roma, i rastrellamenti, gli sfratti e gli sgomberi targati Tronca e Gabrielli.


LA CITTA’ DI SOTTO NON SI VENDE. A NESSUNO


Oggi Mercoledì 16 Marzo 2016 ore 17


Assemblea Popolare in piazza SS. Apostoli


#oralecase #moratoriagiubilare


Movimenti per il diritto all'abitare

Nessuno spazio ai fascisti: il 26 febbraio alla Magliana scende in piazza il Muro Popolare Antifascista

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NESSUNO SPAZIO AI FASCISTI LADRI, CORROTTI E PROVOCATORI

 
Dopo essersi ingrassati alla corte di Alemanno e Berlusconi quando questi governavano, e dopo aver messo in piedi il sistema di corruzione denominato Mafia Capitale, che ha poi prosperato anche con le giunte del PD, i fascisti cercano di rifarsi una "verginità" militante mettendo in scena una squallida pantomima delle lotte sociali di questa città. Nel quartiere di Magliana, teatro da sempre di aspre battaglie per il diritto alla casa, a pochi metri dalle sedi storiche del Centro Sociale Macchia Rossa e del Comitato di Lotta per la Casa di Magliana, assistiamo al tentativo di alcuni di questi personaggi (almeno uno dei quali era sul libro paga di Buzzi) di aprire un covo, con parole d'ordine scopiazzate ("diritto all'abitare", "ogni sfratto una barricata", ...) infarcite della solita paccottiglia fascista che ripropone la divisione tra "Italiani" e "Stranieri", svelando così il vero intento di costoro: indebolire le lotte sociali a tutto vantaggio dei padroni che ci vogliono sul lastrico.
 
Ovviamente la sgradita presenza di costoro si fa sentire subito con continue provocazioni accompagnate da una ingente presenza di forze dell'ordine. I fascisti saranno rigettati da Magliana come lo sono stati altrove, e la lotta per la casa continuerà con l'unica distinzione che conosce: quella tra chi sfrutta e chi è sfruttato, tra chi difende la propria casa insieme ai propri compagni di lotta (da qualunque parte del mondo provengano) e chi lo vuole sfrattare. I fascisti sono certamente dalla parte opposta alla nostra e per loro spazio non ce n'è.
 
Venerdì 26 ore 16.30 presidio in via Pieve Fosciana 56, Magliana
 
Muro Popolare Antifascista
 
 

I Monfortani e la carità cristiana al tempo del Giubileo

I Monfortani e la carità cristiana al tempo del Giubileo - I movimenti annunciano una conferenza stampa
Nella mattinata del 15 febbraio ci sono stati consegnati due fogli dattiloscritti a firma p. Angelo Livio Epis, superiore provinciale dei missionari monfortani. Le due pagine sono la “proposta di accoglienza persone disagiate per gli occupanti “abusivi” di via Prenestina 1391”.
 
Dopo aver ricordato a tutti che l’immobile occupato l’8 dicembre scorso è di proprietà dei padri monfortani e omettendo che due settimane fa lo stesso Epis si è recato in questura per sporgere formale denuncia con richiesta di sgombero immediato, si passa all’oggetto della proposta che contiene alcuni punti dirimenti, mascherati da uno spirito caritatevole tutto da dimostrare.
In buona sostanza i missionari chiedono: prima di tutto l’identificazione personale degli occupanti e lo sgombero volontario da cose e persone dello stabile in cui vivono più di trecento persone, tra cui molti bambini come attestano gli stessi monfortani nella lettera che ci è stata recapitata. I servizi sociali e quasi sicuramente la questura riceveranno le informazioni derivanti dalle identificazioni personali e solo dopo aver ultimato questa procedura potranno essere prese in considerazione eventuali richieste di aiuto da parte degli sgomberati.
Questo dispositivo deve essere inoltre gestito direttamente dai padri monfortani senza alcuna intermediazione dei movimenti per il diritto all’abitare che hanno prodotto l’iniziativa e con i quali gli occupanti sono organizzati. Un raro esempio di disponibilità cristiana dunque.
 
Le soluzioni eventuali prospettate, secondo un ordine di priorità del tutto discrezionale, sarebbero poi per un numero limitato di persone e con sistemazioni temporanee. Come dire, per qualcuno c’è qualcosa ma non può durare molto.
Tutto questo per poter far ripartire le operazioni immobiliari, anch’esse solidamente umanitarie, bloccate con l’arrivo delle famiglie senza casa che dopo dieci anni di abbandono hanno dato nuova vita alle mura di via Prenestina 1391. Il modo in cui viene negata la vicenda immobiliare è tale da confermarla implicitamente.
 
