Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Mobilitazioni

Mercoledì 23 settembre manifestazione in Campidoglio contro gli sgomberi

locandina 23 settembre 2015 Campidolgio

ROMA 2015 – 2016 - UN GIUBILEO CONTRO I POVERI
I Movimenti per il Diritto all'Abitare si Mobilitano Contro Sgomberi e Sfratti

Lavoratori precettati, diritto a manifestare negato, sfratti. Non Mancavano certo i segnali di una stretta autoritaria nell'amministrazione della capitale. Di certo però lo sgombero dello studentato Degage a via Musa, ha rappresentato un segnale ancora più evidente e palese di come si intenda trattare i problemi sociali di questa città: altro che risposte e soluzioni, solo intimidazioni, polizia, sgomberi. Così, proprio il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco, annunciato con parole di attenzione nei confronti dei poveri, diventa l'occasione per mettere in atto un vero e proprio giro di vite: un tentativo di nascondere la polvere sotto il tappeto, di schiacciare chi non arriva alla fine del mese, soprattutto quando non accetta di rassegnarsi e subire, ma rivendica i propri diritti e lotta per riscattare la propria condizione. Del resto le attenzioni del sindaco Marino sono tutte rivolte a ridare decoro al centro di Roma, le risorse “conquistate” al governo vengono tutte investite nel centro della città, per imbellettare i percorsi che si prevede faranno i pellegrini-turisti del Giubileo. Zero euro sono previsti per le periferie, nessuna riqualificazione, nessuna casa popolare, nessuna risposta in termini di reddito e di welfare. Nelle zone che interessano, dunque e solo in quelle, fioriscono cantieri-lampo per tappare buche, appalti assegnati con le solite logiche “emergenziali”, ma garantiti dai volti di Cantone e Gabrielli. Un prefetto che ormai rappresenta una vero e proprio commissario politico, una figura dietro alla quale nascondersi ed alla quale affidare i dossier e le situazioni più delicate, il garante di una forzosa normalizzazione, di una “Roma Città Chiusa”, che fa finta che la storia di Mafia Capitale sia acqua passata, per poi tornare alle solite logiche, per le quali le emergenze non si risolvono, per dentro la gestione delle emergenze molti campano e si arricchiscono, mentre buona parte dei romani sopravvive, nervosa, fra crescenti difficoltà.
In questo contesto, quindi, a nessuno importa il fatto che prosegua lo stillicidio quotidiano degli sfratti, e che questa emergenza entri con forza dentro l'anno giubilare. Anzi, si dichiara aperta dall'alto una “Guerra ai Poveri”, annunciando nuove e pesanti  operazioni di sgombero, che potrebbero abbattersi persino su occupazioni da decenni inserite nelle liste di emergenza e per le quali sono previsti programmi di recupero per trasformare occupazioni “illegali” in alloggi regolari. Ci chiediamo a chi giova, mentre si contano i giorni che separano la città dall'apertura della Porta Santa, portare avanti simili iniziative. Gettare in strada senza alternative centinaia e forse migliaia di persone, uomini donne e bambini. Distruggere in un sol colpo gli sforzi di dialogo ed il lavoro condotto alla Delibera della Regione Lazio per predisporre un Piano Straordinario per l'Emergenza Abitativa che diverrà nei prossimi mesi, finalmente operativo. Questo cercheremo di capire nell'incontro che il Campidoglio ha fissato per Mercoledì prossimo e che vedrà partecipare oltre ai movimenti, il capo di Gabinetto del Sindaco Rossella Matarazzo, il capo Segreteria del Sindaco Silvia Decina e l'assessore alla Casa Francesca Danese. Anche se il sospetto che dietro a questa idea di legalità a senso unico, dietro questa follia ci siano i soliti  interessi e i soliti poteri, che non vedono l'ora di mettere ancora e sempre di più le mani sulla città, trasformando anche il Giubileo che sta per iniziare nel solito becero business. Per questo manifesteremo sotto alle finestre del campidoglio in occasione dell'incontro, attendendone l'esito. Per questo, in ogni angolo di questa città,  ci prepariamo come sempre e più di sempre, a non fare un passo indietro. Il nostro orgoglio e la nostra dignità, come le nostre vite, di certo non si cancellano.

