Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

Disobbedire al Decreto Lupi NO alla politica della paura

2 luglio ore 16, Sala del Carroccio CAMPIDOGLIO

Una città ferma, caotica, schiacciata dal cemento e dall'impoverimento di larghe fasce di popolazione, piegata dall'emergenza abitativa e dall'austerità. Questo è lo scenario dentro il quale i movimenti hanno, dal Dicembre 2012, prodotto gli Tsunami Tour per il diritto all'abitare mettendo in risalto come la questione sociale fosse la vera questione primaria della città, lanciando dal basso la sfida all’Amministrazione ed ai costruttori.

Mesi caldi, nei quali si sono susseguiti in maniera incessante picchetti, occupazioni, tendopoli, cortei che hanno attraversato le strade del centro e della periferia romana. Nei quali i “Re di Roma” hanno vissuto qualche seria preoccupazione e soprattutto amministrazioni e governo sono stati messi di fronte alle loro responsabilità, costretti a fare i conti con il disastro provocato delle politiche neoliberiste, della sistematica eliminazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica, dall’assenza di qualsiasi politica pubblica per il diritto alla casa. Anche lo studio della Bocconi circa i senza casa, presentato proprio in questi giorni, denuncia una situazione di emergenza sempre più estesa e preoccupante, con una condizione di precarietà assoluta che ormai coinvolge larghissimi settori sociali, della nostra città e non solo.

Leggi tutto...

Campagna per l'abolizione del “Piano Casa” e per la libertà di movimento

 

Firma la petizione su Change.org

 

Il decreto legge 28 marzo 2014 n.47, contenente misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015, è stato convertito in legge il 20 maggio 2014.

All'interno di una legge il cui impianto è tutto incentrato sulla volontà di far ripartire il cemento e i mutui, l'unico riferimento all'emergenza abitativa è contenuto nell’art. 5, che stabilisce come “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenzané l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.”

Questo provvedimento introduce nella legislazione italiana elementi di forte tensione e separatezza sociale, in quanto costringe migliaia di persone ad una condizione di illegalità e marginalità, che non tiene conto della crisi e delle motivazioni che hanno spinto così tanti poveri, precari, disoccupati verso l'occupazione di uno stabile o di un appartamento.

La residenza infatti è legata all’esercizio di diritti fondamentali: l'istruzione, l'assistenza sanitaria, la possibilità di rinnovare i documenti, l'accesso ai servizi di welfare, il voto.

Pochi giorni fa anche l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati [UNHCR] ha espresso la sua“preoccupazione per gli effetti che la recente approvazione del decreto legge cosiddetto “Piano Casa” potrebbe provocare sulla vita di migliaia di rifugiati presenti in Italia” con “il rischio di non poter più accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro, nonchè all’istruzione per migliaia di bambini”

Le conseguenze del dispositivo convertito in legge il 18 maggio scorso appaiono inequivocabilmente come strumenti atti a frenare le lotte per il diritto alla casa, come dimostrano gli sgomberi dei giorni scorsi avvenuti a Roma, Firenze, Torino, Bologna, Salerno e Genova, le campagne di criminalizzazione a mezzo stampa e le spettacolari operazioni giudiziarie contro attivisti e occupanti a Roma e a Torino.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio salto di qualità della repressione: 111 indagati e 29 misure cautelari per la resistenza agli sfratti, una pratica diffusa e particolarmente necessaria in questo momento di crisi, criminalizzata dai pm torinesiallo scopo di colpire l'intero movimento.

A Roma intanto si manifesta un chiaro intento persecutorio nei confronti di Paolo Di Vetta e di Luca Fagiano. Anche la procura romana ha deciso infatti di giocare un ruolo politico nella gestione dei conflitti sociali scegliendo un atteggiamento vessatorio: Paolo e Luca sono stati rimessi agli arresti domiciliari per le mobilitazioni contro il decreto Lupi e gli è stata negata la possibilità di andare a lavorare e di rimanere nelle loro case, perché occupate.

