Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Comunicati

Anche la chiesa dichiara guerra ai poveri! Il 28 gennaio, alle 5 del mattino, fermiamo lo sgombero di via Prenestina 1391

La missione dei padri Monfortani sarà sicuramente quella di alleviare caritatevolmente le anime disperate confortandole con la fede e la preghiera, però non è certo quella di sostenere nel disagio le famiglie che non hanno una casa e hanno trovato un tetto nelle palazzine vuote da dieci anni in via Prenestina 1391. Anzi, la necessità di non vedere sfumare l'affare che stanno tentando di fare con Cassa depositi e prestiti per farsi finanziare un progetto di housing sociale utile ad avviare un percorso speculativo sugli immobili in questione, ha avuto probabilmente la sua buona parte nello spingere padre Angelo Epis a recarsi in questura per sporgere denuncia contro gli occupanti, chiedendone di fatto lo sgombero immediato. Lo zelante missionario ha messo nelle mani di Prefettura e forze dell'ordine il futuro di 120 famiglie, quasi 400 persone tra cui molte bambine e molti bambini. Da domani quindi la misericordiosa attenzione della chiesa avrà ottenuto il ripristino dei luoghi e avrà messo per la strada al freddo invernale tante pecorelle smarrite.

Perché tanta solerzia e così poca disponibilità a trovare soluzioni? Non sarà per caso che in questo modo, con la svolta securitaria voluta dal duo Gabrielli/Tronca fatta di licenziamenti, divieti, retate, sfratti e sgomberi, s'intende anche rispondere alle dichiarazioni di Orfini, dopo la manifestazione dei movimenti al Brancaccio? Il presidente del Pd ha affermato che la questione casa non è un problema di ordine pubblico e necessita di risposte sociali non repressive, attaccando anche l'articolo 5 del famigerato e inutile piano casa dell'ex ministro Lupi che nega la residenza a chi occupa per necessità.

La pronta risposta dei movimenti e soprattutto delle famiglie occupanti, decise ad opporre resistenza allo sgombero, ha strappato una tregua di ventiquattr'ore utile a verificare la possibilità di avviare una trattativa con il vicariato e con i padri monfortani, proprietari dell'immobile. Sono 24 ore preziose, non rendiamoci complici di questo ulteriore scempio umano e sociale, mobilitiamoci in tutte le forme possibili in solidarietà con le famiglie che rischiano di essere sgomberate. Facciamo in modo che dalla città si levi un grido di indignazione in grado di risuonare fin dentro gli ovattati e chiusi palazzi che decidono.


BASTA SGOMBERI!
ROMA NON VI VENDE!
ROMA SI DIFENDE!
Movimenti per il Diritto all'Abitare

Ci risiamo, ancora fango sulla lotta per la casa

Mentre la nostra città è governata manu militari da prefetti che si preparano a far passare privatizzazioni, tagli ai servizi e agli stipendi, gli sfratti sono eseguiti ogni giorno a manganellate e di case popolari non si sente "manco la puzza", il giornale "Il Tempo", di proprietà di un noto palazzinaro, politicamente schierato con l'estrema destra razzista di Salvini e soci, rispolvera la solita paccottiglia riguardo chi lotta per il diritto alla casa per tutti e tutte.

Un sedicente giornalista di nome Cimmarusti attinge qua e là dalle denunce, approdate in tribunale, di alcuni ex-occupanti (coinvolti in un episodio di molestie sessuali al centro del procedimento, ma di cui l'articolo non parla) per costruire un improbabile quadretto di violenze e minacce all'interno delle occupazioni, di bambini usati come scudi umani e altre vergognose amenità del genere.

Consigliamo a costui di informarsi meglio sui movimenti di lotta per il diritto all'abitare: una delle realtà sociali più note ed importanti di questa città, che da decenni attraverso l'auto-organizzazione si batte per garantire il diritto ad una abitazione dignitosa non solo agli uomini e alle donne (e ai loro figli e figlie) che lo animano, ma a tutte quelle persone che non se la possono garantire per via della crudeltà del mercato.

Se poi questo dovesse costargli troppa fatica, gli consigliamo almeno di consultare le carte dei precedenti tentativi di costruire operazioni giudiziarie basati su calunnie in tutto e per tutto simili a queste, e di andare a vedere come sono andati a finire: dopo le roboanti campagne del suo giornale, numerose strumentalizzazioni politiche, arresti e processi per i militanti dei movimenti, alla prova dei fatti (e delle sentenze dei tribunali) si sono rivelate per quello che sono: bugie.

Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

 

Roma: un Natale di Lotta, per rompere la gabbia e Sfidare il Presente!

Mercoledì 23 Dicembre, in concomitanza con le piazze di Palermo e Catania, oltre 3000 persone hanno manifestato a Roma per rovesciare l’ennesimo Natale di crisi, insieme al Giubileo della paura e allo stato di emergenza imposto da Renzi e Alfano attraverso la figura del super-prefetto Gabrielli. Un lungo serpentone, fra torce e slogan, grida di lotta e interventi, si è snodato da Piramide lungo via Ostiense, per poi passare sotto la storica occupazione di via del Porto Fluviale, davanti all’ex caserma di via dei Papareschi e quindi immettersi da piazzale della Radio in viale Marconi, vetrina dello struscio natalizio.
Metro dopo metro il corteo si è ingrandito, riscuotendo l’interesse e la partecipazione di numerosi passanti, oltre che di compagni e compagne che giungevano da altre parti della città.
 
Un segnale importante, che dona un po’ di ossigeno a una città stretta nella morsa di un Giubileo gestito come grande evento e soprattutto di una città che si vorrebbe far calare nella coltre e nell’abisso di una presunta “emergenza terrorismo” a cui tutto e tutti dovremmo piegarci. La capitale post eventi di Parigi, infatti, appare una città sempre più blindata e militarizzata. Nelle strade, come nelle metropolitane e nei luoghi ritenuti sensibili, stazionano polizia, carabinieri, militari dell’esercito con i mitra spiantati. Il governo attraverso il commissariamento della città, gestita di fatto dal ministero dell’Interno attraverso i prefetti, ha deciso di cogliere in pieno l’occasione, restringendo ulteriormente gli spazi di manifestazione e agibilità del dissenso, alimentando soprattutto un clima di paura, calando una cappa di controllo, una situazione in cui in nome della guerra a un “nemico interno e invisibile”, alle cosiddette forze dell’ordine tutto dovrebbe essere concesso.
Gli interventi che si sono susseguiti dal camion, infatti, hanno tutti unito l’attacco alle politiche contro i poveri del governo Renzi e la rivendicazione delle lotte in corso, con la denuncia dello stato di emergenza che viene imposto alla città. Fra i temi più in evidenza, certamente quello della casa, dove neppure il sopraggiungere delle festività natalizie ha convinto il governo a produrre il necessario blocco degli sfratti e degli sgomberi. Dove, al contrario di quanto sarebbe necessario, si prosegue con politiche lontane anni luce dai bisogni di quei larghi settori che in questi anni si sono impoveriti, dai bisogni chi non può sostenere affitti e mutui a prezzi di mercato, azzerando l’edilizia popolare in favore di fumose e sbagliate politiche di sostegno alla proprietà e al mercato, gettando oltretutto dalla finestra – o più precisamente nelle tasche dei privati – centinaia di milioni di euro pubblici.
 
Ma il tema della casa, centrale, è sembrato essere un tassello di un disegno da rovesciare in toto. Non si vuole digerire, infatti, dopo anni di già pesanti politiche antipopolari, l’ennesima “legge di stabilità” del governo che sembra fatta da una sorta di Robin Hood alla rovescia, che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Come l’annuncio della mancata consegna delle cartelle esattoriali di Equitalia per il solo periodo natalizio, cioè fino al 6 Gennaio, è apparso come un gesto insolente e vergognoso, come il sostegno offerto alle banche e ai banchieri, come del resto l’intera politica dell’annuncio messa in atto a colpi di SPOT dalla Banda Renzi, spesso a televisioni unificate. Importante, dunque è stata la presenza e il contributo dei lavoratori della logistica, reduci da due giorni di duro picchetto di fronte ai cancelli della cooperativa CEDOF, che lavora con il gruppo CONAD, che sta colpendo con lettere di licenziamento i lavoratori più attivi negli scioperi e nelle lotte. Come è stato prezioso il contributo dei rifugiati presenti in forze al corteo, ancora una volta in prima fila nel denunciare, accanto alla vergogna delle guerre, anche quella di un’accoglienza indecente e spesso più interessata a guadagnare che ad affermare condizioni di vita accettabili e diritti. Movimenti per il diritto all’abitare, lavoratori della logistica, rifugiati e giovani si sono di nuovo uniti per lanciare un messaggio forte: non ci lasciamo intimidire e non ci lasceremo fermare dal ricatto dell’emergenza. Risponderemo alla vostra militarizzazione con la necessaria determinazione. Continueremo a scioperare e a manifestare nonostante precettazioni, divieti, misure repressive. Rilanciamo alla città un appello alla mobilitazione permanente contro lo stato di emergenza, perché le lotte di riappropriazione per un riscatto sociale e un cambiamento radicale non possono prescindere, oramai, da un ragionamento sulle libertà da difendere, ma soprattutto da riconquistare. Il 23 Dicembre, qui a Roma, si è ritrovato un blocco sociale composito e “irriducibile”. Da qui è necessario ripartire per allargare la mobilitazione e i conflitti, per sfidare questo presente di miseria e sfruttamento a cui vorrebbero consegnarci.
 
