Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Comunicati

2 arresti a piazza Ss. Apostoli: la vendetta contro chi dice no

Sabato 19 agosto è stato un altro giorno macchiato da sgomberi e repressione a Roma. Mentre l'ennesima operazione di polizia determinava lo sgombero forzoso dello stabile occupato di piazza Indipendenza, sotto il portico di Ss. Apostoli si svolgeva la giornata dedicata ai bambini e alle bambine sgomberati il 10 agosto dallo stabile di via Quintavalle 88. La visibilità delle famiglie abbandonate senza risposte al centro di Roma, e le iniziative che hanno tenuto vivo questo luogo, devono aver provocato fastidio e nervosismo nelle forze dell'ordine.

Nel primo pomeriggio, diversi funzionari di Digos e polizia hanno ripetuto diverse provocazioni contro il presidio,minacciando a breve di sgomberarlo ed intimando di rimuovere le piscine in cui i bambini e le bambine stavano giocando. Un pretesto a cui è seguita una vera e propria aggressione a calci e pugni a danni di chi stava difendendo il presidio, e culminata con l'arresto di due occupanti.

Le accuse sono ancora una volta di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In una città che in modo cinico e spietato persegue la politica della legalità a colpi di sgomberi e prevaricazioni contro i poveri, l'esercizio della solidarietà e il rifiuto di nascondere la povertà sotto il tappeto sono oggetto di rappresaglia e repressione.

Chiediamo la liberazione degli arrestati e che si interrompa al più presto questa politica irresponsabile che crea solo allarme sociale sotto il paravento del ripristino della legalità, senza alcuna parvenza di giustizia sociale.


Movimento per il diritto all'abitare

Sgomberata l'occupazione di Cinecittà

Una lunga giornata di lotta

Questa mattina all'alba sono iniziate le operazioni di sgombero dell'occupazione abitativa di via Quintavalle a Cinecittà, ultimate nel primo pomeriggio, dopo ore di legittima resistenza. Nel palazzo vivevano da oltre 4 anni, più di 60 famiglie con decine di bambini e bambine.

L'intervento delle forze dell'ordine è avvenuto in un clima già estremamente teso per il distacco avvenuto circa due settimane prima della fornitura di energia elettrica. Sia il distacco della corrente elettrica, sia lo sgombero di oggi, sono avvenuti senza nessun tipo di dialogo o interessamento da parte delle istituzioni preposte, Sindaco in testa.

Ancora una volta si affronta il problema dell'emergenza abitativa e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese con la polizia: con persone incolpevoli della loro condizione picchiate, bambini terrorizzati e maltrattati, effetti personali gettati dalle finestre. Oltretutto si sta cercando in queste ore di criminalizzare chi difende la propria vita allo stremo, con 11 arresti, 37 denunciati che potrebbro trasformarsi in ulteriori arresti, con la scelta della procedura ordianria che prevede prima di qualsiasi giudizio della magistratura diversi giorni in carcere.

Per denunciare tutto questo abbiamo occupato pochi minuti fa, la chiesa dei 12 apostoli in piazza SS Apostoli davanti alla prefettura, sede distaccata del governo. Le famiglie di Cinecittà non scompaiono perchè cacciate dalla loro casa, ma reclamano insieme al movimento per il diritto all'abitare una soluzione vera ed un comportamento degno da parte delle istituzioni dell stato.

Chiediamo inoltre la immediata scarcerazione di tutti e tutte gli arrestati.

Movimento per il diritto all'abitare

 

Cronaca della giornata: http://www.infoaut.org/metropoli/roma-ancora-sogmberi-gli-occupanti-resistono-sul-tetto-dell-occupazione-abitativa-di-cinecitta

Il Sindaco Raggi gira la giostra degli assessori.. ma la città brucia e l’emergenza abitativa divampa!

Mentre a Ferrara si consuma una nuova tragedia – cronaca di morti annunciate - a causa di uno sfratto e del totale abbandono delle istituzioni, qui a Roma avviene un nuovo rimpasto nella composizione della giunta Raggi, l’ennesimo e probabilmente non l’ultimo.

