Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Mobilitazioni

Il Governo scatena la guerra ai poveri. Noi stiamo dall’altra parte! 28/5 mobilitiamoci!

Sabato 28 Maggio 2016 – Giornata di Mobilitazione Nazionale

idrante C_2_fotogallery_3001497_46_image (1)All’indomani delle brutali cariche sulla piazza del Campidoglio il governo sembra scoprire l’emergenza abitativa. Il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, parla di impegno extra indispensabile per un “piano casa” e afferma che i finanziamenti si troveranno perché la Presidenza del Consiglio vuole sostenere fortemente questo progetto. Anche il presidente dell’Associazione romana dei costruttori arriva a chiedere al futuro sindaco capitolino di far fronte al forte disagio abitativo che colpisce fasce sociali sempre più larghe. Quello che abbiamo visto finora però sono solo chiacchiere e manganelli.

Le chiacchiere le fa la politica, mentre idranti e divise scorrazzano liberamente sotto palazzo Senatorio e nella piazze di tante città dove si susseguono cariche e sgomberi, dando l’idea che a governare non siano le amministrazioni, comprese quelle commissariate, ma piuttosto le Questure, a volte a braccetto con le Procure e spesso con le Prefetture. Possiamo affermare che il governo Renzi gioca su due tavoli, il primo è quello della fascinazione elettorale attraverso provvedimenti mirati come il bonus per i figli o le libertà civili, l’altro, consegnato nelle mani di Alfano, è quello del contrasto del disagio sociale e delle lotte.
Una forte centralizzazione del potere. Una diarchia che gestisce consenso e controllo sociale, consumando via via ogni organo di prossimità e ogni corpo intermedio. Cancellando le pur flebili dinamiche di partecipazione ed erodendo diritti primari e conquiste democratiche. Scegliendo, dentro un confronto serrato, di sostenere le ragioni di una classe sociale che deve sopravvivere nella crisi rispetto a quella che deve soccombere, i vecchi e nuovi poveri, cioè la generazione degli insolventi e della precarietà.
La prossima tornata elettorale che riguarda numerose grandi città e vedrà eletti nuovi simulacri locali, marcherà ancora una volta la grande distanza tra chi andrà a votare e chi da tempo ha abbandonato questa opzione. Per questo riteniamo importante dare voce ad un dissenso più o meno consapevole che verrà calpestato dalla minoranza che si recherà alle urne ed eleggerà una elite al governo delle città.

Mobilitandoci sabato 28 maggio in forma dislocata in diverse città e territori intendiamo irrompere nel contesto elettorale e vogliamo farlo con clamore e individuando gli obiettivi da assediare. Per questo proponiamo a Roma un corteo che partendo da Porta Pia, piazza simbolo dei movimenti per il diritto all’abitare e sede del ministero delle Infrastrutture, raggiunga la sede del ministero dell’Interno.
I temi sul piatto sono ormai stringenti e riguardano l’uso e la destinazione delle risorse e del patrimonio pubblico. Il ministero delle Infrastrutture deve cambiare passo urgentemente e invertire una rotta ideologicamente segnata dalla gestione Lupi/Renzi. Il ministro Delrio sembra più un fantasma che un amministratore e le parole di Nencini devono avere delle conseguenze, altrimenti saranno i manganelli, gli sgomberi e la negazione dei diritti ad affermarsi. E’ proprio per segnalare questo rischio che si propone di arrivare al ministero dell’Interno, per chiarire una volta per tutte che non è accettabile l’idea che contro i poveri e la precarietà bisogna intensificare il controllo e le misure coercitive. A questa vera e propria guerra di classe è arrivato il momento di contrapporre un conflitto sociale diffuso e pratiche di riappropriazione nei territori e nelle piazze. I movimenti e le lotte sociali intendono fare la loro parte contro il governo Renzi e la farsa elettorale, una tornata dove ci si contende voti tra forze politiche in cui si fa fatica a cogliere le differenze e si assiste ad una competizione a ispirare sentimenti xenofobi solo per una manciata di preferenze, ben sapendo che non sono i migranti o il diverso il problema della crisi. Dentro questa rincorsa gli istinti peggiori del razzismo e della guerra fra poveri rischiano di governare le città, noi intendiamo impedirlo!

