Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

15/9 La lotta per il diritto all'abitare suona la sveglia a Roma!

10 Municipi Occupati – Invasa la festa dell’Unità!

La notizia di Abd Elsalam, ucciso in modo orribile mentre lottava in difesa dei suoi diritti, ha incrociato una giornata di mobilitazione preparata con cura dai movimenti romani. La necessità di irrompere dentro un panorama capitolino avvitato attorno agli scontri di potere interni al mondo grillino, si era manifestata già nelle strade di San Basilio qualche giorno fa ed è partendo da lì, da quel partecipato momento che ci si è mossi per produrre le occupazioni dei Municipi a maggioranza 5 stelle e l’invasione della festa dell’Unità organizzata dal Pd nel quartiere di Pietralata.

Le lotte per il diritto all’abitare e per la libertà di movimento si sono intrecciate così con gli avvenimenti che riguardavano la logistica e la mobilitazione dei comitati di Bagnoli in conferenza stampa prima e in assemblea poi. Percorsi che hanno volti simili, che frequentano e abitano gli stessi luoghi, che si possono mischiare e scomporsi continuamente. Una produzione di energia interessante e decisiva che si sta accumulando e che presto o tardi è destinata ad esplodere.

L’arrivo delle centinaia di bambini e bambine, di uomini e donne all’interno della Festa dell’Unità ha sorpreso i presenti e scompigliato i piani degli organizzatori. Il dibattito sulla povertà che doveva svolgersi tra tre signore del PD, è stato cassato, fra imbarazzi e tensioni, grazie all’impatto prodotto proprio dai soggetti di cui si doveva trattare. Il palco in questo caso è stato occupato dai poveri e sono loro che hanno espresso il punto di vista più rilevante, così a Livia Turco, Ileana Piazzoni e Francesca Danese non è rimasto altro che invocare un “confronto civile”.

Difficile davvero immaginare un confronto di questa natura, data l’inciviltà palese del governo Renzi soprattutto verso la povertà, la precarietà, i territori. Quindi davanti ai nefasti provvedimenti renziani la distanza appare incolmabile e il confronto impossibile, per questo incassiamo solo balbettii e promesse che non verranno mantenute.

Non sappiamo se dai municipi e dalla sindaca Raggi arriverà qualcosa di diverso. Certo i primi segnali sono sconfortanti e la discontinuità promessa non l’abbiamo vista. Continuano ad essere raggi che non scaldano e non è certo interessante fare a gara tra chi l’aveva detto e chi ci aveva sperato. Entrare nei municipi è stato un po’ come accendere dei riflettori sugli organi di prossimità, misurare rapporti di forza e intenzioni, premere sui territori per invadere il centro. Ancora energia da liberare e soprattutto da non consegnare nelle mani della demagogia xenofoba e qualunquista dentro periferie dove in molti viviamo quotidianamente un disagio crescente, che viene sempre più affrontato attraverso meccanismi di controllo e ricatto.

Al termine di una lunga giornata che a Piacenza è continuata anche nella notte, la decisione di scrivere queste righe ci è sembrata opportuna. L’autunno che arriva non sembra tranquillo, per tanti motivi, e crediamo che in molti si stanno innervosendo. Un poco di rabbia trapela nelle contestazioni a Renzi e nelle mobilitazioni territoriali, nelle lotte sindacali e nelle iniziative di movimento. L’energia si accumula e sembra complicato ingabbiarla dentro contenitori come il movimento 5 stelle o esperienze locali di altro tipo. È una spinta che non considera i governi come amici e che marca una larga distanza dalle dinamiche elettorali. Per questo non ne conosciamo l’autentica forza e dove/quando essa si manifesterà, dove farà danni. Sarà un “social not” da incubo per chi è alla ricerca del consenso tra briciole e spiccioli di democrazia, una possibilità di rivolta che muove da tempo piccoli passi e che sta facendo affacciare sulla scena gli ultimi, quelli brutti sporchi e cattivi che si gettano sotto i Tir, che occupano le case, che non vogliono pagare la sanità, l’acqua e la luce, che non sopportano i confini, che vogliono muoversi liberamente, che non tollerano le grandi opere. Qualcuno li racconta come i “nemici della città” e della convivenza civile, ma alla fine con tutto ciò ci si dovrà fare i conti. E questo è successo ai presidenti di municipio e alle relatrici della festa dell’unità. Chiedere per favore di scambiare due parole, non potendo fuggire.
Verso l’autunno fra distanze da mantenere ed energie da liberare! 

Movimenti per il diritto all’abitare

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