Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

La Scintilla: dalla Valle alla metropoli, una storia antagonista della lotta per la casa

Negli ultimi anni, con l'acuirsi della crisi economica che si è fatta ormai sistemica, e il susseguirsi dei vari governi tecnici che hanno tracciato la strada per la "guerra ai poveri", incarnata da Renzi e i suoi ministri in misure legislative che vanno dal Piano casa al Jobs Act, dalla Buona scuola allo Sblocca Italia, abbiamo assistito ad un sostanziale impoverimento della società italiana. Attraverso le riforme neoliberiste e la distruzione del welfare, e in una sostanziale emergenza sociale, il governo e gli enti locali hanno tracciato una linea netta fra solvibili e insolventi, fra chi a costo di sacrifici riesce a pagare indebitandosi e chi invece proprio non ce la fa.

Libro Cristiano ArmatiIn un contesto del genere i movimenti sociali si sono attivati per provare a costruire reti di solidarietà e di lotta nei territori. In questo senso la lotta per l'abitare di Roma, ma anche nel resto d'Italia, ha avuto e mantiene un ruolo fondamentale. La capacità di uscire dalla dinamica vertenziale per allargare a diversi ambiti il campo di intervento è stata fondamentale nella costruzione di importanti mobilitazioni, di cicli di lotta che ancora durano, di scommesse politiche e tentativi ricompositivi. Non a caso, infatti, il sottotitolo de "La scintilla" fa riferimento a "dalla valle alla metropoli", ovvero quell'intuizione politica sull'uso, anch'esso tutto politico, delle risorse da parte di chi governa questo paese sempre a favore dei grandi costruttori e delle lobby economiche e mai delle classi subalterne, che ha portato alle due importanti giornate del 18 e del 19 ottobre 2013, ma soprattutto a un tentativo "altro", ovvero la scommessa di una possibilità ricompositiva all'interno dei movimenti sociali, che ci facesse percepire come un'unica classe di sfruttati/e e che l'unione delle lotte, delle vertenze, delle insorgenze e dei saperi sia l'unica strada perseguibile per costruire un movimento effettivamente radicale a questo sistema.

Con La presentazione del libro * La Scintilla: dalla valle alla metropoli, una storia antagonista della lotta per la casa * di Cristiano Armati (scrittore, ma soprattutto compagno ed attivista dei movimenti per il diritto all'abitare e sociali di questa città, con l'importante merito di mettere la sua scrittura e il suo sapere a favore di un background collettivo), vogliamo provare a ragionare sulle possibilità ricompositive di un movimento, per confrontarci con chi in altre città e a Roma sta portando avanti le lotte per il diritto all'abitare ma anche quelle assieme ai facchini della logistica, chi costruisce reti di solidarietà nel proprio territorio contro le devastazioni ambientali e chi combatte la buona scuola di Renzi e le politiche studentesche nel suo insieme.
Un momento, dunque, di dibattito collettivo aperto a partire dalle esperienze che il libro racconta (dalla rivolta di San basilio alle lotte di oggi), per valutare le strade finora percorse e trovare quelle percorribili, perché si continui a ragionare come tenere viva quella scintilla che vediamo accendersi nel bronx di Torrevecchia, nelle fabbriche SDA, nei boschi della Val di Susa, nelle periferie e nei centri delle nostre città e far sì che si propaghi e diventi un incendio.

Un'occasione per sviluppare, insieme, un dibattito politico per comprendere l'attualità del conflitto immaginando nuove traiettorie di autorganizzazione, lotta, radicale trasformazione dell'esistente.
Saranno presenti i compagni del Social Log di Bologna.

La presentazione del libro si terrà all'interno dell'occupazione abitativa di via Tiburtina 770 (Roma), che festeggia 2 anni di lotte!
#RomaSiBarrica

VENERDI’ 6 FEBBRAIO ore 18 Presidio a PONTE GALERIA

Il 26 Gennaio scorso la questura di Roma, in accordo con il prefetto ed il comune di Roma, ha fatto sgomberare l’anagrafe di Via Petroselli, occupata da 14 giorni dai movimenti per il diritto all’abitare. Durante questa operazione repressiva, in cui le questioni politiche poste dall’emergenza abitativa vengono vigliaccamente risolte in termini di ordine pubblico, si sceglie di identificare tutti i presenti e richiudere Papis, Amid e Alexandru nel CIE di Ponte Galeria, perché colpevoli di non possedere “le carte giuste”.

