Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Mobilitazioni

Roma sprofonda nell’emergenza casa ma dalla sindaca nessuna risposta: 21 ottobre tutt* in Campidoglio!

manifesto

Qualche giorno fa l’annuncio del Sindaco Virginia Raggi: Roma rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi del 2024. Non sappiamo quanto questa scelta sia farina del suo sacco o del “Direttorio 5 Stelle” preoccupato di difendere, dopo le promesse elettorali, la faccia e soprattutto la sfida nazionale al governo renziano. In entrambi i casi si tratta di una scelta che salutiamo positivamente, perché rompe la logica dei grandi eventi e delle grandi opere, dei soldi rovesciati a pioggia nelle tasche dei privati, del ricatto/miraggio dei posti di lavoro, dei territori massacrati e depredati, nel caso delle olimpiadi di un meraviglioso evento sportivo trasformato in un business che oltretutto, invece di unire, avrebbe finito per accrescere le diseguaglianze.

Ora però, se la rinuncia alla candidatura olimpica non si inserisce nella mera logica dell’annuncio ma rappresenta una scelta sostanziale, al centro delle preoccupazioni del Sindaco e della sua giunta dovrebbero esserci i problemi quotidiani della città e fra questi, indubbiamente, il tema caldo e cruciale della casa. Ad essere preoccupati però ad oggi sono solo decine e decine di migliaia di abitanti della capitale che non riescono a pagare mutui ed affitti da capogiro, che vivono in situazioni di coabitazione forzata, in campi o in alloggi di fortuna, che attendono l’arrivo dell’ufficiale giudiziario per lo sfratto, che resistono occupando o semplicemente aspettano invano in graduatoria la consegna di un alloggio che non arriva mai.
 
 
Chiunque vive una delle mille facce del problema della casa, a Roma, non può che essere seriamente preoccupato: dopo 4 mesi la giunta capitolina è decisamente immobile, se non incline a sostenere le logiche del profitto come lascia intendere l’idea di affittare alberghi e strutture private per far fronte all’emergenza. Vecchie logiche che pensavamo passate e sepolte con Mafia Capitale e che invece riemergono in una situazione paradossale in cui non esiste neppure un assessore alla casa.
Del resto Roma è attraversata tutti i giorni da un vero e proprio terremoto sociale con una media di 10 sfratti al giorno che vengono eseguiti per lo più senza che dalle istituzioni vengano proposte o costruite per le persone e le famiglie sfrattate soluzioni alternative. La scelta, folle, sembra essere quella di lasciare che il problema della casa venga affrontato e gestito da questura e prefettura come se non riguardasse i compiti e gli impegni di chi è stato eletto ed ora governa.
 
 
L’unico strumento sul piatto per affrontare il “problema casa” sembra essere il Piano Regionale per l’Emergenza Abitativa, con circa 200 mln di euro per Roma per le graduatorie, per gli abitanti dei residence e per le occupazioni. Ma questa risorsa, seppur insufficiente per affrontare un problema oramai di grandi dimensioni, è anch’essa bloccata dal Comune di Roma.
Rimane infatti tutt’ora in vigore la Delibera n. 50 del 2016 firmata dal commissario Tronca, che di fatto blocca l’attuazione di quella regionale, rovesciando per lo più il paradigma: l’emergenza abitativa non viene affrontata come questione sociale, ma come problema di ordine pubblico, con gli sgomberi e non con le case.
A Roma grazie alle disumane misure messe in campo dal governo Renzi attraverso l’allora ministro Lupi, già a centinaia di persone non viene riconosciuta la residenza nello stabile dove di fatto vivono. Tantissime persone dopo anni di sacrifici in Italia rischiano di perdere il permesso di soggiorno e soprattutto tantissimi bambini e bambine hanno difficoltà nell’accesso alla scuola ed alle cure mediche. Questa vergogna va fermata. Come va fermato il massacro sociale con soluzioni e misure sociali adeguate. La condizione di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, dopo anni di precarizzazione del lavoro, di tagli ed austerity, non può essere certo affrontata con la polizia: è folle pensare che i manganelli e la politica della paura possano cancellare le persone ed i loro bisogni.
 