Movimenti per il Diritto all’Abitare

Stop rastrellamenti! Mobilitiamoci contro il Giubileo della paura e della guerra ai poveri

Dopo le roboanti dichiarazione di ieri del ministro Alfano, prosegue l’attacco nei confronti delle occupazioni abitative romane. All’alba di questa mattina le forze di polizia sono arrivate nell’occupazione di Casal Boccone per effettuare controlli antiterrorismo, come accaduto al Baobab e a piazza Indipendenza. Gli abitanti e le tante persone accorse in solidarietà hanno impedito ai blindati di avvicinarsi allo stabile e, dopo una trattativa, il controllo dei documenti è stato effettuato solo da ps in borghese.


L’operazione ha portato all’identificazione circa 200 uomini e donne, italian* e migranti, che da 3 anni vivono dignitosamente in uno spazio che hanno sottratto alla speculazione restituendolo a un territorio massacrato dal cemento, dagli sfratti e dagli interessi di un gruppo spregiudicato di affaristi al governo di questa città. Nessuna traccia dell’Isis dunque, ma donne e uomini in lotta per riprendersi un diritto negato, che hanno respinto un tentativo di sgombero nel 2012, e che continuano a battersi contro il Piano casa e l’infame art 5 con cui il governo Renzi nega le residenze.
Le ripetute operazioni di polizia con relative identificazioni di liberi abitanti di questa città, colpevoli solo di risiedere per necessità in centri di accoglienza o occupazioni abitative, o di frequentare moschee o di avere una fisionomia ai loro occhi “sospetta”, stanno superando la soglia di tolleranza. Anche le intimidazioni nei confronti degli studenti (e delle relative famiglie) impegnati nelle mobilitazioni e nelle iniziative di lotta contro la “buona scuola” di Renzi &Co. o l’esibizione muscolare nei pressi delle stazioni della metropolitana, con uomini in divisa e armati di tutto punto che minacciano chi non ha pagato il biglietto, non ci sembrano tanto strumenti di contrasto del terrorismo, piuttosto rappresentano un inasprimento della sorveglianza, del controllo, una vero e proprio tentativo di intimidazione ai danni degli gli uomini e delle donne di questa città.


La volontà di Renzi ed Alfano è non solo di giustificare le ingenti risorse sottratte al welfare e dirottate sulle forze di polizia, ma di costruire un clima di paura ed un blocco conservatore da consolidare per sperare di recuperare i consensi perduti nelle prossime elezioni di primavera. Ma ora stanno proprio esagerando.
Il Giubileo della Misericordia per i poveri, che sta per iniziare, ci appare sotto una luce ben diversa da come la racconta il pontefice. I dispositivi di monitoraggio e controllo si stanno accanendo proprio su quei soggetti che dovrebbero essere tutelati, invece vengono giudicati sospetti e messi sotto accusa solo per lo status economico o la provenienza geografica. Operazioni che vengono predisposte su base “etnica” e di censo, che con la strumentale giustificazione del terrorismo hanno l’obiettivo di attenuare se non cancellare ogni ipotesi di conflitto possibile, sia esso legato alla rivendicazione di diritti e dei bisogni primari, che alla possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso e le proprie idee, di reclamare e costruire una radicale opposizione alla guerra e ad un sistema di produzione e di vita, ogni giorno più ingiusto ed insostenibile.
Riteniamo necessario che tutto questo si debba fermare. Sia lo stillicidio di irruzioni e identificazioni, che lo stato di vigilanza poliziesca orientata contro il disagio sociale e le lotte piuttosto che a contrastare ipotetici attentati terroristici. Non è accettabile che di fronte ad un aggravarsi della crisi e in totale assenza di iniziative a sostegno dei poveri, l’unica presenza dello stato sia quella in divisa.


