Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

ASSEMBLEA PUBBLICA Presso l’occupazione dei richiedenti asilo e rifugiati

Giovedì 21 Novembre ore 17.30

ASSEMBLEA PUBBLICA

Presso l’occupazione dei richiedenti asilo e rifugiati
di PIAZZA INDIPENDENZA
Ingresso via Curtatone 3

Abbiamo visto politici ed eminenti autorità versare, in pubblico, fiumi di lacrime per le recenti stragi di Lampedusa e del Mediterraneo. Sono lacrime di opportunisti senza vergogna, lacrime di individui con le mani macchiate di sangue ancora caldo, perchè a compiere questo e gli altri eccidi di cui nessuno saprà mai niente, sono gli stessi signori che hanno diviso popoli e culture, separandoli con frontiere arcigne e militarizzate, sempre pronti a mettere tutti contro tutti, in costante competizione nel grande mercato globale.


Decisi a generare nuove guerre fra poveri, a sfruttare fino alla schiavitù, a costringere alla precarietà ed alla fame. Mentre gran parte della ricchezza di un pianeta devastato continua a concentrarsi nelle mani di pochi, proliferano guerre per il controllo economico e politico dei territori e delle risorse, generando ulteriore povertà e migrazioni di massa. Il modello capitalistico si espande e si impone oggi in ogni angolo del pianeta, saccheggiando risorse, diritti e libertà, trasformando la vita in sopravvivenza, uccidendo e costringendo alla scelta tra andarsene dalla propria terra o morire.

In ogni angolo del pianeta si cerca di sfuggire a questa morsa, lasciando le proprie terre e famiglie, viaggiando pericolosamente alla ricerca di possibilità, di un presente ed un futuro diversi. Riprendendoci le piazze per rovesciare regimi ed un destino che qualcuno vorrebbe già scritto. Lottando contro la precarietà e l'austerità, riconquistando insieme reddito e vita.

Storie diverse che si incrociano e talvolta si incontrano, dentro l'idea ancora da costruire di una rivoluzione globale, soprattutto dentro il tessuto complesso delle nostre città in movimento. E' per questo che il 12 Ottobre scorso, ad aprire la settimana di lotta organizzata dai movimenti verso la sollevazione e l'assedio del 19O, un importante stabile è stato occupato nella centralissima piazza Indipendenza a Roma da circa 400 richiedenti asilo e rifugiati, insieme al coordinamento cittadino di lotta per la casa e ai movimenti per il diritto all'abitare. Da oltre un mese, dunque, l'occupazione di Piazza Indipendenza dimostra il fallimento di quanto predisposto dal governo con la cosiddetta “emergenza nord africa”, rappresenta soprattutto una ferita aperta per un potere che neppure dopo l'assassinio delle ultime 350 persone, che si vanno a sommare agli oltre 7.000 corpi che giacciono sui fondali attorno a Lampedusa, riesce a dare una risposta diversa e reale, se non becere operazioni di immagine.

Il dibattito pubblico che si è aperto dopo Lampedusa non ha portato, di fatto, alla necessaria messa in discussione delle fallimentari e criminali politiche dell’Italia e dell’Unione Europea sul tema dell’asilo e delle migrazioni (sia la bossi – fini che Dublino rimangono per lo più intonsi). Le nostre frontiere sono tutt’ora blindate ed inaccessibili a chi fugge da guerre, regimi, catastrofi e persecuzioni, come a chi cerca in quello che una volta rappresentava il “nord” del mondo, una vita diversa.