Mercoledì 23 Settembre ore 10
MANIFESTAZIONE IN CAMPIDOGLIO

Movimenti per il Diritto all'Abitare

Corteo del 4 settembre contro sgomberi e repressione

 

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Ieri 2 settembre la Questura di Roma ha vietato pubblicamente il corteo previsto di venerdì 4 settembre promosso dagli attivisti di Degage e dai movimenti per il diritto all’abitare, concedendo soltanto un presidio statico a Piazza Santissimi Apostoli. Le motivazioni addotte sono gli eventuali disagi per i cittadini e le criticità nella gestione dell’ordine pubblico, così come previsto dalla direttiva del Prefetto condivisa in sede del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che vieta di manifestare nel centro di Roma dal lunedì al venerdì’. Motivazioni che riteniamo pretestuose, in un periodo dell’anno in cui le strade della capitale non sono ancora congestionate come in un qualunque venerdì autunnale. Un attacco diretto alla libertà d’espressione e una notevole svolta autoritaria che mira a contenere il dissenso sociale. I disagi dei romani non saranno certo provocati da un corteo nel tardo pomeriggio di un venerdì di inizio settembre, bensì dai disservizi cronici e dalla mala gestione della cosa pubblica da imputare ad un’amministrazione comunale fantasma e sorda ai problemi reali dei propri cittadini. In questo quadro di interessata assenza, la gestione dei problemi sociali viene delegata unicamente alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine che sembrano interessati esclusivamente a reprimere e normalizzare chi, attraverso un lavoro di intervento quotidiano nelle scuole, nelle università, nei quartieri e sul luogo di lavoro prova a sottrarsi a questa logica scellerata.

Tale atteggiamento, infatti, tappa la bocca a tutti coloro che esprimono una parola contraria e a quelli che animano le lotte sociali a Roma e non esclusivamente a coloro che negli ultimi giorni hanno subito uno sgombero, hanno ricevuto diverse misure preventive e denunce.

In un paese con un tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti d’Europa, dove per ottenere una casa popolare se si è fortunati bisogna attendere anni senza che sia prevista un’alternativa e aumentano di mese in mese gli sfratti per morosità non colpevole, in cui le famiglie sono costrette a indebitarsi per garantire un’istruzione ai propri figli e in cui le periferie cittadine sono abbandonate a loro stesse, le istituzioni si curano esclusivamente di tutelare gli interessi di banche e palazzinari, di devolvere il patrimonio pubblico in annose grandi opere, di speculare sulla vita dei migranti. Tutto ciò non è che aggravato dalla copertura che i media nazionali hanno assicurato a fatti folkloristici come i funerali di Casamonica o le vacanze del Sindaco Marino, non lasciando alcuno spazio a ciò che realmente si muove nelle strade romane (oltre alle buche!).

Mentre il Papa prende parola sulla povertà e denuncia gli attacchi agli “ultimi” della Terra, questo Giubileo si configura come un grande evento da gestire in modo emergenziale, proprio come se fosse una grande opera alla stregua dell’Expo di Milano. Il Prefetto Gabrielli, infatti, come dichiarato da Alfano svolgerà un ruolo analogo a quello del Prefetto di Milano per l’Expo.

Proprio per questo la manifestazione del 4 settembre individua come responsabile politico della gestione poliziesca delle questioni romane, la sede della Prefettura nel giorno in cui Marino dovrebbe incontrare per la prima volta Gabrielli in veste di “Super Prefetto”. Il corteo intende inchiodare il Prefetto alle proprie responsabilità, proprio perché l’emergenza abitativa è una delle priorità del suo programma di azione e ha dichiarato che avrebbe convocato un tavolo su sgomberi e sfratti; poiché inoltre lo studentato Degage era inserito nella delibera regionale sull’emergenza abitativa la cui finalità è far diventare alcune occupazioni case popolari.

Per tutti questi motivi e soprattutto per preservare gli spazi di agilità politica e di espressione, noi tutti saremo a Piazzale Tiburtino domani alle 17 per animare una corteo di indignazione popolare, antifascista e antirazzista in cui tutti e tutte si sentano liberi di esprimersi a gran voce.

La posta in gioco è troppo alta per lasciare che ci zittiscano.

 

Esprimiamo inoltre tutta la nostra solidarietà a Francesca, Donato, Mattia, Damiano, Nicola e Luca, arrestati oggi per aver manifestato il 28 marzo a Torino contro Matteo Salvini.

Roma: centinaia di famiglie occupano un ex-hotel. Sgombero e tensione con la polizia

Ieri pomeriggio è stato sgomberato l’hotel ex New Gemini alla stazione Tiburtina, occupato da centinaia di persone intorno alla mezzanotte.

Un presidio di solidarietà ha occupato alle 6.30 del mattino il piazzale interno della stazione, rimasta militarizzata per tutta la giornata. Dopo le ore 14 la polizia ha deciso di eseguire lo sgombero intervenendo con centinaia di uomini. Un corteo ha raggiunto l’occupazione per sostenere la resistenza interna, con momenti di tensione all’interno del palazzo e per strada.