I CIE (centri di identificazione ed espulsione) sono dei lager che rinchiudono per mesi le persone in condizioni disumane, dove sono negati anche i diritti e i bisogni più elementari, dove sono frequentissime le violenze e le intimidazioni.
Perché i CIE sono delle macchine per fare soldi a combustibile umano, alimentate dalla distruzione dei progetti di vita, e a volte della vita stessa, delle persone.
L’azienda CIE è inutile per tutti coloro che non arrivano a fine mese, ma fa guadagnare soldi allo stato, alle amministrazioni, e a tutte le aziende che li gestiscono: la Croce Rossa Italiana, le Misericordie, il Consorzio Connecting People, Auxilium, Acuarinto, etc... ed ora i professionisti della sicurezza come Gepsa. Questa è subentrate da poco nella gestione del CIE di Ponte Galeria insieme ad Acuarinto, e si possono già vedere gli effetti della nuova gestione: peggioramento del vitto, mancanza di riscaldamento, soppressione di beni di prima necessità, peggioramento delle condizioni igieniche.

Alexandru, Amid e Papis sono persone con cui da anni lottiamo insieme per opporci alle condizioni di miseria e disumanità a cui gli sfruttatori ci vogliono costringere, da anni ci autorganizziamo con dignità per costruirci un'esistenza libera e autodeterminata.

In solidarietà con tutte le rivolte dei reclusi e delle recluse che hanno fatto chiudere diversi padiglioni dei CIE in questi anni, siamo contro qualsiasi tentativo di riforma di questi lager di stato. Chiudere tutti i CIE!

Per far sentire a Papis, Amid e Alexandru che chi lotta ha sempre compagni e compagne pronti a sostenerlo, e per portare la nostra voce solidale a tutte e tutti coloro che sono reclusi in quel luogo infame.

Venerdì 6 Febbraio ore 18 presidio davanti al CIE di Ponte Galeria - Stazione Fiera di Roma.
Appuntamento alle ore 17.30 alla stazione Ostiense per andare insieme

TUTTI LIBERI, TUTTE LIBERE

Torneo di Calcio delle Occupazioni 2015

Si è svolto sui campi di Via di Portonaccio il Torno delle Occupazioni 2015

 

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Assemblea pubblica contro ogni forma di razzismo

Sabato 29 novembre ore 18 – Via del Porto Fluviale 12

La campagna denigratoria e gli attacchi nei confronti degli immigrati/e fatti negli ultimi mesi sta avendo i suoi effetti: l’immigrazione è l’unico problema da risolvere; aggredire e cacciare le persone in base al colore della loro pelle non è più fascismo; la nostra vita quotidiana è sempre più pesante. Sui mezzi pubblici gli sguardi sospettosi sono la norma, non sedersi al nostro fianco è sempre più frequente e le aggressioni verbali sono continue.

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Scioperi, picchetti, occupazioni, continuiamo la lotta!

ASSEMBLEA GIOVEDI 27 NOVEMBRE 2014
UNIVERSITA' LA SAPIENZA Facoltà di Matematica alle ore 17

La Camera dei deputati ha avviato venerdì 21 novembre l’esame del Jobs Act e la discussione riprenderà lunedì mattina e il voto finale sul testo dovrà arrivare entro il 26, per poi passare in terza lettura al Senato. Il tutto dovrebbe essere chiuso per il 9 dicembre e le nuove regole potrebbero essere operative già da gennaio. Questo provvedimento si lega agli altri decreti convertiti in legge dal governo Renzi, delineando una riforma profonda dei diritti e del welfare, tale da rendere strutturale la condizione di precarietà per milioni di donne e uomini. Oltretutto i territori vengono concepiti come risorsa da saccheggiare e mettere a valore, in funzione dei profitti della rendita. Un modello di sviluppo criminale che avvilisce la dignità delle persone, devasta l’ambiente, cancella conquiste sociali storiche.

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Roma 1/2 nov incontro di Abitare nella crisi

abitarenellacrisi

Intorno al falso binomio sviluppo e crescita il governo sta definendo i provvedimenti utili per rideterminare profitti e vantaggi per la rendita, senza perdere il consenso necessario per sostenere decisioni disastrose per le vite di milioni di persone, per i territori che saranno ancora una volta devastati e cementificati. Per garantire gli interessi economici di pochi, si traccia una sorta di alleanza con un ceto sociale medio-alto e si lanciano esche per conquistare altri settori sociali meno garantiti, non disdegnando di alimentare pulsioni securitarie e xenofobe.

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