Per chi riesce ha penetrare nelle spesse mura della “Fortezza Europa”, la realtà che lo aspetta non è certamente nè un paradiso, nè una terra promessa: ciò che trovano migranti e richiedenti asilo è la segregazione dei centri di identificazione ed espulsione, il ricatto del soggiorno legato al posto di lavoro (proprio nel paese del lavoro nero, della precarietà assoluta e della disoccupazione!), discriminazione e assenza di diritti, un'accoglienza nei cosiddetti CARA indegna per degli esseri umani e generosa soltanto verso associazioni e cooperative compiacenti (come la Domus Caritatis a Roma), che non fanno altro che drenare fondi e speculare sulla loro pelle. Un destino, quello dei richiedenti asilo, che li vede ammassati nei presunti centri di accoglienza in cui condividono un letto in tre, campando con 1 euro al giorno senza poter viaggiare e raggiungere familiari e parenti neppure nello spazio Schengen, costretti ad aspettare all'infinito il riconoscimento o meno di uno status di rifugiato che non arriva mai, definito con criteri vecchi ed inappropriati. Oppure costretti a dimorare nelle nuove baraccopoli che sorgono in ogni anfratto della città, come tanti altri in emergenza abitativa grazie alle politiche di austerity e alle speculazioni dei re del mattone. Spinti da queste motivazioni e dalla tante esperienze di lotta e di riappropriazione che si sono diffuse ed affermate in tutta Italia, abbiamo condiviso nell’assemblea di movimento che si è tenuta sabato 9 e domenica 10 novembre qui a Roma la necessità di costruire un momento di incontro, riflessione, costruzione comune. Giovedì 21 novembre chiamiamo, quindi, non solo la città, ma anche reti ed esperienze nazionali a ragionare insieme su come sviluppare nuovi e più incisivi conflitti attorno ai temi della chiusura dei centri di identificazione ed espulsione, sulla rottura del legame fra soggiorno e lavoro e quindi sulla cancellazione della Bossi-Fini come della Turco-Napolitano, sulla garanzia effettiva del diritto d'asilo, su un'accoglienza seria e dignitosa fondata su principi di autodeterminazione e non sull'attuale inaccettabile business, sui diritti sociali e di cittadinanza più in generale. Lanciamo questa chiamata attorno a questi temi e a tanti altri da definire e declinare insieme.

Accanto allo sviluppo di queste lotte specifiche ma centrali nel definire il modello di società in cui vivere, ci interessa comprendere come coltivare collettivamente un processo di incontro non solo delle lotte, ma di tutte quelle figure sociali che cercano di sfuggire allo sfruttamento economico e sociale, alle frontiere, alla negazione dei più elementari diritti a cui oggi ci costringe questo sistema. Soprattutto vogliamo comprendere come una composizione precaria e meticcia possa oggi rovesciare rapporti di forza, liberare diritti, speranze, vita.

 

#ASSEDIO - Assemblea di movimento

Manifesto assemblea Roma #assedio



  • 00:00 - Intervento introduttivo
  • 04:30 - Luca - Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa
  • 21:30 - Alberto Perino - Movimento NO TAV - Val Susa
  • 27:00 - Nicoletta Dosio - Movimento NO TAV - Val Susa
  • 37:10 - Checco - Lavoratori Logistica in lotta
  • 49:00 - Giovanni StudAut
  • 53:00 - Matteo - Abitanti San Siro - Milano

 



  • 00:00 - Francesco - Sapienza Clandestina
  • 06:45 - Guido Lutrario - USB
  • 18:00 - Giorgio
  • 28:00 - Gianmarco - TPO
  • 37:00 - Gianluca - Infoaut
  • 48:00 - Ivan - ExCarcere Anomalia
  • 57:00 Federico - Cinecittà Bene Comune - Roma

 



  • 00:00 - Nicola - Rete Assemblee Sociali per la Casa - Venezia
  • 10:00 - Bruno - Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa - Roma
  • 20:20 - Michelangelo - Caracol - Viareggio
  • 29:00 - Gigi Roggero
  • 36:45 - Massimo - Area Antagonista Campana
  • 49:50 - Valerio - Acrobax - Roma

 