Ci hanno fatto vedere i muscoli in questi giorni e hanno chiesto di sospendere scioperi e manifestazioni, ma niente hanno prodotto in termini di risorse nella Legge di Stabilità in approvazione alla Camera verso un rafforzamento delle misure di welfare. Non è più nemmeno il tempo del bastone e della carota, è rimasto solo il bastone.


Per questo proponiamo di vederci venerdì 4 Dicembre nell’occupazione di viale delle Province 198 per costruire insieme una mobilitazione nei giorni in cui questa città verrà attraversata da un vertice europeo sulla sicurezza (11 e 12 dicembre). L’appuntamento per tutte e tutti è alle ore18.


No al Giubileo della paura, dei divieti e della guerra ai poveri!

 

LE VOSTRE GUERRE I NOSTRI MORTI!

Dopo i fatti di parigi non possiamo rimanere in silenzio e fermi aspettando che i fatti si "risolvano" da soli. Dobbiamo agire, dobbiamo reagire! 

Contro le guerre imperialiste e la strumentalizzazione fatta da stampa, televisioni e partiti dei fatti di Parigi, contro un clima di terrore, invitiamo tutti e tutte a mobilitarsi insieme alla Roma meticcia solidale e antirazzista alla manifestazione convocata dall'assemblea cittadina degli studenti delle scuole superiori, VENERDI ore 18:00 in Piazza Santa Maria in Trastevere. qui l'evento  https://www.facebook.com/events/440982932776186/
 
 
 
 

In seguito agli attacchi terroristici attuati dall’ISIS a Parigi, Bourj, Ankara e in tante zone della terra. Riteniamo sia necessario non restare in silenzio di fronte alla risposta pronta e violenta dei bombardamenti francesi su Raqqa. Intendiamo far sentire la nostra voce contro una guerra che non ci appartiene, contro fondamentalismi e strumentalizzazioni razziste!  
Infatti, mentre i popoli piangono le vittime delle guerre, i potenti del mondo al G20 di Antalya, fingendo cordoglio per l'attentato di Parigi, stringono le mani al presidente Erdogan -complice degli attentati ad Ankara e della guerra dell'Isis contro il popolo curdo- e si preparano per nuovi attacchi e nuove incursioni in medioriente. Questa mattina arriva la conferma definitiva dell'appoggio unanime dei paesi dell'Unione Europea alla guerra all'Isis in Siria portata avanti dalla Francia. Riteniamo, tuttavia, che l'unica vera opposizione militare all'Isis sia quella portata avanti dal popolo curdo che ogni giorno combatte contro e si difende tanto dalle truppe del'Isis, quanto dalle minacce delle democrazie occidentali, costruendo una società dove si pratica il rispetto e l'uguaglianza.  
I nostri governi pretendono di esportare la "democrazie occidentali", oramai profondamente in crisi e pronte a destinare le risorse pubbliche per guerre e armamenti. Tutto ciò avviene in nome della sicurezza, ma come tragicamente è emerso a Parigi nessuna efficacia nel difendere i cittadini, gli unici effetti sono controllo e pacificazione sociali nei quartieri popolari. Pensiamo che le risorse pubbliche debbano servire per finanziare la sanità, l'istruzione, le abitazioni e per garantire una vita dignitosa a tutti e tutte. Una vita dignitosa anche per i migranti che arrivano nei nostri paesi a causa delle guerre che i nostri governi decidono di intraprendere e portare avanti. In Italia, in cui i partiti collusi hanno sperperato migliaia di euro alle nostre spalle, imponendo un modello di sviluppo che amplifica le disuguaglianza sociali, pretendiamo che le risorse vengano redistribuite e destinate a un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. 
Per questo Venerdì 20 Novembre ci incontreremo in un presidio a Piazza di Santa Maria in Trastevere in solidarietà di tutte le vittime di una guerra voluta dall’alto e per dimostrare che c’è un opposizione reale a questo sistema che genera violenza, sfruttamento e guerra. Un'opposizione che rifiuta fermamente i razzisti e i fascisti che, sciacallando su una tragedia, portano acqua al loro mulino, alimentando volutamente una guerra tra poveri sempre più rischiosa.  
Di fronte a tutto ciò non possiamo rimanere in silenzio 
TUTTI IN PIAZZA!  

LA VOSTRA GUERRA I NOSTRI MORTI!  

Presidio in solidarietà alle vittime della guerra: venerdì 20 Novembre h 18:00 Piazza di Santa Maria in Trastevere. 

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