A Roma Sabato 28 Maggio

CORTEO

ore 15,30 tutte e tutti a Porta Pia

#RomaDebout #nonvoto #lotto

Movimenti per il diritto all’abitare

 

 

12 maggio ore 15.30 manifestazione in Campidoglio

Taucer e Tronca non fanno un passo indietro. I movimenti ne faranno uno avanti!

Oggi 12 maggio i movimenti per il diritto all’abitare tornano in Campidoglio e di fronte alle “irriducibili posizioni” dell’amministrazione comunale commissariata, del tutto illegittime e prive di buon senso, la rabbia si manifesterà con tutta la sua forza.

Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto le controdeduzioni del capo di gabinetto del commissario straordinario alle nostre osservazioni, in riferimento alla delibera comunale n. 50/2016. Con tanto di numero di protocollo (33540) gli esponenti capitolini rispediscono al mittente le nostre critiche, condivise anche da numerosi amministratori municipali, sicuri e presuntuosi nel dire “non abbiamo niente da rimproverarci, siamo nel giusto”. Una certezza quella di Ugo Taucer che nasconde il vero obiettivo del provvedimento così strenuamente difeso, sabotare la delibera regionale sull’emergenza abitativa con ogni mezzo a disposizione. Anche con la repressione violenta dei movimenti se servirà. Con gli sgomberi e le minacce di denunce, reiterate ad ogni incontro.

È chiaro che salire in Campidoglio domani e ripetere la farsa di tavoli inconcludenti non è nelle nostre intenzioni. Riteniamo che debba essere il commissario straordinario in persona a dare spiegazioni di tale comportamento e deve convincere delle sue ragioni buona parte della città che insieme a noi salirà i gradini che portano al palazzo senatorio.

Le nostre osservazioni saranno sostenute anche da un’azione legale che stiamo preparando con giuristi e avvocati, convinti della necessità di impugnare una delibera portatrice di un danno rilevante alla città e produttrice di sicure tensioni sociali. Crediamo opportuno che anche la Regione Lazio debba esprimersi sulla questione, in quanto in questo modo tutto lo sforzo sostenuto nell’elaborazione, nella stesura e nell’approvazione, saranno completamente vanificati.

Per questo oggi, giovedì 12 maggio, dalle 15.30 la “città degna” sarà in Campidoglio, sulla piazza simbolo di chi Roma la abita, la vive ogni giorno e quotidianamente combatte contro la crisi, le emergenze infinite e il degrado delle periferie. Nessuno provi ad allontanarci da questo luogo fino a quando non lo decideremo noi. A bientôt Tronca! #Romedebout



i Movimenti occupano contemporaneamente tutti i Municipi per diritto residenza

Oggi, giovedì 5 maggio 2016, un’iniziativa congiunta dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare di questa città vede coinvolti i municipi come referenti istituzionali del territorio per i temi relativi alla sicurezza sociale, nonché per i servizi anagrafici connessi all’ottenimento di diritti fondamentali, quali la salute, la scuola, l’abitare dignitoso.

Si riconosca l’importanza e la necessità del percorso di approvazione della Delibera Regionale sull’Emergenza Abitativa, come strumento reale per intervenire sul principale motivo di disgregazione sociale dei nostri territori; dopo tre anni, l’applicazione della Delibera Regionale viene ostacolata dall’interpretazione del governo commissariale del Comune di Roma, che con nuovi atti amministrativi rischia di inficiare il percorso fin qui fatto, e preannuncia nuovi sgomberi delle realtà in emergenza abitativa inserite in un processo di sanatoria relativo a tutti gli stabili utilizzati allo scopo abitativo entro il 31.12.2013.

I Municipi si trovano a confrontarsi in un quadro generale di trasformazione delle norme di riferimento che a seguito del cosidetto Decreto Lupi del 2014, consegna le città al rischio di una vera e propria devastazione sociale: gli articoli 3 e 5 sono stati già formalmente criticati con un atto di giunta municipale. Ancora una volta c’è la necessità di insistere sull’abrogazione di questi dispositivi normativi e di procedere alla costruzione di un percorso condiviso tra tutti i Municipi, oggi rimasti ultimi referenti istituzionali democraticamente eletti nella città, per richiedere al Commissario Straordinario, alla Regione e al Governo un tavolo di lavoro finalizzato alla soluzione positiva dell’attuale emergenza.

Non è più rinviabile la ricerca di una soluzione a una bomba sociale senza precedenti. Si agisca subito.  