  • 00:00 - Sandro - COBAS
  • 06:45 - Antonio - Studentati Point Break, Mushrooms, Puzzle - Roma
  • 13:30 - Nicola - Marche
  • 16:30 - Enrico - Studenti Medi Roma
  • 20:30 - Simone - Prendo Casa Pisa
  • 29:00 - Yosef - SCUP - Roma
  • 33:00 - Eliana - Genuino Clandestino
  • ---------------------------------------------------
  • 34:00 - Studentato - Venezia
  • 41:45 - Francesco RAP
  • 47:00 - Ilenia - Militant / Noi saremo tutto
  • 54:30 - Sara - Rete della Conoscenza
  • 58:25 - Emiliano - StudAut
  • 1:01 - Lorena

 

COSTRUIAMO L’ASSEDIO PERFORMATIVO CONTRO AUSTERITY E PRECARIETÁ

4 OTTOBRE 2013 ORE 19.00

CINE TEATRO VOLTURNO OCCUPATO

ASSEMBLEA PER CREARE UNO SPEZZONE PERFORMATIVO DELLA CULTURA
INDIPENDENTE ALL'INTERNO DEL CORTEO DEL 19 OTTOBRE
 
ELABORIAMO INSIEME LA PARTECIPAZIONE A QUESTA SETTIMANA DI MOBILITAZIONI CON IL NOSTRO METODO DI LOTTA..LA CULTURA INDIPENDENTE E RESISTENTE…
 
L’APPELLO è RIVOLTO A TUTTE QUELLE PERSONE CHE HANNO VOGLIA DI MANIFESTARE IL LORO DISSENSO ATTRAVERSO LE PRATICHE QUOTIDIANE DELLA PROPRIA ARTE; A CHI HA FATTO O DECIDE DI FARE DELLA PROPRIA ARTE UN MEZZO DI LOTTA PER COMUNICARE IN UNA FORMA DIRETTA E ISTANTANEA LA CONTESTAZIONE CONTRO LO STATO DI CRISI CHE OGNI GIORNO CI INVESTE E LE DEVASTAZIONI TERRITORIALI CHE PROLIFERANO ATTORNO A NOI, PORTANDOSI DIETRO LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE E LA SPECULAZIONE ECONOMICA.
| IL COLLETTIVO DEL TEATRO DE MERODE E DEL CINE TEATRO VOLTURNO OCCUPATO |
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DI SEGUITO INFO SULLA SETTIMANA DI MOBILITAZIONI DEL 12-19 OTTOBRE….
 
Ogni giorno, migliaia di persone lottano in questo paese: per arrivare a fine mese, difendere il diritto ad un tetto, affermare la propria dignità, difendere territori e beni comuni da devastazioni e saccheggi. Si tratta, il più delle volte, di percorsi separati che non riescono a tradursi in un discorso generale. Intendiamo rovesciare l’isolamento delle singole lotte e la precarietà delle nostre esistenze, per dare vita a una giornata di lotta che rilanci un autunno di conflitto nel nostro paese, contro l’austerity e la precarietà impostaci dall’alto da una governance europea e mondiale sempre più asservita agli interessi feroci della finanza, delle banche, dei potenti.
Il 19 ottobre vogliamo dare vita ad una sollevazione generale.
Una giornata di lotta aperta, che si generalizzi incrociando i percorsi, mettendo fianco a fianco giovani precari ed esodati, sfrattati, occupanti, senza casa, migranti, studenti e rifugiati, no tav e cassintegrati, chiunque si batte per affermare i propri diritti e per la difesa dei territori. Uniti contro le prospettive di impoverimento e sfruttamento imbastite dalla troika e dall’obbedienza di un governo che, tra decreti del “Fare” e “Service Tax”, favorisce i ricchi per togliere ancora di più ai poveri: barattando l’Imu con nuovi tagli alla spesa ed una nuova aggressione al diritto alla casa e all’abitare; favorendo la speculazione edilizia, il consumo di suolo e i processi di valorizzazione utili alla rendita, mentre vi sono centinaia di migliaia di case sfitte; delegando i servizi e il welfare ad una governance locale che, per far quadrare i conti aumenterà le tasse e produrrà ancora tagli e privatizzazioni. Tutto questo mentre preparano una nuova guerra “umanitaria” dalle conseguenze incalcolabili.
Contro questo orizzonte di miseria, intendiamo costruire una grande manifestazione che ponga con forza la questione del reddito e del diritto all’abitare, per questo vogliamo l’immediato blocco degli sfratti, il recupero del patrimonio pubblico e la tutela della ricchezza collettiva e comune, anche per combattere la precarietà e la precarizzazione generale delle condizioni di vita e del lavoro che ci stanno sempre più imponendo.
La manifestazione del 19 ottobre giungerà al culmine di una settimana di mobilitazioni, dentro e fuori il paese: il 12 ottobre, con  una giornata di lotta a difesa dei territori, contro le privatizzazione dei servizi pubblici e la distruzione dei beni comuni e mobilitazioni diffuse per il diritto all’abitare; il 15, con azione dislocate nelle città per uno sciopero sociale indetto dall’agenda dei movimenti trans-nazionali; il 18 con una manifestazione congiunta dei sindacati di base  e conflittuali.
Vogliamo rovesciare il ricatto della precarietà e dell’austerity in processo di riappropriazione collettiva. Per rilanciare un movimento che affermi l’unica grande opera che ci interessa: casa, reddito e dignità per tutt*!

