Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Iniziative

Mega Festa a Laurentina

 Sabato 1 dicembre: dalle 15 e 30 fino alle prime luci dell'alba, LAURENTINA festeggia la sua occupazione: mille di questi giorni!

Festa a laurentina

7 anni di casale a demerode

 casale de merode okkupato

dalle 11 
continuamo a migliorare la strada....
pulizie generali!!!sognando un'area cani 
Panchine per aspettare il 716 !
 
ALLE 13.00 PRANZIAMO TUTT@ INSIEME POLENTATA NEL PIAZZALE
dalle 15.30 pomeriggio dedicato ai bambini e bambine
danze e spettacoli di strada 
TEATRO DE MERODE PRESENTA 
-SMISURATO-
 
dalle 19.30
ci accompagnerà per tutta la cena 
la old jazz orchestra 
cena con i sapori caserecci da tutto il mondo 
( anche vegetariano )  
ore 21.00
TEATRI INTROVERSI PRESENTA 
MICROSTRORIE DI EMERGENZA ABITATIVA 
spettacolo teatrale ispirato a dei racconti della gente che abita al civico 6a.
 
 
VIA CASALE DE MERODE 6 
 
FB: DEMERODE CREW
 
COORDINAMENTO COTTADINO LOTTA PER LA CASA 

(In caso di pioggia forte, il programma si mantiene dalla polentata in poi, negli spazi al coperto, allo stesso indirizzo)

IL TEMPO, LO SPAZIO E LA MASSA. UNA NUOVA STAGIONE DI LOTTA PER IL DIRITTO ALLA CASA E ALL’ABITARE

murales

“Mala tempora currunt” per il diritto alla casa e più in generale per il diritto all’abitare. I nefasti processi messi in moto con la legge 431/98 sembrano essere arrivati all’apice di ogni più nera previsione. Le istituzioni locali continuano a consentire ai palazzinari di fagocitare chilometri e chilometri di campagna, interi palazzi di recente costruzione restano invenduti (ed esenti da IMU). Gli adepti del ‘mercato’ potrebbero aspettarsi, in queste condizioni, un crollo dei prezzi di vendita e affitti a prezzi stracciati. E invece continuiamo a vedere affitti sopra i mille €/mese e prezzi di vendita inavvicinabili. Ciononostante, ancora oggi c’è chi si ostina ad individuare nel cemento e nell’edilizia privata la possibile via d’uscita dalla crisi, sindacati confederali compresi. Per quanto riguarda il pubblico l’impegno è tutto sulle grandi opere e le infrastrutture, ma sempre di cemento, acciaio e mattoni parliamo.

Dunque la corsa al consumo di suolo è più che mai viva, ma nemmeno un pezzettino sarà riservato ad interventi destinati all’edilizia residenziale pubblica, cioè alla salvaguardia di chi una casa a prezzi di mercato non se la può proprio permettere. Questo è il tempo delle dismissioni, degli sfratti, delle sofferenze nei mutui, degli sgomberi, della precarietà abitativa tout-court. È il tempo in cui i Fondi, cioè le banche, gestiranno patrimoni e risorse per mettere a valore le città e i territori, per continuare a rafforzare la rendita. Per questo invocare lavoro e pensare di uscire dalla crisi attraverso il cemento non può essere il nostro orizzonte, questo lavoro non è un bene comune e questo l’hanno visto bene a Taranto come in Val di Susa.

Questa contraddizione la conosciamo bene. Ogni spazio sottratto alla speculazione, ogni abitazione dove un inquilino resistente difende il suo diritto a pagare un affitto equo, ogni territorio che contrasta la monetizzazione del suolo e del patrimonio pubblico, ogni luogo dove ci si oppone alla malagestione dei rifiuti e dell’ambiente è alle prese con questo rischio. A questo si aggiunge la possibilità che gli spazi occupati, le resistenze diffuse, i picchetti e le lotte contro le dismissioni vengano gestite e governate come una sorta di ammortizzatore sociale diffuso, che in assenza delle risposte istituzionali si sostituisce inconsapevolmente agli enti, agli assessorati, ai ministri competenti. Dobbiamo irrompere dentro l’agenda di questo paese per invertire la tendenza, portando sulla scena la dirompente forza dei territori che lottano per il diritto all’abitare e al reddito nelle forme plurali che conosciamo bene. Attraverso pratiche di riappropriazione e di resistenza, migliaia di abitanti rappresentano la possibilità che “Abitare nella crisi” possa sviluppare una differente visione della città e dei territori rompendo in maniera definitiva con l’attuale modello di sviluppo, ma anche e con la logica della riduzione del danno.