 
Per questo Venerdì 21 Ottobre manifesteremo per le strade di Roma nella stessa giornata in cui tanti e tante lavoratori e lavoratrici incroceranno le braccia contro il governo Renzi e le sue politiche. Contribuiremo a generalizzare la protesta e la mobilitazione per costruire un autunno ed un percorso di riscatto contro lo sfruttamento e le ingiustizie.
Arriveremo in Campidoglio per chiedere alla giunta Raggi di occuparsi con urgenza dei problemi e delle emergenze della città di sotto, per misurare e capire se il Sindaco c’è e da che parte sta.
 

Movimenti per il diritto all’abitare 

15/9 La lotta per il diritto all'abitare suona la sveglia a Roma!

10 Municipi Occupati – Invasa la festa dell’Unità!

La notizia di Abd Elsalam, ucciso in modo orribile mentre lottava in difesa dei suoi diritti, ha incrociato una giornata di mobilitazione preparata con cura dai movimenti romani. La necessità di irrompere dentro un panorama capitolino avvitato attorno agli scontri di potere interni al mondo grillino, si era manifestata già nelle strade di San Basilio qualche giorno fa ed è partendo da lì, da quel partecipato momento che ci si è mossi per produrre le occupazioni dei Municipi a maggioranza 5 stelle e l’invasione della festa dell’Unità organizzata dal Pd nel quartiere di Pietralata.

Le lotte per il diritto all’abitare e per la libertà di movimento si sono intrecciate così con gli avvenimenti che riguardavano la logistica e la mobilitazione dei comitati di Bagnoli in conferenza stampa prima e in assemblea poi. Percorsi che hanno volti simili, che frequentano e abitano gli stessi luoghi, che si possono mischiare e scomporsi continuamente. Una produzione di energia interessante e decisiva che si sta accumulando e che presto o tardi è destinata ad esplodere.

L’arrivo delle centinaia di bambini e bambine, di uomini e donne all’interno della Festa dell’Unità ha sorpreso i presenti e scompigliato i piani degli organizzatori. Il dibattito sulla povertà che doveva svolgersi tra tre signore del PD, è stato cassato, fra imbarazzi e tensioni, grazie all’impatto prodotto proprio dai soggetti di cui si doveva trattare. Il palco in questo caso è stato occupato dai poveri e sono loro che hanno espresso il punto di vista più rilevante, così a Livia Turco, Ileana Piazzoni e Francesca Danese non è rimasto altro che invocare un “confronto civile”.

Difficile davvero immaginare un confronto di questa natura, data l’inciviltà palese del governo Renzi soprattutto verso la povertà, la precarietà, i territori. Quindi davanti ai nefasti provvedimenti renziani la distanza appare incolmabile e il confronto impossibile, per questo incassiamo solo balbettii e promesse che non verranno mantenute.

Non sappiamo se dai municipi e dalla sindaca Raggi arriverà qualcosa di diverso. Certo i primi segnali sono sconfortanti e la discontinuità promessa non l’abbiamo vista. Continuano ad essere raggi che non scaldano e non è certo interessante fare a gara tra chi l’aveva detto e chi ci aveva sperato. Entrare nei municipi è stato un po’ come accendere dei riflettori sugli organi di prossimità, misurare rapporti di forza e intenzioni, premere sui territori per invadere il centro. Ancora energia da liberare e soprattutto da non consegnare nelle mani della demagogia xenofoba e qualunquista dentro periferie dove in molti viviamo quotidianamente un disagio crescente, che viene sempre più affrontato attraverso meccanismi di controllo e ricatto.

Al termine di una lunga giornata che a Piacenza è continuata anche nella notte, la decisione di scrivere queste righe ci è sembrata opportuna. L’autunno che arriva non sembra tranquillo, per tanti motivi, e crediamo che in molti si stanno innervosendo. Un poco di rabbia trapela nelle contestazioni a Renzi e nelle mobilitazioni territoriali, nelle lotte sindacali e nelle iniziative di movimento. L’energia si accumula e sembra complicato ingabbiarla dentro contenitori come il movimento 5 stelle o esperienze locali di altro tipo. È una spinta che non considera i governi come amici e che marca una larga distanza dalle dinamiche elettorali. Per questo non ne conosciamo l’autentica forza e dove/quando essa si manifesterà, dove farà danni. Sarà un “social not” da incubo per chi è alla ricerca del consenso tra briciole e spiccioli di democrazia, una possibilità di rivolta che muove da tempo piccoli passi e che sta facendo affacciare sulla scena gli ultimi, quelli brutti sporchi e cattivi che si gettano sotto i Tir, che occupano le case, che non vogliono pagare la sanità, l’acqua e la luce, che non sopportano i confini, che vogliono muoversi liberamente, che non tollerano le grandi opere. Qualcuno li racconta come i “nemici della città” e della convivenza civile, ma alla fine con tutto ciò ci si dovrà fare i conti. E questo è successo ai presidenti di municipio e alle relatrici della festa dell’unità. Chiedere per favore di scambiare due parole, non potendo fuggire.
Verso l’autunno fra distanze da mantenere ed energie da liberare! 