A tutti coloro che ritengono legittimo rivendicare un diritto negato e che sono disposti a mettere in discussione la presunta legalità espressa nel cosiddetto “Piano casa” facciamo appello a: 

- sostenere una campagna per l'abolizione dell'intero testo di legge;

- praticare atti di disobbedienza civile contro l'applicazione dell'art. 5, a partire dagli impiegati dell'anagrafe e delle aziende che gestiscono la fornitura di servizi pubblici;

- chiedere il blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi;

- chiedere la liberazione immediata degli attivisti in carcere, costretti agli arresti domiciliari o sottoposti ad altre forme di restrizione della libertà.

Movimenti per il diritto all'abitare

Per aderire alla campagna: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina facebook No Piano Casa https://www.facebook.com/nopianocasa?fref=ts

 

 

Firma la petizione su Change.org

 

 

 

Contro la guerra ai poveri di Renzi - Roma rilancia!

Le settimane di mobilitazione che si sono appena concluse contro il decreto Lupi e il jobs act hanno visto i movimenti partecipi di una contestazione incondizionata al governo Renzi. Un governo che appena si è insediato ha prodotto decreti e provvedimenti, passati a colpi di fiducia, che si riversano su tutti coloro che sono già impoveriti dai precedenti governi dell'austerity. Il piano casa, il jobs act non fanno altro che distribuire ulteriore precarietà nel paese e che nel territorio romano si riversa ulteriormente attraverso il decreto Salva Roma.

Dopo le elezioni ci rendiamo conto, inoltre, di quanto una parte dell'elettorato abbia confermato il governo dell'ordine quello che garantisce sogni tranquilli a quella parte del paese che non vuole mettere in discussione i propri privilegi. Il 40% al Pd è l'espressione di quella violenza messa in campo a Piazza del Popolo quella che è contenta, nonostante un alto tasso di astensionismo, di stare sempre sulla quella strada che, già da tempo, segue l'Europa neoliberista. Le briciole degli 80 euro al mese solo per alcuni, le garanzie alla borghesia delle grandi opere e della rendita hanno prodotto la continuità che il nostro caro Presidente della Repubblica Napolitano sperava.

La classe dirigente infatti, prosegue nel voler usare le risorse pubbliche a favore delle banche come è previsto nel piano casa attraverso la fine dell'edilizia popolare nonostante i limiti che questa presentava; attraverso l'housing sociale sostituendo le case popolari con un'idea di abitare destinata comunque a quei solvibili sempre più in crisi. Un piano casa scellerato in gran parte a favore della città di Milano sede dei futuri interessi personali e di potere del ministro Lupi.

Il jobs act, allo stesso modo, punta ancora una volta ad abbassare il costo del lavoro nel paese attraverso l'introduzione di ulteriore flessibilità. Dietro la menzogna della produttività utile a contrastare la disoccupazione, si nascondono dispositivi e cambiamenti all'interno del mercato del lavoro che statisticamente provano un peggioramento delle condizioni di ognuno proprio in quei paesi la dove tali provvedimenti sono stati già applicati.

Infine, e non per importanza, il Salva Roma privatizzando le municipalizzate e i principali servizi della Capitale costringerà tutti gli abitanti della città ad un servizio peggiore ad un costo più alto, prevedendo inoltre, tagli al personale e ai salari dei dipendenti comunali.

Ma questo è solo il volto della burocrazia, quello che attraverso le leggi dichiara chiaramente guerra ai poveri. C'è anche il volto violento che ha trovato la sua massima espressione nell'alleanza Renzi-Alfano-Pecoraro. Di fatto, il nuovo centro destra, utile in questa fase al partito democratico, ha basato la sua campagna elettorale sull'ordine da ristabilire all'interno dei territori che non vogliono essere pacificati e dove si alza forte, la contrarietà ai decreti della povertà e dei sacrifici. I movimenti che si autorganizzano per resistere all'austerity vengono sempre di più relegati alla figura di criminali e gli si vieta l'acceso al centro della capitale per esprimere il proprio dissenso.

