Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Mobilitazioni

Corteo da Piazzale delle Gardenie Sabato 24 Ottobre ore 15:00

Costruiamo quartieri solidali, resistendo a sfratti e sgomberi

Il 24 ottobre scendiamo insieme in piazza, per le strade del nostro quartiere, per difenderlo dalla speculazione e da sfratti e sgomberi.

Il prefetto Gabrielli è stato messo a capo della città di Roma dal governo per fare gli interessi delle lobby dei costruttori, cacciare le persone dalle proprie case e normalizzare una realtà cittadina conflittuale. Se intendiamo il Giubileo come l’ennesima grande opera, i poteri speciali servono per garantire gli interessi della solita cricca. Il vuoto politico creato appositamente con le dimissioni del sindaco Marino serve per confermare lo stato d’eccezione come forma di governo dei territori e per continuare a trattare le emergenze sociali come questioni di ordine pubblico, chiudere gli spazi di agibilità, reprimere i tentativi di riappropriazione dal basso. Gli spazi devono essere funzionali al flusso di merci, persone e capitali, qualsiasi luogo in cui si costruisce un abitare differente non sarà tollerato.

È ormai sotto gli occhi di tutti che sono la magistratura e la questura, d’accordo con la prefettura, a gestire i territori e a eseguire sfratti e sgomberi come un puro problema di ordine pubblico. Tale gestione “muscolare” della questione abitativa mostra come gli spazi di mediazione siano esauriti.

Un numero sempre maggiore di persone, impoverite dalla crisi, dall’aumento del costo della vita e dal peggioramento delle condizioni di sfruttamento, si trovano sotto sfratto; se si aggiunge il mancato rinnovo della proroga degli sfratti per le categorie protette (anziani, disabili, etc.), il quadro è completo.

La Rete Antisfratto Roma Est, come tante presenti in città, è nata per resistere agli sfratti. È composta da persone che unendo le loro forze hanno dimostrato che è possibile inceppare questa macchina. Rimanere chiusi in casa e attendere da soli l’ufficiale giudiziario non serve a niente.

Cerchiamo innanzitutto di rompere il meccanismo dell’isolamento, della paura e della vergogna. Scendere in strada per incontrarsi ed organizzarci assieme è l’unico modo per bloccare gli sfratti e resistere agli sgomberi. Più persone si attiveranno e più sarà possibile ribaltare la situazione: costruire un quartiere solidale. Questa lotta quindi riguarda la vita: vogliamo costruire nei nostri quartieri un modo diverso e migliore di vivere.

Il luogo a partire dal quale proviamo a realizzare tutto questo è il B.A.M., in via dei Castani 42. Questo spazio è sotto attacco per il suo essere una base materiale, liberata, che crea conflitto e costruisce legami solidali nel quartiere di Centocelle. È qui che sperimentiamo la convivialità e il mutualismo e costruiamo percorsi di lotta reali insieme alle famiglie resistenti allo sfratto.

La Rete Antisfratto fa appello agli abitanti del quartiere e alle realtà solidali a partecipare al corteo di sabato 24 ottobre, che partirà da piazza delle Gardenie alle ore 15:00.

Non possiamo più permettere che gli spazi liberati vengano riconsegnati ad un presente fatto di miseria e normalità.

Insieme è possibile resistere a sfratti e sgomberi. Stop sfratti e sgomberi! BAM non si tocca!

Contro lo sgombero di ex Telecom a Bologna

Oggi ore 17 in Piazza a Porta Pia contro gli sgomberi

 

guardie

Da qualche ora è in corso lo sgombero dell’ex Telecom Occupata di Bologna, la più grande occupazione abitativa della città con oltre 280 abitanti, fra cui molti bambini.

Gli occupanti stanno resistendo casa per casa e sul tetto dell’immobile, contrapponendo i propri corpi e la propria dignità a questo nuovo pesante soppruso ai danni di centinaia di persone e famiglie che, nell’assenza di una vera politica per la casa, hanno costruito l’unica risposta possibile, occupando e riconquistando uno dei tanti stabili inutilizzati.