Movimenti per il diritto all’abitare

Il Governo scatena la guerra ai poveri. Noi stiamo dall’altra parte! 28/5 mobilitiamoci!

Sabato 28 Maggio 2016 – Giornata di Mobilitazione Nazionale

idrante C_2_fotogallery_3001497_46_image (1)All’indomani delle brutali cariche sulla piazza del Campidoglio il governo sembra scoprire l’emergenza abitativa. Il viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, parla di impegno extra indispensabile per un “piano casa” e afferma che i finanziamenti si troveranno perché la Presidenza del Consiglio vuole sostenere fortemente questo progetto. Anche il presidente dell’Associazione romana dei costruttori arriva a chiedere al futuro sindaco capitolino di far fronte al forte disagio abitativo che colpisce fasce sociali sempre più larghe. Quello che abbiamo visto finora però sono solo chiacchiere e manganelli.

Le chiacchiere le fa la politica, mentre idranti e divise scorrazzano liberamente sotto palazzo Senatorio e nella piazze di tante città dove si susseguono cariche e sgomberi, dando l’idea che a governare non siano le amministrazioni, comprese quelle commissariate, ma piuttosto le Questure, a volte a braccetto con le Procure e spesso con le Prefetture. Possiamo affermare che il governo Renzi gioca su due tavoli, il primo è quello della fascinazione elettorale attraverso provvedimenti mirati come il bonus per i figli o le libertà civili, l’altro, consegnato nelle mani di Alfano, è quello del contrasto del disagio sociale e delle lotte.
Una forte centralizzazione del potere. Una diarchia che gestisce consenso e controllo sociale, consumando via via ogni organo di prossimità e ogni corpo intermedio. Cancellando le pur flebili dinamiche di partecipazione ed erodendo diritti primari e conquiste democratiche. Scegliendo, dentro un confronto serrato, di sostenere le ragioni di una classe sociale che deve sopravvivere nella crisi rispetto a quella che deve soccombere, i vecchi e nuovi poveri, cioè la generazione degli insolventi e della precarietà.
La prossima tornata elettorale che riguarda numerose grandi città e vedrà eletti nuovi simulacri locali, marcherà ancora una volta la grande distanza tra chi andrà a votare e chi da tempo ha abbandonato questa opzione. Per questo riteniamo importante dare voce ad un dissenso più o meno consapevole che verrà calpestato dalla minoranza che si recherà alle urne ed eleggerà una elite al governo delle città.

Mobilitandoci sabato 28 maggio in forma dislocata in diverse città e territori intendiamo irrompere nel contesto elettorale e vogliamo farlo con clamore e individuando gli obiettivi da assediare. Per questo proponiamo a Roma un corteo che partendo da Porta Pia, piazza simbolo dei movimenti per il diritto all’abitare e sede del ministero delle Infrastrutture, raggiunga la sede del ministero dell’Interno.
I temi sul piatto sono ormai stringenti e riguardano l’uso e la destinazione delle risorse e del patrimonio pubblico. Il ministero delle Infrastrutture deve cambiare passo urgentemente e invertire una rotta ideologicamente segnata dalla gestione Lupi/Renzi. Il ministro Delrio sembra più un fantasma che un amministratore e le parole di Nencini devono avere delle conseguenze, altrimenti saranno i manganelli, gli sgomberi e la negazione dei diritti ad affermarsi. E’ proprio per segnalare questo rischio che si propone di arrivare al ministero dell’Interno, per chiarire una volta per tutte che non è accettabile l’idea che contro i poveri e la precarietà bisogna intensificare il controllo e le misure coercitive. A questa vera e propria guerra di classe è arrivato il momento di contrapporre un conflitto sociale diffuso e pratiche di riappropriazione nei territori e nelle piazze. I movimenti e le lotte sociali intendono fare la loro parte contro il governo Renzi e la farsa elettorale, una tornata dove ci si contende voti tra forze politiche in cui si fa fatica a cogliere le differenze e si assiste ad una competizione a ispirare sentimenti xenofobi solo per una manciata di preferenze, ben sapendo che non sono i migranti o il diverso il problema della crisi. Dentro questa rincorsa gli istinti peggiori del razzismo e della guerra fra poveri rischiano di governare le città, noi intendiamo impedirlo!

