Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Comunicati

La città messa in sicurezza

È accaduto di nuovo e accadrà ancora probabilmente. A Roma ci sono luoghi “off limits” per manifestazioni ed assemblee, anzi assembramenti. E non sono zone a ridosso dei cosiddetti palazzi del potere, ma spazi pubblici che hanno assunto un forte valore simbolico. Parliamo di piazza Indipendenza, teatro un mese fa di un violento sgombero contro rifugiati inermi che dormivano nelle aiuole dopo essere stati sgomberati qualche giorno prima dal palazzo di via Curtatone, proprietà Idea Fimit.

Questo stabile fu occupato alcuni giorni dopo la tragedia consumatasi nel Mediterraneo con centinaia di morti annegati nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Una risposta autodeterminata di uomini e donne ad un sistema dell’accoglienza che genera disastri, blocca vite e umilia esistenze. I rifugiati con un atto deciso il 15 ottobre 2013 sottraggono alla rendita uno spazio che sarà in grado negli anni successivi, tra mille difficoltà, di garantire un tetto sulla testa di molte persone. Percorso interrotto ad agosto da una spettacolare prova di forza del ministero dell’Interno, con la complicità colpevole dell’amministrazione capitolina e della questura di Roma. Ora le centinaia di persone che prima vivevano con dignità nell’edificio occupato sono disperse in giro per la città, data la clamorosa inadeguatezza delle soluzioni messe in campo dalle autorità competenti.

Stessa sorte quella dei nuclei sgomberati da uno stabile occupato a via Quintavalle a Cinecittà. Stessa procedura e stessi effetti. Persone sbattute per la strada e proposte indecenti di sistemazioni provvisorie in casa famiglia o centri di accoglienza. Da più di un mese, bambini e bambine, uomini e donne, giovani e anziani, sono accampati nel sagrato della chiesa dei XII apostoli. Più di 60 nuclei familiari già dimenticati dalla giunta capitolina, nonostante siano a ridosso della Prefettura e ci siano state forti pressioni da parte della diocesi romana.

A distanza di più di un mese, il movimento per il diritto all’abitare romano e l’assemblea dei rifugiati sgomberati da via Curtatone ha lanciato un appello per un’assemblea nazionale per domenica 8 ottobre alle ore 11, da tenersi a piazza Indipendenza. Una proposta questa accolta con favore da diverse reti nazionali e realtà sociali impegnate sul fronte della lotta per la casa e nella difesa dei diritti dei migranti, nonché strutture del sindacalismo di base e associazioni impegnate nella lotta contro la povertà, per il diritto allo studio e alla salute, per la libertà di movimento.

La questura di Roma ha opposto divieto per l’utilizzo di piazza Indipendenza, affermando in maniera risoluta che in quel luogo mai più si potrà tenere una manifestazione pubblica. Una zona rossa permanente insomma. Come se il forte impatto mediatico legato alle vicende di una gestione fuori controllo dell’ordine pubblico e la resistenza evidenziata da immagini e filmati, possa essere cancellata da un muro, da un recinto, da una disposizione ministeriale che rende una piazza romana un luogo non attraversabile dal dissenso e dalle lotte.

Dopo un’estenuante trattativa l’assemblea si terrà alle ore 13 di domenica 8 in piazza dell’Esquilino, a ridosso del ministero dell’Interno. Mandante delle leggi securitarie sui flussi migratori e sulla sicurezza urbana, nonché  delle direttive funzionali alla gestione degli sgomberi e al controllo delle città.

Saranno molte le città presenti e le realtà che interverranno. Con l’idea di condividere un percorso comune di un’ampia mobilitazione contro la svolta securitaria imposta dai vari governi che si sono succeduti fino a Gentiloni. Per invertire una rotta che vede una cancellazione sistematica dei diritti e per fermare chi sta alimentando la guerra tra e contro i poveri, tagliando risorse destinate al sociale e frenando di fronte a provvedimenti di buon senso come lo ius soli. Dall’articolo 5 dell’ex ministro Lupi contro chi occupa per necessità alle misure sulla sicurezza urbana, il passo è stato davvero deciso e va fermato senza se e senza ma. Se la coperta è troppo corta non è accettabile che diventi normale e sostenibile il fatto che un mondo di esclusi riceva qualche briciola e molte manganellate, che prevalga il benessere di chi ha qualcosa a discapito di chi non ha più niente, degli italiani contro i migranti, dei vecchi contro i giovani, di chi ce la può fare contro chi deve soccombere.

Insieme possiamo guardare negli occhi chi vuole escludere milioni di persone da una vita dignitosa e garantita da diritti certi. Possiamo tornare a decidere e a prenderci quello che ci spetta. Con coraggio e determinazione ripartendo dal grido della resistenza meticcia di piazza Indipendenza.

Roma, 6 ottobre 2017  

NOTA STAMPA DEI MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE IN MERITO ALLA MANIFESTAZIONE ED ALL'INCONTRO DI OGGI CON LA REGIONE LAZIO

 Questa mattina i Movimenti per il Diritto all''Abitare hanno manifestato sotto alle finestre della Giunta Regionale del Lazio, per reclamare oltre allo stop agli sgomberi degli immobili occupati per necessità da tante persone senza alternativa, insieme al blocco degli sfratti e dei pignoramenti, sollecitando soprattutto l'immediata attuazione del Piano Regionale per l'Emergenza Abitativa nella Capitale.