In questo ultimo anno e mezzo i movimenti di lotta per la casa hanno sferrato un colpo molto duro alla dirigenza di questa città attaccando direttamente la rendita attraverso la riappropriazione diretta e pretendendo l'uso degli immobili invenduti tanto quanto del patrimonio pubblico non utilizzato. Questo ha provocato una riorganizzazione chiara della controparte che attraverso l'art.5 del decreto Lupi che titola “Lotta agli abusivi” sta già applicando sgomberi e il taglio delle utenze alle occupazioni negando di fatto, i principali diritti civili come il diritto alla sanità e alla scuola che passano attraverso la residenza. Un articolo presentato alla camera e al senato come necessario per poter combattere il sistema degli abusivi che arrivano prima degli aventi diritto! Una bufala che chiaramente vuole mettere i poveri contro i poveri.

L'alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati [UNHCR], pochi giorni fa ha espresso la sua “preoccupazione per gli effetti che la recente approvazione del decreto legge cosiddetto “Piano Casa” potrebbe provocare sulla vita di migliaia di rifugiati presenti in Italia. La legge vieta infatti che chi occupi illegalmente un edificio possa avere accesso alla registrazione della residenza.” Aggiungendo inoltre, che questo comporterebbe “il rischio di non poter più accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro, nonchè all’istruzione per migliaia di bambini”. Questioni che vengono denunciate da mesi e che confermerebbero la gestione scellerata dei problemi sociali che in città come Roma e non solo, si sono palesati proprio nelle settimane scorse nel CARA di Castelnuovo di Porto. Il prefetto Pecoraro infatti dovrà rispondere di una situazione esplosiva quella che vede ogni giorno scoppiare rivolte nei CIE e nei CARA della città, che si aggraverà ulteriormente con il decreto Lupi. Per anni, senza alcun dubbio, le occupazioni sono state l'unica risposta concreta per centinaia di rifugiati e migranti che popolano il territorio urbano.

L'arresto di Paolo dei blocchi precari metropolitani e di Luca del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, vorrebbe avere la pretesa di fermare le lotte che rispondono a tutto questo. E come abbiamo già ribadito: Luca e Paolo sono volti pubblici, la rabbia e la voce di tutti e tutte. Se questo non fosse abbastanza chiaro, quello che si sta mettendo in discussione è l'agibilità politica nel territorio urbano e l'attacco che viene fatto ai movimenti di lotta per la casa è un attacco generale e generalizzato. Il potenziale di una lotta che organizza la riappropriazione dal basso di un bisogno essenziale deve essere fermato prima che possa espandersi ad altri settori della società.

Un flusso che già si è espanso e che ha visto nell'ultimo anno il moltiplicarsi di studentati in tutta Italia e anche nella città di Roma. Gli studenti scelgono di riappropriarsi del proprio presente prima di tutto, attraverso la liberazione di spazi all'interno delle università ultimo luogo rimasto ad avere un potenziale aggregativo e sociale importante ribellandosi ai meccanismi di disciplinamento come il merito e all'accesso sempre più esclusivo al diritto allo studio. Ma non solo, connettendosi con il resto della città e con un'intera generazione di precari si riappropriano delle case rispondendo nell'immediato al ricatto degli affitti, dei lavori malpagati per conquistare il reddito e la dignità che gli spetta.

Le piazze, le strade che si sono riempite in queste settimane hanno voluto parlare a tutti e tutte coloro che non vogliono subire ancora la riorganizzazione del capitale in crisi che ha come ultima risorsa quella di estrapolare profitto dal diritto alla casa, dalla privatizzazione dell'acqua pubblica e dei trasporti, dalla devastazione ambientale, dall'imposizione di ulteriore sfruttamento.

Per questo motivo invitiamo tutti e tutte a partecipare ad un'assemblea pubblica che lanci un percorso cittadino propositivo verso la città; che sappia discutere per tornare nelle piazze e nei quartieri; che sappia ristabilire un ordine del discorso che non veda i poveri contro i poveri;che ristabilisca la possibilità di rispondere alla guerra che ci stanno dichiarando; che sappia mettere in discussione chi e come vengono utilizzate le risorse nel paese; che nel breve periodo possa costruire una campagna che ci porti al vertice sull'occupazione giovanile dell'11 luglio a Torino.