A Roma Sabato 28 Maggio

CORTEO

ore 15,30 tutte e tutti a Porta Pia

#RomaDebout #nonvoto #lotto

Movimenti per il diritto all’abitare

 

 

12 maggio ore 15.30 manifestazione in Campidoglio

Taucer e Tronca non fanno un passo indietro. I movimenti ne faranno uno avanti!

Oggi 12 maggio i movimenti per il diritto all’abitare tornano in Campidoglio e di fronte alle “irriducibili posizioni” dell’amministrazione comunale commissariata, del tutto illegittime e prive di buon senso, la rabbia si manifesterà con tutta la sua forza.

Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto le controdeduzioni del capo di gabinetto del commissario straordinario alle nostre osservazioni, in riferimento alla delibera comunale n. 50/2016. Con tanto di numero di protocollo (33540) gli esponenti capitolini rispediscono al mittente le nostre critiche, condivise anche da numerosi amministratori municipali, sicuri e presuntuosi nel dire “non abbiamo niente da rimproverarci, siamo nel giusto”. Una certezza quella di Ugo Taucer che nasconde il vero obiettivo del provvedimento così strenuamente difeso, sabotare la delibera regionale sull’emergenza abitativa con ogni mezzo a disposizione. Anche con la repressione violenta dei movimenti se servirà. Con gli sgomberi e le minacce di denunce, reiterate ad ogni incontro.

È chiaro che salire in Campidoglio domani e ripetere la farsa di tavoli inconcludenti non è nelle nostre intenzioni. Riteniamo che debba essere il commissario straordinario in persona a dare spiegazioni di tale comportamento e deve convincere delle sue ragioni buona parte della città che insieme a noi salirà i gradini che portano al palazzo senatorio.

Le nostre osservazioni saranno sostenute anche da un’azione legale che stiamo preparando con giuristi e avvocati, convinti della necessità di impugnare una delibera portatrice di un danno rilevante alla città e produttrice di sicure tensioni sociali. Crediamo opportuno che anche la Regione Lazio debba esprimersi sulla questione, in quanto in questo modo tutto lo sforzo sostenuto nell’elaborazione, nella stesura e nell’approvazione, saranno completamente vanificati.

Per questo oggi, giovedì 12 maggio, dalle 15.30 la “città degna” sarà in Campidoglio, sulla piazza simbolo di chi Roma la abita, la vive ogni giorno e quotidianamente combatte contro la crisi, le emergenze infinite e il degrado delle periferie. Nessuno provi ad allontanarci da questo luogo fino a quando non lo decideremo noi. A bientôt Tronca! #Romedebout



i Movimenti occupano contemporaneamente tutti i Municipi per diritto residenza

Oggi, giovedì 5 maggio 2016, un’iniziativa congiunta dei movimenti di lotta per il diritto all’abitare di questa città vede coinvolti i municipi come referenti istituzionali del territorio per i temi relativi alla sicurezza sociale, nonché per i servizi anagrafici connessi all’ottenimento di diritti fondamentali, quali la salute, la scuola, l’abitare dignitoso.

Si riconosca l’importanza e la necessità del percorso di approvazione della Delibera Regionale sull’Emergenza Abitativa, come strumento reale per intervenire sul principale motivo di disgregazione sociale dei nostri territori; dopo tre anni, l’applicazione della Delibera Regionale viene ostacolata dall’interpretazione del governo commissariale del Comune di Roma, che con nuovi atti amministrativi rischia di inficiare il percorso fin qui fatto, e preannuncia nuovi sgomberi delle realtà in emergenza abitativa inserite in un processo di sanatoria relativo a tutti gli stabili utilizzati allo scopo abitativo entro il 31.12.2013.

I Municipi si trovano a confrontarsi in un quadro generale di trasformazione delle norme di riferimento che a seguito del cosidetto Decreto Lupi del 2014, consegna le città al rischio di una vera e propria devastazione sociale: gli articoli 3 e 5 sono stati già formalmente criticati con un atto di giunta municipale. Ancora una volta c’è la necessità di insistere sull’abrogazione di questi dispositivi normativi e di procedere alla costruzione di un percorso condiviso tra tutti i Municipi, oggi rimasti ultimi referenti istituzionali democraticamente eletti nella città, per richiedere al Commissario Straordinario, alla Regione e al Governo un tavolo di lavoro finalizzato alla soluzione positiva dell’attuale emergenza.