A cambiare è anche la figura dell’assessore alla casa, via Mazzillo dentro Castiglione, oltre un anno per nominare l’assessore alla casa ed ora si cambia. Ma cosa cambia? Solo il nome, oppure si tratta di un cambiamento sostanziale? Il nuovo assessore farà qualcosa oltre le chiacchiere? Cambierà il segno dei provvedimenti – per quanto di facciata – presi da Mazzillo e dalla giunta? Staremo a vedere. Ma quello che è chiaro è che la città brucia forte anche del fuoco della povertà e dell’emergenza abitativa e che la giunta Raggi è immobile, perennemente alle prese con la propria tenuta, lontana dalla città reale, capace soltanto di procedere per “spot”. E sono oltretutto spot pericolosi quelli presi sulla questione abitativa: mentre le politiche per la casa sono state “stranamente” delegate agli uffici delle politiche abitative che oramai svolgono una funzione politica (stiamo facendo una trattativa con gli uffici disse il braccio destro di Mazzillo in un incontro.. strana concezione di democrazia quella in cui il sindaco non esercita la propria funzione …), con la delibera quadro sul tema abitativo l’amministrazione Raggi sposa esattamente la linea dell’ex commissario Tronca quando era uomo solo al comando della capitale. L’emergenza abitativa la si affronta con gli sgomberi e la legalità, bandierina da issare per primi e più forte tanto più in un clima pre - elettorale. Ma perché si vive in coabitazione forzata? Perché a Roma si vive nelle nuove braccopoli che sorgono ovunque ai margini dell città? Perché si continua a vivere e talvolta a morire di pignoramenti e sfratti? Perché tante persone hanno occupato ed occupano? Secondo Raggi per sport? Oppure sono decenni che si costruisce ovunque case che nessuno potrà mai abitare per fare un favore ai sempreverdi amici costruttori ed immobiliaristi? Oppure sono decenni che non si pianifica e si attua una politica per l’accesso la casa con piani e progetti di edilizia popolare per le fasce più deboli? Ora i colpevoli da additare, il nemico pubblico numero uno sono coloro i quali, senza alternative, per necessità in mezzo ad una strada sono stati constretti ed hanno scelto la strada dell’occupazione.

Colpevoli di aver violato la sacra soglia della proprietà privata, e si tratta nella maggior parte dei casi proprio di quelle grandi proprietà che hanno saccheggiato la città, che hanno creato la bolla dell’emergenza abitativa, moltiplicato i proventi della rendita mentre buona parte della popolazione affondava. Ma il Movimento 5 Stelle non si candidava a guidare Roma in discontinuità col passato? Promettendo di essere lontano e contro gli interessi forti di banche e palazzinari? Come cambiano rapidamente le cose…dall’opposizione al governo ..un attimo e il bianco diventa nero…come niente fosse… E non sarà certo la nuova delibera che cambia nome ai residence – dai CAAT ai SASSAT – a cambiare le cose, se non in peggio, perché si riduce ancora la coperta delle famiglie e delle persone a cui dare assistenza, dalle famiglie con reddito nei parametri dell’edilizia popolare ai soli nuclei “fragili: lo stato, l’amministrazione inesorabilmente si ritira, abbandona chi non ce la fa, lascia che la città esploda, pensado di poterla governare militarizzando persino la questione sociale, con il controllo e la paura.

L’assessore Mazzillo è arrivato persino fino al punto di non firmare la convenzione con la Regione Lazio per l’attuazione del Piano Straordinario per l’Emergenza Abitativa per Roma, rinunciando a 30mln pronti subito e tanti altri che potevano essere da loro gestiti. “Chiacchiere e distintivo l’ex assessore alla casa”, di fatto è stata di nuovo la Regione Lazio a doversi far carico dell’emergenza abitativa romana finanziando un piano di alloggi da reperire attraverso l’ATER di Roma, per poter dare l’unica riposta possibile alle graduatorie come alle famiglie che vivono nelle occupazioni e nei residence: le case. Certo le case, perché solo con case popolari, accessibili alle tasche dei ceti più precari e poveri si può pensare di dare una risposta credibile che non getti Roma nel caos. Certo, perché le famiglie, le persone, i bambini e le bambine, non si cancellano e sgomberare non serve a niente se non a spostare il problema; nessuno può e deve essere cancellato e/o abbandonato, come le 90 famiglie di via Quintavalle a Cinecittà, abbandonate dalla Raggi senza corrente elettrica, in una situazione di grave emergenza da quasi un mese, perché il Monte dei Paschi di Siena, dopo le ruberie e gli impicci fatti con i soldi dei risparmiatori, dopo essere stato salvato con i soldi dei cittadini..con i soldi nostri ….ora è diventato per il sindaco più importante delle famiglie che non ce la fanno a pagare gli affitti e i mutui stellari della città, quelle che hanno perso il lavoro, oppure che un lavoro che non sia precario e sottopagato non lo hanno mai visto, neanche col binocolo.