 

Intorno alle ore 14,00 una delegazione delle famiglie in lotta per la casa, fra cui una rappresentanza delle famiglie che da circa un mese sono accampate presso la chiesa del 12 Apostoli davanti alla prefettura di Roma e a due passi dal Campidoglio, sono stai ricevuti dall'Assessore alla Casa Refrigeri insieme ai rappresentanti della segreteria del presidente Zingaretti.

Nell'incontro l'Assessore Refrigeri ha illustrato il contenuto dell'incontro tenuto pochi giorni fa con l'amministrazione capitolina, ribadendo – su sollecitazione dei movimenti – che la Regione Lazio ha intenzione di dare attuazione nel più breve tempo possibile al piano regionale per l'emergenza abitativa, senza cambiamenti di prospettiva. Secondo le parole dell'Assessore Refrigeri, si attende che Roma Capitale formuli le sue integrazioni alla convenzione già approvata dalla Regione Lazio e che si adoperi per approvarla e sottoscriverla. A questo punto, le tante famiglie che da anni attendono invano da anni nelle graduatorie comunali, come nei residence gestiti da Roma Capitale e nelle occupazioni inserite da tempo nel programma regionale, aspettano soltanto che la giunta guidata da Virginia Raggi si accinga sul serio a compiere questo importante passo.

Nel frattempo le famiglie accampate presso la chiesa dei 12 Apostoli, hanno annunciato che nei prossimi giorni consegneranno di persona all'assessore Baldassarre, in forma pubblica, il censimento dei nuclei familiari, con la speranza che questo gesto permetta di passare dalle operazioni mediatiche e di facciata, alla proposta di soluzioni serie, dignitose e durature.

 

Movimenti per il Diritto all'Abitare Roma,

 

11 Settembre 2017

2 arresti a piazza Ss. Apostoli: la vendetta contro chi dice no

Sabato 19 agosto è stato un altro giorno macchiato da sgomberi e repressione a Roma. Mentre l'ennesima operazione di polizia determinava lo sgombero forzoso dello stabile occupato di piazza Indipendenza, sotto il portico di Ss. Apostoli si svolgeva la giornata dedicata ai bambini e alle bambine sgomberati il 10 agosto dallo stabile di via Quintavalle 88. La visibilità delle famiglie abbandonate senza risposte al centro di Roma, e le iniziative che hanno tenuto vivo questo luogo, devono aver provocato fastidio e nervosismo nelle forze dell'ordine.

Nel primo pomeriggio, diversi funzionari di Digos e polizia hanno ripetuto diverse provocazioni contro il presidio,minacciando a breve di sgomberarlo ed intimando di rimuovere le piscine in cui i bambini e le bambine stavano giocando. Un pretesto a cui è seguita una vera e propria aggressione a calci e pugni a danni di chi stava difendendo il presidio, e culminata con l'arresto di due occupanti.

Le accuse sono ancora una volta di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In una città che in modo cinico e spietato persegue la politica della legalità a colpi di sgomberi e prevaricazioni contro i poveri, l'esercizio della solidarietà e il rifiuto di nascondere la povertà sotto il tappeto sono oggetto di rappresaglia e repressione.

Chiediamo la liberazione degli arrestati e che si interrompa al più presto questa politica irresponsabile che crea solo allarme sociale sotto il paravento del ripristino della legalità, senza alcuna parvenza di giustizia sociale.


Movimento per il diritto all'abitare

Sgomberata l'occupazione di Cinecittà

Una lunga giornata di lotta

Questa mattina all'alba sono iniziate le operazioni di sgombero dell'occupazione abitativa di via Quintavalle a Cinecittà, ultimate nel primo pomeriggio, dopo ore di legittima resistenza. Nel palazzo vivevano da oltre 4 anni, più di 60 famiglie con decine di bambini e bambine.

L'intervento delle forze dell'ordine è avvenuto in un clima già estremamente teso per il distacco avvenuto circa due settimane prima della fornitura di energia elettrica. Sia il distacco della corrente elettrica, sia lo sgombero di oggi, sono avvenuti senza nessun tipo di dialogo o interessamento da parte delle istituzioni preposte, Sindaco in testa.

Ancora una volta si affronta il problema dell'emergenza abitativa e delle famiglie che non arrivano alla fine del mese con la polizia: con persone incolpevoli della loro condizione picchiate, bambini terrorizzati e maltrattati, effetti personali gettati dalle finestre. Oltretutto si sta cercando in queste ore di criminalizzare chi difende la propria vita allo stremo, con 11 arresti, 37 denunciati che potrebbro trasformarsi in ulteriori arresti, con la scelta della procedura ordianria che prevede prima di qualsiasi giudizio della magistratura diversi giorni in carcere.

Per denunciare tutto questo abbiamo occupato pochi minuti fa, la chiesa dei 12 apostoli in piazza SS Apostoli davanti alla prefettura, sede distaccata del governo. Le famiglie di Cinecittà non scompaiono perchè cacciate dalla loro casa, ma reclamano insieme al movimento per il diritto all'abitare una soluzione vera ed un comportamento degno da parte delle istituzioni dell stato.

Chiediamo inoltre la immediata scarcerazione di tutti e tutte gli arrestati.

Movimento per il diritto all'abitare

 

Cronaca della giornata: http://www.infoaut.org/metropoli/roma-ancora-sogmberi-gli-occupanti-resistono-sul-tetto-dell-occupazione-abitativa-di-cinecitta

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