 

http://www.romatoday.it/politica/sgomberi-sfratti-movimenti-occupano-municipi.html

Il volantino distribuito:

NEGARE LA RESIDENZA VUOL DIR NEGARE TUTTO!!

FERMIAMO LA FOLLIA DELLA DELIBERA TRONCA!

STOP SGOMBERI E STOP SFRATTI!

 

L'articolo 5 del decreto n. 47 del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 2014, convertito in legge nel maggio successivo utilizzando lo strumento della fiducia per approvarlo senza rischi di sorta, dispone il divieto di rilasciare le residenze da parte dell'Anagrafe e dei Municipi per coloro che vivono in uno stabile o in un alloggio occupato.

Le conseguenze di questo provvedimento odioso, pieno di furore ideologico e privo di buon senso, sono molteplici. Ci viene negato l'accesso al Servizio Sanitario Nazionale, all'istruzione, alle liste di collocamento per l'impiego, al contratto di lavoro, al permesso di soggiorno, alla cittadinanza, all'esercizio elettorale.

Sono molte centinaia le persone a cui viene negata la residenza dopo l'ordinanza prefettizia dell'ottobre 2014 anche se in netto contrasto con quanto afferma la sentenza n. 25726/2011 con la quale la Cassazione ha chiarito che “La residenza di una persona, secondo la previsione dell'art. 43 c.c., è determinata dall'abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, che si caratterizza per l'elemento oggettivo della permanenza e per l'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali”.

E invece viene usata come dispositivo di controllo ed esclusione, nonostante esista una Delibera Regionale approvata da un paio di mesi che riconosce il diritto ad un alloggio popolare a coloro che sono nella graduatoria generale, a chi vive nei residence e nelle occupazioni, previa verifica dei requisiti da parte del Comune di Roma che dovrebbe procedere a un censimento per certificare l'emergenza esistente e affrontare il problema. Ribadendo il dettato securitario dell'articolo 5 del Governo Renzi-Alfano, il Commissario Tronca ha deciso, in beata solitudine, fuori dai compiti attribuiti alla funzione che svolge, di approvare una Delibera che si contrappone apertamente a quella della Regione Lazio. La delibera regionale infatti prevede un primo pacchetto di alloggi da destinare all'emergenza abitativa, in buona parte senza ulteriore consumo di suolo. 

Ora Tronca vuole rovesciare questo impianto, il problema per lui non è dare una risposta a chi non ce l'ha fatta e non ce la fa a pagare affitti e mutui sempre più irragiungibili, ma intervenire con la polizia, sgomberare: ma così tante persone dove andranno? scompariranno nel nulla? perchè creare ulteriori tensioni sociali?

Oggi siamo qui per farci conoscere e per confrontarci con chi amministra questo Municipio. Non siamo cittadini di serie B, come vorrebbe una certa propaganda elettorale. Molti di noi sono migranti e rifugiati che lottano insieme agli italiani affinché i diritti primari come la casa, la residenza, l'accesso ai servizi siano garantiti a tutti e tutte. Alle bambine e ai bambini prima di tutti!

Vogliamo capire se il nostro futuro è legato a possibili e minacciati sgomberi, o se invece, nello spirito della Delibera Regionale sull'emergenza abitativa si intende tenere conto delle tante realtà come la nostra ormai radicate nel territorio con persone che lavorano, studiano e vivono qui, contribuendo a sottrarre spazi al degrado e alla speculazione e a costruire percorsi di solidarietà.

Provano a dividerci tra residenti “legittimi” e “illegittimi” con iniziative come quella sostenuta dal Commissario Tronca, che dovrebbe gestire l'ordinaria amministrazione e invece, senza alcun senso di responsabilità, legifera su temi densi di tensione sociale che necessitano di interventi programmatici e strutturali.

 

Non permettiamo tutto questo! Mobilitiamoci contro l'articolo 5 e la Delibera Tronca!

 

Giovedì 12 Maggio ore 15,30

MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO

Per la libertà di movimento, per il diritto alla residenza, per il blocco di sfratti e sgomberi!