Verso la sollevazione generale del 19 ottobre

Assemblea di movimento – sabato 28 settembre h 10 @ AULA 1 Facoltà di lettere Università La Sapienza, Roma

Ogni giorno, migliaia di persone lottano in questo paese. Per arrivare a fine mese, difendere il diritto ad un tetto, affermare la propria dignità, difendere territori e beni comuni da devastazioni e saccheggi. Si tratta, il più delle volte, di percorsi separati che non riescono a tradursi in un discorso generale. Intendiamo rovesciare l’isolamento delle singole lotte e la precarietà delle nostre esistenze, per dare vita a una giornata di lotta che rilanci un autunno di conflitto nel nostro paese, contro l’austerity e la precarietà impostaci dall’alto da una governance europea e mondiale sempre più asservita agli interessi feroci della finanza, delle banche, dei potenti.
Il 19 ottobre vogliamo dare vita ad una sollevazione generale.

Una giornata di lotta aperta, che si generalizzi incrociando i percorsi, mettendo fianco a fianco giovani precari ed esodati, sfrattati, occupanti, senza casa e migranti, studenti e rifugiati, no tav e cassintegrati, chiunque si batte per affermare i propri diritti e per la difesa dei territori. Uniti contro le prospettive di impoverimento e sfruttamento imbastite dalla troika e dall’obbedienza di un governo tecnico che, tra decreti del “Fare” e “Service Tax”, favorisce i ricchi per togliere ancora di più ai poveri: barattando l’Imu con nuovi tagli alla spesa ed una nuova aggressione al diritto alla casa e all’abitare; favorendo la speculazione edilizia, il consumo di suolo e i processi di valorizzazione utili alla rendita, mentre vi sono centinaia di migliaia di case sfitte; delegando i servizi e il welfare ad una governance locale che, per far quadrare i conti aumenterà le tasse e produrrà ancora tagli e privatizzazioni. Tutto questo mentre preparano una nuova guerra “umanitaria” dalle conseguenze incalcolabili.
Contro questo orizzonte di miseria, intendiamo costruire una grande manifestazione di massa che ponga con forza la questione del reddito e del diritto all’abitare, per questo vogliamo l’immediato blocco degli sfratti, il recupero del patrimonio pubblico e la tutela della ricchezza collettiva e comune, anche per combattere la precarietà e la precarizzazione generale delle condizioni di vita e del lavoro che ci stanno sempre più imponendo.