I movimenti per il diritto all'abitare e contro la precarietà e l'austerity invitano tutti ad un'assemblea cittadina il 4 Giugno alle ore 18 al Porto Fluviale Occupato

 

 

 

Assemblea nazionale di movimento

manifesto

 

 

La primavera dei movimenti sociali. Ripartiamo da Porta Pia. Assedio alle risorse e all'austerity: casa, reddito e dignità per tutt*

Le giornate del 18 e del 19 Ottobre 2013 hanno rappresentato un importante punto di partenza di un percorso che ha notevolmente rafforzato le lotte nei territori. La volontà di rilanciare, proprio a partire dalla grande ricchezza dei conflitti prodotti, un'agenda indipendente e viva, ha trovato nell'assemblea di oggi il consenso di tutti e tutte. In particolare, le differenti esperienze sociali e lotte che hanno prodotto la sollevazione autunnale vogliono misurarsi, assumendosi fino in fondo tutte le responsabilità del caso, con la costruzione di uno spazio comune di conflitto in grado di andare nuovamente allo scontro  con le politiche di austerity dettate dall'Unione Europea ed alla Troika ed eseguite dai governi nazionali.
La piazza meticcia di Porta Pia ha espresso un metodo e delle pratiche dalle quali non si può e non si deve più arretrare. Partendo anche da questa considerazione, prende corpo la proposta di una manifestazione nazionale a Roma per il 12 Aprile prossimo. Un corteo che torni ad assediare i palazzi del potere, ponendo sempre con maggiore forza ed incisività il tema dell'uso delle risorse, accanto a quello, centrale, del reddito.
La gestione del denaro e  del reddito (che approfondiremo come discorso politico comune e proposta di pratiche già nel convegno di Bologna del 15 Febbraio), saranno al centro delle mobilitazioni  e delle lotte che , sin dalle prossime settimane, costruiranno la manifestazione del 12 Aprile e la successiva contestazione al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile previsto nei prossimi mesi, forse nel mese di Luglio. I movimenti di lotta per la casa, student*, precar*, migrant*, lotte territoriali, resistenze operaie, sindacati conflittuali*, centri sociali  dentro questo percorso multiforme e comune, intendono realizzare l’accumulo di forze necessario a rovesciare un modello di sviluppo basato sempre più sul lavoro precario, sulle privatizzazioni, sullo sfruttamento, la devastazione dei territori, il saccheggio dei beni comuni. Questo modello trova nell' Expò di Milano una rappresentazione plastica di come attraverso il governo della crisi si voglia imporre a tutti e tutte,  in maniera sempre più pesante e totalizzante, le leggi del mercato e del profitto. Dentro questo ragionamento la proposta di Job Act avanzata da Matteo Renzi e dal PD, rappresenta una dura riproposizione della precarietà e dello sfruttamento come unico orizzonte possibile. Come pure l'accordo sulla rappresentanza sindacale raggiunto tra Confindustria e CGIL , CISL e UIL, testimonia l'instaurazione di un vero e proprio regime autoritario sui posti di lavoro, con la negazione di qualsiasi spazio di agibilità e la soppressione stessa della voce dei lavoratori e delle lavoratrici. In generale, appare necessario soprattutto determinare una rottura netta con il ricatto posto in essere attorno alla questione della produttività e della presunta possibilità di generare nuovi posti di lavoro. Ricatto che spinge le nostre vite a piegarsi,  in una spirale senza fine, agli interessi dell’impresa e del capitale e dal quale dobbiamo sottrarci attraverso nuovi sentieri e pratiche di riappropriazione. In questo quadro, risulta inoltre necessario andare oltre la guerra tra poveri tra lavoro dipendente e piccolo lavoro autonomo, rovesciando il discorso imposto dall'alto, per una tassazione dei grandi patrimoni e della rendita finanziaria e immobiliare.
La giornata del  1° Maggio viene assunta come centrale, con l'apertura di un conflitto generalizzato contro l'Expò, santuario della precarietà e della cementificazione e con la messa in mora del concertone di piazza san Giovanni a Roma gestita dal consociativismo sindacale, sottraendo una importante piazza ad una vergognosa mercificazione dei diritti. Una giornata che vogliamo allo stesso tempo inclusiva e conflittuale, in connessione con le molteplici piazze europee e globali.
La caratteristica meticcia dei nostri percorsi, il protagonismo diretto dei migranti e dei rifugiati, oltre e contro qualsiasi logica buonista ed assistenziale, trova una sua forte espressione nelle lotte per la chiusura dei Cie  e dei Cara, per la libertà di movimento e la rottura fra qualsiasi legame fra soggiorno e lavoro, per  l’uguaglianza ed  i diritti contro ogni  forma di razzismo e fascismo. La manifestazione del 15 Febbraio per la chiusura di Ponte Galeria, quella del 16 Febbraio contro il CARA di Mineo e le iniziative del primo Marzo diventano, così, tappe costituenti della nuova sollevazione e dei percorsi di trasformazione del nostro presente. La cancellazione della legge Bossi – Fini e della Turco Napolitano, rappresentano elementi di programma decisivi come la garanzia del reddito, il diritto alla casa, la ri -pubblicizzazione dei servizi essenziali. Viene assunto, inoltre, come passaggio comune, la giornata di lotta contro la repressione del movimento No Tav  prevista per il 22 Febbraio e la costruzione di un convegno e di una manifestazione a carattere nazionale, per il 14 ed il 15 Marzo a Roma, sul tema della repressione delle lotte sociali.
 