Al termine dell’operazione di sgombero 7 occupanti sono stati portati via dalla polizia perché senza documenti. Sono stati tutti rilasciati in nottata, tranne un minorenne che al momento è trattenuto in un centro di accoglienza.

La giornata di ieri conferma di nuovo come a Roma il problema abitativo venga gestito unicamente in termini di ordine pubblico e come sia necessario rilanciare una battaglia contro il sedicente e infame “piano casa” dell’ex ministro Lupi.

I movimenti per il diritto all’abitare si mobiliteranno sotto la Prefettura lunedì 20 Luglio dalle ore 10 insieme ai facchini della logistica in lotta per un presidio a P.zza SS. Apostoli contro l’art. 5 e la Bossi-Fini. La mobilitazione proseguirà per tutta la giornata, insieme con gli sgomberati dall’hotel New Gemini, le occupazioni abitative, gli sfrattati, per aspettare l’incontro con il prefetto Gabrielli previsto alle ore 18.

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tibuQuesta notte centinaia di nuclei familiari con tantissimi bambini e bambine, hanno occupato l’ex Hotel Gemini proprio davanti alla stazione FS Tiburtina. Un luogo nevralgico per la speculazione immobiliare legata al progetto della nuova stazione ad alta velocità e fortemente simbolico perché teatro soltanto alcune settimane fa di vergognosi rastrellamenti ai danni dei rifugiati, che li stazionavano in attesa ed alla ricerca, magari anche altrove,  di una vita dignitosa e migliore. Tutt’ora gli occupanti si trovano all’interno dello stabile e sul tetto, barricati e decisi a non uscire.  Dalle prime ore della mattina, inoltre, un presidio solidale con centinaia e centinaia di persone si è radunato nel piazzale antistante alla stessa stazione Tiburtina, inscenando un presidio che all’arrivo dei blindati della polizia è divenuto azione di disturbo e di blocco. Il risultato è che oramai da diverse ore è la polizia stessa a bloccare buona parte degli accessi allo snodo ferroviario, mentre sia il presidio solidale che l’occupazione resistono senza fare passi indietro.

Con questa iniziativa i movimenti per il diritto all’abitare rendono evidente, ancora una volta, l’assurdità e l’impossibilità di affrontare il problema dell’emergenza abitativa e della casa, come quelli della precarietà e della povertà, in termini di ordine pubblico. Qualcuno, nelle stanze dei bottoni, sta cercando infatti di dare visibilità e di favorire i fascio leghisti per spostare la rabbia crescente nella città e nel paese, lontano dai veri responsabili, trasformandola in una inutile e vergognosa “guerra fra poveri”. Le lotte dei movimenti, invece, dimostrano ancora una volta che soltanto unendoci, nel meticciato, possiamo riconquistare i diritti ed i bisogni negati, immaginare e costruire insieme dal basso una reale alternativa all’austerity.

Del resto sul terreno della casa, nel vuoto totale di risposte istituzionali nei confronti di chi vive l’emergenza abitativa e di chi non arriva alla fine del mese, la pratica dell’occupazione rappresenta l’unica soluzione credibile. Come di fronte  al tentativo di affrontare questa pesantissima situazione con i manganelli, l’unica possibilità sarà la resistenza.

Nelle nostre lotte pulsa l’antidoto al razzismo ed allo sfruttamento, vive ancora la possibilità di vincere le ingiustizie e di cambiare tutto.

Roma Resiste e si Barrica! Roma Alza la Testa!

#noart5 #stopsfratti

Blitz dei movimenti per il diritto all'abitare al Tribunale Civile di Roma: basta sfratti!

   tribunalOre 12.30 conferenza stampa in via Lepanto

E’ in corso l’iniziativa dei movimenti per il diritto all’abitare al Tribunale Civile di Roma, dove centinaia di persone stanno protestando contro il costante aumento delle sentenze e delle esecuzioni di sfratto, a fronte di un’assenza pressoché totale di risposte da parte dell’amministrazione locale e del governo. Due sfrattati si sono incatenati alla finestra dell’edificio e una madre di 5 bambini davanti al portone.

Come evidenziano i dati pubblicati pochi giorni fa dall’Agenzia di Statistica del ministero dell’Interno, il 90% delle richieste di sfratto nel 2014 ha riguardato le morosità incolpevoli, segno di un’impoverimento crescente che necessiterebbe di politiche abitative pubbliche e di una netta inversione di rotta nell’utilizzo delle risorse.