La manifestazione del 19 ottobre giungerà al culmine di una settimana di mobilitazioni, dentro e fuori il paese: il 12 ottobre, con una giornata di lotta a difesa dei territori, contro le privatizzazione dei servizi pubblici e la distruzione dei beni comuni e mobilitazioni diffuseper il diritto all'abitare; il 15, con azione dislocate nelle città per uno sciopero sociale indetto dall’agenda dei movimenti trans-nazionali; il 18 con una manifestazione congiunta dei sindacati di base e conflittuali.

Vogliamo rovesciare il ricatto della precarietà e dell’austerity in processo di riappropriazione collettiva. Per rilanciare un movimento che affermi l’unica grande opera che ci interessa: casa, reddito e dignità per tutt*!

Assemblea “Dalla valle alle metropoli”

 

 

Campeggio NO TAV Assemblea – Per un autunno di lotta contro l’austerity!

iniziativa in val susa Da più di 20 anni il movimento no tav non lotta solo contro la realizzazione di un’opera di cui il territorio valsusino non sente alcun bisogno.

Più in profondità, si oppone a un modello di sviluppo che incrementa il potere e il profitto di pochi contro gli interessi della maggioranza.

Quando diciamo che 4 cm di Tav corrispondono a 1 anno di pensione, 3 metri a 4 sezioni di scuola materna, 500 metri a 1 ospedale pubblico da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie; che
con 1 km di Tav si pagherebbero un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, oppure la costruzione di 55 nuovi treni pendolari; o ancora, che con i soldi buttati nell’opera si darebbe una possibilità seria alla proposta di reddito di base, quella che poniamo è -immediatamente- una domanda sull’uso della ricchezza sociale complessiva.

I movimenti per il diritto all’abitare (per decenni esperienze confinate a poche città) si stanno ora moltiplicando in tutto il paese e pongono anch’essi, in maniera differente ma convergente, la stessa questione, indicando nell’occupazione di case sfitte e nella difesa collettiva dagli sfratti, una forma di riappropriazione indiretta del reddito sociale.

Lo sfruttamento intensivo del territorio, sotto forma di cementificazione, valorizzazione del ciclo dei rifiuti (nocività) e costruzione di grandi opere ha trovato in questi anni un’opposizione sociale diffusa e determinata che, pur con intensità ed esiti alterni, ha prodotto nei territori interessati forme di ricomposizione sociale capaci di mettere insieme opposizione/antagonismo e creazione di nuovi legami.

Con ben maggiori difficoltà, le lotte sui luoghi di lavoro continuano a segnare il passo, nella perdita di diritti e
nell’aumento dei ricatti, mentre la maggioranza dei/le giovani viene pre-formata negli anni della scuola a un futuro di precarietà, disoccupazione e assenza di prospettive.

L’eccezione che ci viene dalla straordinaria resistenza dei facchini contro il sistema della logistica è prodotta tanto dalla chiarezza dei propri obiettivi e dalla baricentralità nel sistema di circolazione delle merci, quanto dalla disponibilità ad aprirsi e lavorare con altri soggetti sociali, scavalcando e andando contro le collusioni del sindacalismo concertativo. Quel che è certo, è che qualunque lotta degna di nota è oggi obbligata ad eccedere la propria collocazione professionale e il proprio ruolo sociale, pena l’isolamento e la sconfitta.

Tutte queste lotte, tutti questi soggetti, hanno infatti nemici chiari e comuni: la troika e le misure di austerità imposte agli uomini e alle donne d’Europa, il più delle volte senza neanche passare da discussioni parlamentari; e i governi “tecnici” nazionali che si limitano a ratificare e scaricarne i diktat sulle popolazioni governate. Mentre ci dicono che non ci sono i soldi e che viviamo al di sopra delle nostre possibilità, spendono 13 miliardi di euro per il programma F35.