Staremo a vedere cosa accadrà in questa calda estate, ma stiamo sicuri che alla fine la dignità di chi è povero e lotta non solo per se stesso, ma per tutti, per cambiare le cose, non permetterà alla rendita e all’arroganza del potere di schiacciare per sempre e sempre di più le nostre vite: non rimarremo per sempre invisibili!

Movimento per il Diritto all’Abitare

Piano #CasaRoma: ci volete in mezzo alla strada, ci troverete sui tetti!

Le linee guida per un piano di azione per il disagio abitativo presentate in coppia dall’assessore Mazzillo e dall’assessora Baldassarre, con l’ineffabile sindaca Virginia Raggi a benedirle, non solo non saranno in grado di dare una risposta seria alla necessità alloggiative di questa città, ma daranno il via libera ad una stagione di sgomberi come non si sono mai visti nella capitale. Forse questo sarà salutato, come ha già fatto Il Tempo dalle sue pagine, come un avvenimento benefico per il ripristino di una legalità a senso unico, favorevole alla rendita e al diritto proprietario, ma avversa ad un ceto sociale impoverito in forte emergenza e incapace di sostenere affitti e mutui per un’abitazione.

Il programma di #CasaRoma, che già dal nome introduce assonanze di inquietante attualità, è un fritto misto di bonus e contributi con ipotesi di utilizzo di immobili tutto da dimostrare e reperire, frazionamenti di alloggi Erp da realizzare non si sa in quali tempi e con quale disponibilità degli attuali inquilini, autorecuperi, beni sequestrati e acquisizioni che per ora sono solo sulla carta, peraltro agganciati all’attuazione della delibera regionale che il Comune non ha ancora sottoscritto.

I destinatari di questo piano poi, oltre coloro che sono in graduatoria, sono individuati tra le cosiddette fragilità o precarietà economiche. Una platea talmente vasta e impossibile da censire, se non dentro le emergenze visibili in città. Cioè coloro che vivono nei residence, i nuclei familiari che hanno occupato stabili o alloggi per necessità, le famiglie sotto sfratto o in difficoltà con il mutuo. Qui va avviato un censimento serio e definiti progetti abitativi credibili. Immaginare invece che ad ogni sgombero segua un sostegno limitato alle fragilità non si sa bene come individuate, produrrà un’inevitabile innalzamento della tensione e riempirà le strade di Roma di persone senza casa, come sta già avvenendo da un po’ di tempo a questa parte e via Vannina sulla Tiburtina ne è stato un esempio plateale.

La cabina di regia investirà Municipi e Dipartimenti e prevede di seguire ogni destinatario individualmente. Davvero lodevole se non ci trovassimo di fronte ad un’emergenza conclamata che riguarda almeno ventimila persone nella capitale e che difficilmente potrà essere trattata con questa attenzione.

Entro il 30 ottobre si dovrebbe avere un monitoraggio degli immobili disponibili ed entro il 2017 il consiglio comunale dovrà approvare il piano. Quindi siamo di fronte ad almeno 5 mesi di grande attività. Il problema è di quale attivismo stiamo parlando. E soprattutto Prefettura e Questura, che non vengono mai citati quando si fa riferimento allo svuotamento degli stabili occupati e al loro sgombero, che ruolo avranno in tutto questo? Staranno a guardare? O saranno proprio queste ad avviare il piano #CasaRoma?

Riteniamo che di tutto il provvedimento, che nelle affermazioni di Mazzillo viene raccontato come superamento della Delibera n. 50 dell’era Tronca, la parte che si tenterà di realizzare è quella relativa agli sgomberi e che questo avverrà già nei prossimi giorni. Abbiamo avuto un primo assaggio delle intenzioni dell’assessore con il distacco della luce nell’occupazione di via Quintavalle a Cinecittà due settimane fa. Agosto è un mese splendido per questo.

Che dire quindi. Più che un passaggio che sostituisce la cosiddetta delibera Tronca, ci troviamo di fronte ad una sua acquisizione determinante all’interno delle “nuove” linee di azione del Comune di Roma.

Il movimento per il diritto all’abitare, oltre che ribadire la propria contrarietà ad ogni provvedimento di sgombero forzoso e invitare alla resistenza ogni occupante, chiede l’applicazione della delibera regionale sull’emergenza abitativa. Contestualmente lancia un appello alla mobilitazione permanente affinché il consiglio comunale respinga un piano fumoso e generatore di tensioni sociali drammatiche per la nostra città.

Ci volete in mezzo alla strada, ci troverete sui tetti!

Movimento per il diritto all’abitare

- Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua navigazione. Per saperne di più e capire anche come non utilizzarli vedi le informazioni nella nostra Cookie policy.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information