Contemporaneamente tantissimi solidali sono accorsi in strada per impedire lo sgombero e la polizia ha già caricato due volte per far disperdere (senza riuscirci) il presidio, ma almeno due persone sono state portate via dalle ambulanze in ospedale.

E’ inammissibile che in questo paese non ci sia una presa di responsabilità del governo e delle amministrazioni locali rispetto all’emergenza abitativa diffusa nel paese e che la risposta ad un bisogno essenziale venga completamente delegata alla magistratura ed alla polizia.

Neanche difronte al palese fallimento della Legge Lupi sulla casa con il suo famigerato art. 5, ci si rende conto della necessità di una immediata e radicale inversione di tendenza: l’unica risposta che sanno dare infatti sono sequestri preventivi e sgomberi coatti, come nel caso dell’ex Telecom e di tanti altri stabili in tutta Italia, senza proporre oltretutto nessuna soluzione.

bolo1Pensiamo sia necessario rispondere tempestivamente in tutte le città ed anche a Roma, rispetto a quella che si configura coma una nuova pesante aggressione al movimento ed alle lotte, a chi si organizza per difendere i propri diritti e la propria vita.

La battaglia contro gli sfratti e sgomberi è la battaglia di tutti e tutte coloro che vogliono resistere alle politiche di austerity, alla guerra contro i poveri scatenata da Renzi e dalla sua banda, per ribaltare il presente di miseria che ci vogliono imporre.

Intanto, sono in corso alcuni arresti per la manifestazione di Cremona del 24 Gennaio, dove in migliaia abbiamo sfilato per rispondere alla vile aggressione al Csa Dordoni ed al compagno Emilio da parte dei fascisti di Casapound.

Per questi motivi facciamo un appello a tutt* a partecipare questo pomeriggio ad un presidio a piazza di Porta Pia alle ore 17.30 , davanti il Ministero delle Infrastrutture, per portare la nostra solidarietà all’occupazione dell’ex Telecom e per richiedere la scarcerazione dei compagn* arrestati questa mattina.

#stopsgomberi

#noart5

#tutteliberi

16 ottobre 2015 a palazzo Chigi per la cancellazione dell’articolo 5

locandina zero calcareDa oltre un anno nel nostro paese è in vigore il cosiddetto “Piano casa” dell’ex ministro Lupi e del governo Renzi (Legge 23 maggio 2014, n. 80).

Sin dalla sua stesura in decreto legge,abbiamo denunciato, oltre all’assenza di politiche abitative pubbliche, la pericolosità sociale di un provvedimento usato come strumento punitivo verso i poveri.

 

L’ articolo 5 stabilisce infatti la cancellazione de iure di migliaia di persone che in tutta Italia occupano per necessità, negando il diritto alla residenza e vietando l’allaccio delle utenze.

Gli effetti della sua applicazione si stanno rivelando drammatici: senza residenza non ci si può iscrivere a scuola e avere accesso alla cure mediche, nemmeno a quelle di base. Per rinnovare il permesso di soggiorno i migranti sono costretti a tornare al mercato nero degli affitti o rischiano di perdere anche il lavoro.

 

Contro questa barbarie, i bambini e le bambine hanno deciso di rompere il silenzio, facendo appello a costruire una grande manifestazione il 16 ottobre 2015 a palazzo Chigi per la cancellazione dell’articolo 5.

Le bambine e i bambini non si cancellano! Cancelliamo l’art 5!

 

 

Il Prefetto di Roma decide di incontrare i movimenti: il valore delle barricate.


Lunedì 12 Ottobre in piazza Ss Apostoli

Ore 9.30 MANIFESTAZIONE

Ore 13 conferenza stampa per raccontare l’esito dell’incontro

Lunedì 12 Ottobre alle ore 10, su convocazione della Prefettura, si terrà un delicato incontro tra il Prefetto Gabrielli, i movimenti per il diritto all’abitare, il Comune di Roma e la Regione Lazio per affrontare il tema degli sgomberi e dell’emergenza abitativa.