Mentre tagliano su Sanità e Formazione perché “non ce le possiamo permettere”, trovano i soldi per finanziare una grande opera inutile come il Tav. Lasciano sfitti migliaia di alloggi ma continuano a costruire mega-insediamenti senza acquirenti e che devastano il territorio, mentre gli sfratti vengono eseguiti a decine di migliaia, aumentando di anno in anno.

È sempre più evidente che con l’avanzare e l’approfondirsi della crisi, si combattono due divergenti modelli di società, modi d’essere e di vivere contrapposti, interessi nemici. Per riprodursi, questo sistema iniquo mangia le nostre vite, chiude spazi di relazione, aumenta lo sfruttamento e impone un’estorsione continua al nostro vivere associato. Ognivolta che lottiamo e allarghiamo la partecipazione alle lotte invece, incidiamo sul reale e strappiamo un territorio al nemico, riaprendo nuove possibilità.

Si pone quindi con forza l’urgenza di una ripresa della mobilitazione dal basso, contro il governo della crisi e le misure antipopolari che si prospettano per l’autunno che viene. Le mobilitazioni e i percorsi di lotta sorti negli ultimi due anni nel nostro paese, pur generosi, non hanno ancora saputo generalizzarsi e irrompere in una dimensione sociale più complessiva, com’è invece avvenuto negli altri paesi dei Pigs. Il mancato prodursi di una mobilitazione di massa in Italia è stata un ostacolo all’ulteriore progressione delle lotte di resistenza e contrattacco che si sono sviluppate in Grecia, Spagna e Portogallo.

Per questo, costruire nuovi percorsi di mobilitazione e di lotta è un compito imprescindibile, da assumere collettivamente.

Le proposte che iniziano a circolare in rete su scadenze autunnali possono essere un buon punto di partenza, a patto di non ripetere errori passati, vuote rappresentazioni, percorsi al ribasso. Scommettendo invece sulla ripresa del conflitto nel nostro paese.

Nell’interesse di tutti e tutte...

A partire da queste considerazioni, invitiamo a un’assemblea pubblica di discussione e confronto da tenersi domenica 21 luglio (h 17) al campeggio no tav di Venaus.

 

 

LA CASA SI DIFENDE! LA CASA SI PRENDE!

 

Dal diritto all’abitare alla lotta contro l’austerità 
Inquilinato Resistente, Precari e Studenti, Movimenti, si confrontano su come rilanciare insieme la lotta contro la crisi dei potenti

Dopo l'assedio al tribunale civile di Roma contro sfratti, sgomberi e pignoramenti, i movimenti per il diritto all'abitare hanno dato vita, venerdì scorso, ad una nuova giornata di lotta a cui è seguita una forte mobilitazione che rivendicava misure adeguate e straordinarie per l’emergenza abitativa.

Il corteo dei movimenti è stato brutalmente caricato dalla polizia con l’intento di reprimere una composizione sociale coraggiosa e indomita, che ha saputo rispondere ancora una volta con determinazione ed intelligenza a chi voleva trasformare un problema sociale e politico in semplice questione di ordine pubblico.

Le iniziative messe in campo nel centro della città, come le occupazioni avvenute in periferia (una sgomberata a Torre Maura), sono ancora una volta, la risposta sociale ad una crisi senza precedenti e senza fine che stanno pagando praticamente per intero i soggetti più precari, mentre rimangono intatti i patrimoni dei grandi potentati e delle lobby del mattone. Non ultimo ENASARCO, che con l’avallo delle maggiori forze politiche e la complicità dei sindacati concertativi, sta vendendo a prezzi di mercato circa 17.000 alloggi mettendo sul lastrico se non in mezzo ad una strada migliaia di persone e famiglie.