Nella serata del 15 febbraio i movimenti e le famiglie si sono riuniti nello stabile occupato per valutare insieme le proposte e decidere le risposte da dare. Dopo un lungo confronto che ha ribadito la volontà di difendere il diritto primario di un alloggio dignitoso, si è deciso di convocare una conferenza stampa per giovedì 18 febbraio alle ore 14 in un luogo dal valore fortemente simbolico, dove renderemo pubblica la proposta dei padri monfortani e illustreremo le controproposte elaborate dai movimenti per il diritto all’abitare, realtà in cui le famiglie e i singoli si riconoscono e con la quale vogliono agire collettivamente.
 
Movimenti per il Diritto all’Abitare

Anche la chiesa dichiara guerra ai poveri! Il 28 gennaio, alle 5 del mattino, fermiamo lo sgombero di via Prenestina 1391

La missione dei padri Monfortani sarà sicuramente quella di alleviare caritatevolmente le anime disperate confortandole con la fede e la preghiera, però non è certo quella di sostenere nel disagio le famiglie che non hanno una casa e hanno trovato un tetto nelle palazzine vuote da dieci anni in via Prenestina 1391. Anzi, la necessità di non vedere sfumare l'affare che stanno tentando di fare con Cassa depositi e prestiti per farsi finanziare un progetto di housing sociale utile ad avviare un percorso speculativo sugli immobili in questione, ha avuto probabilmente la sua buona parte nello spingere padre Angelo Epis a recarsi in questura per sporgere denuncia contro gli occupanti, chiedendone di fatto lo sgombero immediato. Lo zelante missionario ha messo nelle mani di Prefettura e forze dell'ordine il futuro di 120 famiglie, quasi 400 persone tra cui molte bambine e molti bambini. Da domani quindi la misericordiosa attenzione della chiesa avrà ottenuto il ripristino dei luoghi e avrà messo per la strada al freddo invernale tante pecorelle smarrite.

Perché tanta solerzia e così poca disponibilità a trovare soluzioni? Non sarà per caso che in questo modo, con la svolta securitaria voluta dal duo Gabrielli/Tronca fatta di licenziamenti, divieti, retate, sfratti e sgomberi, s'intende anche rispondere alle dichiarazioni di Orfini, dopo la manifestazione dei movimenti al Brancaccio? Il presidente del Pd ha affermato che la questione casa non è un problema di ordine pubblico e necessita di risposte sociali non repressive, attaccando anche l'articolo 5 del famigerato e inutile piano casa dell'ex ministro Lupi che nega la residenza a chi occupa per necessità.

La pronta risposta dei movimenti e soprattutto delle famiglie occupanti, decise ad opporre resistenza allo sgombero, ha strappato una tregua di ventiquattr'ore utile a verificare la possibilità di avviare una trattativa con il vicariato e con i padri monfortani, proprietari dell'immobile. Sono 24 ore preziose, non rendiamoci complici di questo ulteriore scempio umano e sociale, mobilitiamoci in tutte le forme possibili in solidarietà con le famiglie che rischiano di essere sgomberate. Facciamo in modo che dalla città si levi un grido di indignazione in grado di risuonare fin dentro gli ovattati e chiusi palazzi che decidono.


BASTA SGOMBERI!
ROMA NON VI VENDE!
ROMA SI DIFENDE!
Movimenti per il Diritto all'Abitare

Ci risiamo, ancora fango sulla lotta per la casa

Mentre la nostra città è governata manu militari da prefetti che si preparano a far passare privatizzazioni, tagli ai servizi e agli stipendi, gli sfratti sono eseguiti ogni giorno a manganellate e di case popolari non si sente "manco la puzza", il giornale "Il Tempo", di proprietà di un noto palazzinaro, politicamente schierato con l'estrema destra razzista di Salvini e soci, rispolvera la solita paccottiglia riguardo chi lotta per il diritto alla casa per tutti e tutte.

Un sedicente giornalista di nome Cimmarusti attinge qua e là dalle denunce, approdate in tribunale, di alcuni ex-occupanti (coinvolti in un episodio di molestie sessuali al centro del procedimento, ma di cui l'articolo non parla) per costruire un improbabile quadretto di violenze e minacce all'interno delle occupazioni, di bambini usati come scudi umani e altre vergognose amenità del genere.

Consigliamo a costui di informarsi meglio sui movimenti di lotta per il diritto all'abitare: una delle realtà sociali più note ed importanti di questa città, che da decenni attraverso l'auto-organizzazione si batte per garantire il diritto ad una abitazione dignitosa non solo agli uomini e alle donne (e ai loro figli e figlie) che lo animano, ma a tutte quelle persone che non se la possono garantire per via della crudeltà del mercato.

Se poi questo dovesse costargli troppa fatica, gli consigliamo almeno di consultare le carte dei precedenti tentativi di costruire operazioni giudiziarie basati su calunnie in tutto e per tutto simili a queste, e di andare a vedere come sono andati a finire: dopo le roboanti campagne del suo giornale, numerose strumentalizzazioni politiche, arresti e processi per i militanti dei movimenti, alla prova dei fatti (e delle sentenze dei tribunali) si sono rivelate per quello che sono: bugie.

Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

 

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