Questo incontro assume una rilevanza determinante in un momento particolare per una città disastrata e con il Giubileo alle porte, dove negli ultimi tempi è cresciuta la tentazione di risolvere le tensioni sociali esistenti esclusivamente sul piano dell’ordine pubblico e dove l’avvio degli sgomberi potrebbe rappresentare la definitiva detonazione.

I movimenti da giorni infatti hanno reso pubblica la loro determinazione a resistere attivamente in caso di intervento delle forze dell’ordine. Così come hanno respinto i vari tentativi di distacco delle utenze agli immobili occupati. Le migliaia di abitanti delle occupazioni della città stanno, giorno dopo giorno, continuando ad organizzare la resistenza: la difesa del tetto che hanno conquistato, della propria vita, della possibilità di una esistenza degna per bambini, famiglie, per tutti e tutte.

Oramai è evidente il fatto che il diritto alla casa non può essere più ostaggio delle politiche dell’emergenza e non si risolve certo reiterando gli stessi strumenti con cui Mafia capitale si è fatta sistema. Non servono bonus casa e nuovi residence ma alloggi per chi oggi è sotto sfratto, per chi ha subito un pignoramento e per chi non si può permettere un affitto o un mutuo. Soluzioni concrete che, come stabilito nella delibera regionale del gennaio 2014 cioè con il “Piano Straordinario per l’emergenza abitativa”, devono arrivare dall’invenduto e dal patrimonio pubblico e privato inutilizzato, dentro una dinamica di rigenerazione urbana socialmente sostenibile, impedendo nuovo consumo di suolo.

Lunedì capiremo se Regione e Comune di Roma hanno deciso di interrompere la loro colpevole inerzia e si dimostreranno pronti a passare rapidamente dalle parole ai fatti. Lunedì capiremo anche, difronte alla possibilità di un piano di alloggi da reperire a breve, se il Prefetto deciderà di andare avanti sulla strada degli sgomberi allineandosi alla guerra contro i poveri lanciata dal governo Renzi, oppure sceglierà la via delle soluzioni vere, dell’attenzione ai bisogni di quei settori sociali che stanno pagando caro il prezzo di una crisi che di certo non hanno prodotto.

Del resto anche gli strumenti messi in campo fino ad oggi sul piano nazionale si sono dimostrati inutili o fallimentari. Soprattutto con il cosiddetto Piano casa dell’ex ministro Lupi, spregiudicatamente voluto da Renzi e dal suo PD, si è preferito puntare sul finanziamento dei privati piuttosto che su un piano generale di edilizia residenziale pubblica; si è lanciata con l’art. 5 una crociata contro i poveri, nel tentativo di punire chi nella devastazione sociale e nella crisi si organizza e lotta per difendere i propri diritti, negando la residenza e gli allacci idrici ed elettrici a chi occupa per necessità.

In questi anni le lotte per il diritto all’abitare sono state le uniche soluzioni concrete per migliaia di uomini e di donne, di bambini e di bambine. Immaginare di risolvere questa illegalità diffusa con la forza è quantomeno azzardato, anteporre a un diritto il tema della legalità quantomeno strumentale e poco sostenibile dentro una città che ha consentito a interessi trasversali di fare profitti sulle risorse destinate proprio a chi ha bisogno di una casa.

Il 12 ottobre saremo in piazza SS Apostoli dalle ore 9.30 in tante e tanti in occasione del tavolo interistituzionale previsto, continuando a mantenere alta l’attenzione per difendere le nostre abitazioni occupate, così come quelle di chi è sotto sfratto.

Saremo in piazza per difenderci da chi ci vuole togliere dignità, dentro la settimana di mobilitazione nazionale della rete Abitare nella crisi che culminerà il 16 Ottobre prossimo con la manifestazione sotto palazzo Chigi delle bambine e dei bambini contro il fallimentare “Piano casa” di Renzi e Lupi e l’infame Articolo 5, un vero e proprio crimine contro i poveri e contro l’umanità.

Movimenti per il diritto all’abitare

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