- La moratoria generalizzata degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi. 
- Il blocco della vendita del patrimonio pubblico compreso quello degli enti previdenziali. 
- Un piano straordinario per l'emergenza abitativa da concordare tra Comune di Roma, Regione Lazio e Governo insieme ai movimenti per il diritto all’abitare. 
- Il recupero dei patrimoni pubblici demaniali, in contrasto con una “valorizzazione” atta solo a riempire le tasche di privati e speculatori. 
- La riappropriazione del reddito, diretto ed indiretto, che ci viene sempre più sottratto, attraverso vecchie e nuove pratiche di conflitto su casa, bollette, ticket sanitari, tasse, mense, alloggi universitari. 
- Il rifiuto della criminalizzazione delle lotte sociali e della gestione di qualunque lotta come un problema di “ordine pubblico”, a partire dalla solidarietà con gli imputati e le imputate del reato di devastazione e saccheggio per il corteo del 15 ottobre 2011.

Queste le rivendicazioni che ci hanno accomunato nei mesi dello “Tsunami” ed ancora nelle ultime settimane , per imporre un totale cambio di rotta rispetto alle politiche attuate negli ultimi 20/30 anni: il libero mercato degli affitti, la vendita del patrimonio pubblico e di quello degli enti previdenziali, le truffe dell'edilizia convenzionata e dell'housing sociale, la cancellazione dell'edilizia residenziale pubblica rappresentano chiaramente le cause più dirette di una situazione di emergenza che ormai coinvolge settori sociali ampi e diversificati.

Il resto lo fa la crisi dei redditi, la precarizzazione senza fine del lavoro e della vita, l’attacco al diritto allo studio, il saccheggio dei nostri territori ad opera di speculatori e palazzinari con un immenso patrimonio di case vuote e sfitte, una bolla immobiliare che rischia di travolgere migliaia di persone che avevano puntato sul “rifugio sicuro” della casa acquistandola con mutui che non sono più in grado di pagare.

Proprio nel contesto di una situazione sempre più complessa ed esplosiva, sentiamo l'esigenza di discutere, sulla scia delle tante iniziative prodotte in questo anno, su come costruire insieme un processo di lotta più generale a partire dalla lotta per il diritto all'abitare che dovrà essere ancora più estesa ed incisiva.

La diversità dei settori sociali in mobilitazione, la pluralità dei linguaggi e delle forme di lotta rappresenta certamente la ricchezza che più dobbiamo essere in grado di valorizzare. La sfida del resto è già lanciata, la lotta continua, fino ed oltre la manifestazione nazionale indetta per il prossimo 19 Ottobre.

Martedì 9 Luglio 2013 ore 17,30 
ASSEMBLEA PUBBLICA 
Nuova Occupazione Stabile ENASARCO 
in via Mattia Battistini n.117

Noi la crisi Non la Paghiamo 
CASA E REDDITO PER TUTTI E TUTTE

Lo Tsunami continua... Tsunami Tour per il Diritto all’Abitare

 

 

SOLIDALI CON I RIBELLI IN TURCHIA !

 Sono giorni di rivolta in Turchia, un popolo schiacciato dalle politiche repressive di Erdogan di sta riprendendo le strade e le piazze, e sta resistendo alla brutalità poliziesca.

Questa rivolta nasce dalla difesa di una Piazza e di alcuni alberi ma guarda più lontano, così come guardano lontano le primavere arabe e le rivolte che si stanno sviluppando nel mediterraneo, come nelle periferie svedesi o nelle metropoli brasiliane.
 
Il 20 giugno vorremmo portare in piazza la nostra solidarietà e complicità alla rivolta turca, e costruire un ponte tra i rivoltosi di
piazza Taksim e la nostra città.
Non è' il tempo di chiudersi nelle proprie case e navigare su internet chiedendosi quando sara' il nostro momento.
Globalizziamo la solidarietà oggi e costruiamo la nostra rivolta.
 
Con i rivoltosi di Piazza Taksim,
Con i rivoltosi di tutto il mondo.
 
Comitato di sostegno Piazza Taksim.
 
Appuntamento:
20 giugno 2013 ore 17:30 
CORTEO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA FINO ALL'AMBASCIATA TURCA.

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