L’energia che serve per sviluppare la massa critica necessaria è molta. Il 22 settembre 2012 a Roma ci incontreremo per continuare, nello sviluppo di questa rete, a dotarci di strumenti di mutuo soccorso per difendere le case e le occupazioni, e individuare obbiettivi e mobilitazioni comuni a livello nazionale: in questo senso, l’appello a cogliere la chiamata che arriva da Milano per diffondere la campagna #OccupySfitto verso l’assemblea nazionale di fine ottobre.

SABATO 22 SETTEMBRE

ORE 10.30

ROMA – VIA DEL PORTO FLUVIALE 12

(METRO B – PIRAMIDE e/o GARBATELLA)

www.abitarenellacrisi.noblogs.org

Assemblea pubblica per il diritto all'abitare a Viale Del Policlinico 137

Domenica 29 luglio ore 18.00
Casa occupata di viale del policlinico 137

Assemblea pubblica con:

Proiezione in anteprima di un video sulle realtà romane delle:

-occupazioni per il diritto all'abitare, alla vivibilità della città , al salario garantito ;
-immigrati e rifugiati di etnie di tutto il mondo catapultati nella metropoli romana
-contro gli sgomberi e la costante risposta violenta delle autorità alle richieste degli abitanti della città

Chiusura : Buffet e Musica Underground.

21 Giugno in Campidoglio per l’acqua e la democrazia: noi ci saremo

La vittoria dei referendum sull’acqua di un anno fa ha rappresentato un momento di straordinaria partecipazione democratica.
In tempi in cui il divario tra i cittadini e la politica assume proporzioni sempre più preoccupanti, quel risultato ha dimostrato che c’è un’altra Italia, fatta di milioni di donne e di uomini che, quando il tema è chiaro e comprensibile, sanno attivarsi con generosità per far prevalere il bene comune sugli interessi dei poteri forti.
Quel voto è linfa vitale per la ricostruzione di un tessuto democratico nel nostro Paese.

A distanza di un anno, l’esito di quel voto continua ad essere non considerato, quando non apertamente contrastato, con grave danno per la democrazia.
A Roma ciò sta avvenendo grazie alla pervicacia con cui la Giunta Alemanno ha deciso di vendere un ulteriore 21% di quote pubbliche di Acea, la multi utility che gestisce l’acqua e l’energia per la città.
Tale operazione, che non ha alcuna motivazione reale - neppure economica - viene portata avanti contro il volere dei 1,2 milioni di cittadine e cittadini che l’anno scorso si sono pronunciati per l’uscita dell’acqua dal mercato e dei profitti dall’acqua; contro il volere dei lavoratori che si apprestano a mettere in campo il secondo sciopero unitario in soli due mesi; contro il volere delle opposizioni che da mesi stanno contrastando l’approvazione della delibera in Consiglio Comunale.

Ma a Roma è successo qualcosa di ancor più grave: per ottenere l’approvazione della vendita di Acea, nonostante l’isolamento politico e i malumori interni alla stessa compagine di governo della città, il sindaco Alemanno e la sua maggioranza hanno prevaricato le stesse regole della democrazia rappresentativa, trasformando l’aula consiliare in un’arena dove esercitare la forza, producendo forzature regolamentari e deliberazioni illegittime, fino all’aggressione fisica e conseguente espulsione dei cittadini che manifestavano all’interno.

Emerge in tutta la sua drammaticità la questione della democrazia nel governo di una città complessa come Roma e immersa in una crisi dagli aspetti drammatici.
Noi riteniamo che di fronte a tutto questo non si possa più tacere, né rimanere a casa delegando ad altri il prendere parola: è in gioco l’acqua, ma la vera posta in gioco riguarda la democrazia e il futuro di questa città.

Per questo annunciamo pubblicamente che GIOVEDI' 21 saremo in Piazza del Campidoglio.
Per questo chiediamo a tutte le donne e gli uomini di questa città di fare altrettanto, per ritrovarci tutte e tutti assieme.

 

ROMA NON SI VENDE


FESTA DELLA "DOPOVERA" A CASALE!!!

 

Teatro de MeRode e CASALE
 
VI INVITANODOMENICA 6 MAGGIO
A FESTEGGIARE TUTTI INSIEME LA"DOPOVERA"!
GIORNATA ALL'INSEGNA DEL SOLE E DEL GIOCO LIBERO!!!!

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