Accanto  alle principali tappe di mobilitazione e conflitto dei movimenti contro i signori della precarietà e dell’austerity, si articoleranno, su tutto il territorio nazionale, preziosi momenti di confronto e di approfondimento che mostrano la misura della grande effervescenza esistente nei territori. Fra questi ricordiamo, il prossimo 15 febbraio a Bologna sul tema dell’uso delle risorse; il 21 febbraio a Milano per discutere di utenze, tariffe, distacchi e morosità; il primo e due marzo a Napoli incontro nazionale della rete Abitare nella crisi; il 4,5 e 6 aprile di nuovo a Napoli un meeting europeo sui temi dei beni comuni e del reddito come claims di movimento contro l’austerity e le retoriche della crescita.
 
Attraverso questi ed altri appuntamenti, dovrà articolarsi, verso la manifestazione del 12 Aprile e le successive mobilitazioni, un processo di lavoro condiviso e comune che allo stesso tempo valorizzi e dia nuovo impulso alle lotte ad ai processi di riappropriazione.
 
 

Torneo di Calcio delle Occupazioni

SEMIFINALE E FINALE si svolgeranno Sabato 18 giennaio 2014 dalle ore 13 al Campo di Acrobax in Via della Vasca Navale a San Paolo

girone A      
cinecittà-torrevecchia 3-4
battistini-la rustica 2-1

torrevecchia-battistini 4-2
laurentinia-la rustica 1-3
cinecittà-battistini 
4-2
torrevecchia-laurentina 4-3
la rustica-cinecittà 2-0
laurentina-battistini 3-2

torrevecchia-la rustica 2-2
cinecittà-laurentina 1-5

classifica:
torrevecchia 8
la rustica 7
laurentina 6
battistini 3
cinecittà 3

torrevecchia 2 punti di penalità


girone B
porta pia-casale 5-0
sambuci-porto 4-3
sambuci-porta pia 2-
1
porto-caravaggio 2-1
sambuci-casale 3-2
caravaggio-porta pia 2-1

porto-casale 6-2
caravaggio-sambuci 3-3
porto-porta pia 3-1
caravaggio-
casale 4-1

classifica: 
porto 9
sambuci 8
caravaggio 7
porta pia 3
casale 
0

sambuci 2 punti di penalità


classifica marcatori:  
alcide(torrevecchia)  7,
pablito(porto)  5,
giancarlo 
(laurentina), abiel(battistini), perez(caravaggio)  4
babacar(torrevecchia), hamza(laurentina), bouba(cinecittà), marco(casale), romario(porto), abdul(porto), antonio(porta pia), idri(caravaggio). 3

 

 

 

 

 

- Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua navigazione. Per saperne di più e capire anche come non utilizzarli vedi le informazioni nella nostra Cookie policy.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information