Non è più rinviabile la ricerca di una soluzione a una bomba sociale senza precedenti. Si agisca subito.  

 

http://www.romatoday.it/politica/sgomberi-sfratti-movimenti-occupano-municipi.html

Il volantino distribuito:

NEGARE LA RESIDENZA VUOL DIR NEGARE TUTTO!!

FERMIAMO LA FOLLIA DELLA DELIBERA TRONCA!

STOP SGOMBERI E STOP SFRATTI!

 

L'articolo 5 del decreto n. 47 del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 2014, convertito in legge nel maggio successivo utilizzando lo strumento della fiducia per approvarlo senza rischi di sorta, dispone il divieto di rilasciare le residenze da parte dell'Anagrafe e dei Municipi per coloro che vivono in uno stabile o in un alloggio occupato.

Le conseguenze di questo provvedimento odioso, pieno di furore ideologico e privo di buon senso, sono molteplici. Ci viene negato l'accesso al Servizio Sanitario Nazionale, all'istruzione, alle liste di collocamento per l'impiego, al contratto di lavoro, al permesso di soggiorno, alla cittadinanza, all'esercizio elettorale.

Sono molte centinaia le persone a cui viene negata la residenza dopo l'ordinanza prefettizia dell'ottobre 2014 anche se in netto contrasto con quanto afferma la sentenza n. 25726/2011 con la quale la Cassazione ha chiarito che “La residenza di una persona, secondo la previsione dell'art. 43 c.c., è determinata dall'abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, che si caratterizza per l'elemento oggettivo della permanenza e per l'elemento soggettivo dell'intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali”.

E invece viene usata come dispositivo di controllo ed esclusione, nonostante esista una Delibera Regionale approvata da un paio di mesi che riconosce il diritto ad un alloggio popolare a coloro che sono nella graduatoria generale, a chi vive nei residence e nelle occupazioni, previa verifica dei requisiti da parte del Comune di Roma che dovrebbe procedere a un censimento per certificare l'emergenza esistente e affrontare il problema. Ribadendo il dettato securitario dell'articolo 5 del Governo Renzi-Alfano, il Commissario Tronca ha deciso, in beata solitudine, fuori dai compiti attribuiti alla funzione che svolge, di approvare una Delibera che si contrappone apertamente a quella della Regione Lazio. La delibera regionale infatti prevede un primo pacchetto di alloggi da destinare all'emergenza abitativa, in buona parte senza ulteriore consumo di suolo. 

Ora Tronca vuole rovesciare questo impianto, il problema per lui non è dare una risposta a chi non ce l'ha fatta e non ce la fa a pagare affitti e mutui sempre più irragiungibili, ma intervenire con la polizia, sgomberare: ma così tante persone dove andranno? scompariranno nel nulla? perchè creare ulteriori tensioni sociali?

Oggi siamo qui per farci conoscere e per confrontarci con chi amministra questo Municipio. Non siamo cittadini di serie B, come vorrebbe una certa propaganda elettorale. Molti di noi sono migranti e rifugiati che lottano insieme agli italiani affinché i diritti primari come la casa, la residenza, l'accesso ai servizi siano garantiti a tutti e tutte. Alle bambine e ai bambini prima di tutti!

Vogliamo capire se il nostro futuro è legato a possibili e minacciati sgomberi, o se invece, nello spirito della Delibera Regionale sull'emergenza abitativa si intende tenere conto delle tante realtà come la nostra ormai radicate nel territorio con persone che lavorano, studiano e vivono qui, contribuendo a sottrarre spazi al degrado e alla speculazione e a costruire percorsi di solidarietà.

Provano a dividerci tra residenti “legittimi” e “illegittimi” con iniziative come quella sostenuta dal Commissario Tronca, che dovrebbe gestire l'ordinaria amministrazione e invece, senza alcun senso di responsabilità, legifera su temi densi di tensione sociale che necessitano di interventi programmatici e strutturali.

 

Non permettiamo tutto questo! Mobilitiamoci contro l'articolo 5 e la Delibera Tronca!

 

Giovedì 12 Maggio ore 15,30

MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO

Per la libertà di movimento, per il diritto alla residenza, per il blocco di sfratti e sgomberi!


Movimenti per il diritto all'abitare

 

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