Movimenti per il diritto all'abitare

 

Venerdì 29 aprile - Assemblea pubblica all'occupazione di Piazza Indipendenza

Locandina Assemblea p.za Indipendenza 29 Aprile 2016

La forza delle lotte sociali per rompere gabbie e frontiere:

RIPRENDIAMOCI I DIRITTI NEGATI


Da alcuni mesi il palazzo occupato di via Curtatone – piazza Indipendenza è oggetto di una campagna politico-mediatica tesa a criminalizzare, con le costanti sollecitazioni da Fratelli d'Italia al ministro Alfano, le diverse centinaia di persone che da ottobre 2013 vi hanno trovato rifugio.
Il palazzo in questione, di proprietà FIMIT srl, ospita infatti moltissimi rifugiati e titolari di protezione umanitaria, finiti per strada con la fine dell'“emergenza Nord Africa”, espulsi da un sistema di accoglienza inadeguato e costruito sulla florida e corrotta economia dell'emergenza. La stessa emergenza in cui si è gestita la città con l'aggravarsi della crisi.
Gli abitanti di via Curtatone, alle prese con un sistema che espelle ed esclude invece di accogliere chi fugge dalla guerra e dalla fame, non hanno fatto niente di diverso dal percorso intrapreso da migliaia di uomini e donne, italiani e non a Roma. La necessità di un alloggio e di una dignità da riconquistare ha spinto molte persone ad occupare stabili vuoti e inutilizzati.
Intanto, mentre l'Europa finge di indignarsi di fronte alle immagini dei morti nel Mediterraneo, i governi continuano a militarizzare i confini, a istituire centri di detenzione, a espellere chi fugge dalla guerra che loro stessi scatenano come nel caso dell'imminente intervento militare in Libia, dove dopo i bombardamenti di qualche anno fa, la destabilizzazione del paese e di recente un patetico teatrino con l'insediamento di un governo fantoccio, i governi europei, Renzi in testa hanno annunciato l'intervento militare con la benedizione di Obama.
Se guardiamo ai risultati elettorali di questi giorni in paesi vicini al nostro ci tremano i polsi. Il populismo nostrano starà sicuramente puntando sull'emulazione di questi dati e spinge a fondo sulla pancia delle periferie e sul disagio esistente. Riuscire a raccogliere consensi con la parola d'ordine “prima gli italiani” è l'obiettivo che si sono posti e questo produce un inasprimento dei rapporti con la popolazione migrante che vive nella nostra città. Le comunità meticce delle occupazioni sono perciò nello stesso tempo obiettivo da colpire ed anticorpo di queste manifestazioni xenofobe e fasciste. L'appello che rivolgiamo alla Roma città aperta è pressante e urgente, per non consentire che le esperienze sociali frutto di una miscela di bisogni e desideri vengano criminalizzate e attaccate.
Le occupazioni abitative hanno liberato moltissimi migranti dal ricatto delle residenze fittizie e dal mercato degli affitti a peso d'oro per avere la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, così come hanno sottratto dalla morsa della morosità dell'affitto e dello sfratto tanti italiani. Nello stesso modo tantissimi giovani con lavoro precario, studenti lavoratori e disoccupati hanno potuto scegliere di vivere la propria vita indipendente fuori dalla casa dei propri genitori.
Queste storie di vita sono anche un movimento di lotta che è stato in grado di strappare risultati importanti. Risultati che ora si vogliono ridurre nella migliore delle ipotesi ad una sorta di sgomberi soffici, nella peggiore nell'intervento deciso ed autoritario della forza pubblica. La delibera comunale approvata illegittimamente dal commissario Tronca si propone di stabilire la cornice attuativa di questo percorso securitario e violento.
Siamo alla vigilia di momenti inquietanti per questa città, dove le parole partecipazione, democrazia e confronto sono diventati arnesi da buttare. Assistiamo ad una gara a chi si blinda di più, esattamente come è accaduto in Austria al Brennero, e questo può accadere, oltre che alle nostre frontiere, nel corpo delle nostre città.
Rilanciamo un fronte di lotta meticcio che rivendica le pratiche di riappropriazione e di riuso della città e lanciamo per il mese di maggio una campagna di resistenza e di mobilitazione permanente per la libertà di movimento, la cancellazione della delibera Tronca e del vergognoso art 5 di Lupi, per una moratoria giubilare di sfratti e sgomberi.

VENERDI’ 29 APRILE ORE 18,00
ASSEMBLEA PUBBLICA
PRESSO L’OCCUPAZIONE DI PIAZZA INDIPENDENZA
(ingresso via Curtatone)

Movimenti per il diritto all'abitare

16 aprile da Piramide al Campidoglio

Sabato 16 aprile dalle 14:30 partenza del corteo della lotta per la casa da Piramide al Campidoglio

 

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