Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Sciopero Generale

 

 






Martedi 6 settembre ore 9:30 appuntamento a Largo Corrado Ricci (Via Cavour angolo Via dei Fori Imperiali)

Roma Bene Comune in corteo con il sindacalismo conflittuale contro la manovra finanziaria
Noi non siamo in debito
Precari e irresponsabili per costruire un altro presente


In tutta fretta il governo Berlusconi si prepara a varare una nuova manovra finanziaria lacrime e
sangue imposta dalla Banca Europea e finalizzata a ripianare l'enorme debito pubblico che l'Italia ha
contratto con il sistema bancario internazionale.
A pagare questo debito, ancora una volta, saranno precari, lavoratori e le fasce sociali più deboli,
coloro che mandano avanti la baracca Italia. In gioco ci sono i servizi, i trasferimenti agli enti
locali, le pensioni, i salari e gli stipendi.
Gli istituti finanziari internazionali avvertono che una pesante recessione è alle porte e che le misure
economiche che stanno prendendo i governi europei non basteranno. A breve torneranno a farsi
sentire “le ragioni dei mercati” e sarà di nuovo necessario mettere le mani nelle nostre tasche,
sempre più vuote.
In Europa sono già in molti ad aver capito che dietro le manovre sul debito si nasconde la
cancellazione definitiva del welfare e dei diritti. Cresce nei movimenti la consapevolezza che
è ora di smettere di pagare un debito che non abbiamo contratto e di capovolgere la situazione,
rimettendo le banche sotto il controllo dei cittadini. Quella che inizialmente sembrava l'idea
avventata di qualche esaltato si sta trasformando nell'unica possibilità per non ritrovarci tutti poveri
e sudditi senza diritti.
Le proteste e gli scioperi in vista della discussione parlamentare sulla manovra costituiscono dei
segnali importanti di una tensione che sta crescendo nel paese. Ma le critiche alla manovra restano
ancora confinate dentro un perimetro senza prospettive: la manovra non è solo iniqua perché toglie
ai poveri e non ai ricchi, è sbagliata perché non disegna nessuna possibile alternativa.
Non ci basta riconoscere le evidenti connivenze tra mondo finanziario e casta politica e puntare
l'indice sui lussi, i privilegi e gli sprechi di un ceto politico ingordo. Occorre un cambiamento
radicale, a partire dalla moratoria sul debito, verso un altro modello di sviluppo.
Uscire dalla crisi è possibile se non ci ritroveremo con un governo, magari tecnico, di unità
nazionale, che chiami all'assunzione di responsabilità.
Noi non siamo responsabili, non abbiamo causato questo debito e pertanto non vogliamo pagarlo.
Siamo totalmente irresponsabili e consapevoli che solo dalla nostra irresponsabilità è possibile
sviluppare un'alternativa.
Al furore della nostra rabbia dobbiamo unire la maturità del nostro saperci riconoscere. In Europa
le piazze sono tornate ad essere luogo di democrazia reale, di partecipazione e di elaborazione
collettiva. É ora anche per noi di mettere in moto indignazione e costruzione, protesta e progetto,
rabbia e speranza.
Facciamo delle giornate di contestazione alla manovra finanziaria l'inizio di una nuova stagione.
Riprendiamoci le piazze, la parola, il nostro presente. Rendiamo permanente l’assedio!
Costruiamo insieme l’incontro nazionale del 10 settembre promosso da Roma Bene Comune.

L'ORA DELLA RESPONSABILITÀ È FINITA – IL DEBITO NON LO PAGHIAMO

Verso la mobilitazione europea contro l’austerity del 15 ottobre 2011

Roma, 30 agosto 2011

Roma Bene Comune

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