Invece ci ritroviamo un “Piano casa” a firma Pd-Ncd che stanzia finanziamenti per Expo e grandi opere, mette in vendita le case popolari, punisce e criminalizza chi occupa per necessità, sfratta e sgombera chi sceglie la lotta al suicidio calcando la mano con la forza pubblica.

Ieri è scaduta anche la “miniproroga” per le finite locazioni, ma all’orizzonte non si intravede nessun segnale di discontinuità tra il nuovo ministro Delrio e il suo predecessore Lupi.

trConsapevoli che non è tempo di aspettare, i movimenti lanciano una campagna di lotta in piena estate contro sfratti, sgomberi e pignoramenti.

I diritti non vanno in vacanza, riprendiamoci quello che ci spetta! 

 

 

 

Il volantino dell’iniziativa:

FERMARE SFRATTI, SGOMBERI E PIGNORAMENTI: ORA!

Nella città di Roma, come nel resto d’Italia, crescono drammaticamente le sentenze di sfratto, le richieste di esecuzione e gli sgomberi con la forza pubblica. I dati pubblicati dall’Agenzia di Statistica del Ministero dell’Interno sull’andamento degli sfratti nel 2014 evidenziano una realtà in peggioramento costante, in particolare nella nostra città. Ogni giorno nella capitale ci sono 13 sfratti eseguiti con l’ausilio delle forze dell’ordine, 47 con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario e 38 nuove sentenze di sfratto. La quasi totalità di questi provvedimenti sono per morosità, parliamo nel 2014 del 90% delle richieste.

La media nazionale non è meno drammatica. Se Roma conta 1 sfratto ogni 240 famiglie residenti, nel resto del paese siamo in un rapporto 1 su 334 famiglie. Chiaramente queste cifre vanno considerate per difetto perché i dati del Ministero dell’Interno, come sostiene lo stesso dicastero, sono incompleti.

Il 28 giugno inoltre è scaduta la miniproroga degli sfratti per finita locazione e proprio Roma, che ha la più larga concentrazione di questi casi, sarà tra le città più coinvolte nell’aumento delle persone a rischio di finire in strada senza più una casa dove alloggiare.

L’irresponsabilità di chi governa è veramente enorme. Da tempo le politiche abitative pubbliche sono solo legate alla gestione dell’emergenza e la vicenda di “mafia capitale” sta lì a dimostrarlo plasticamente. A tutt’oggi non sembra ci sia la volontà di cambiare comportamento, anzi con il cosiddetto “Piano casa” dell’ex ministro Lupi, sostenuto con convinzione dal presidente del consiglio e dal suo partito, non si è prodotto un solo passo in avanti, nonostante i miliardi di euro stanziati. Anzi si è voluto aggredire frontalmente chi si organizza e risolve da solo con le pratiche di riappropriazione individuali e collettive la propria condizione di emergenza abitativa, impedendo con l’articolo 5 la residenza, l’erogazione di acqua e luce a chi occupa uno stabile o un alloggio per necessità.

Delrio, il nuovo inquilino del ministero delle Infrastrutture, che ieri è venuto nella capitale ad inaugurare la nuova tratta della metropolitana Mirti/Lodi, deve dare un segnale serio per porre fine alla sofferenza di milioni di persone alle prese con sfratti, sgomberi e pignoramenti. A meno che non intenda solo inaugurare grandi opere e grandi eventi e tagliare nastri in giro per l’Italia. Stiamo aspettando ancora quel segno di discontinuità con chi l’ha preceduto, che si è dovuto dimettere perché coinvolto nelle inchieste su Expo 2015.

L’iniziativa di oggi apre una campagna di lotta in piena estate. Una mobilitazione di chi non sta progettando vacanze in luoghi ameni ma intende rendere la vita difficile ad amministrazioni locali e centrali, dichiaratamente distanti dalle necessità di chi non ha una casa o rischia di perderla. Con una mano infatti si spendono soldi e si alimentano sprechi, speculazioni e devastazioni ambientali (Olimpiadi, Giubileo, stadi di calcio, Expo, Tav, trivellazioni nel sud Italia) mentre con l’altra si sgomberano le case popolari, si sfrattano i morosi, si pignorano gli insolventi.

Il nostro non è un grido d’allarme, è una dichiarazione di guerra.

Intendiamo riprenderci quello che ci spetta. E lo faremo!

Movimenti per il diritto all’abitare

18 giugno corteo cittadino: Fermiamo la mafia dei profitti sulle nostre vite!

manifesto

Sono passati pochi giorni dalla seconda tornata di Mafia Capitale. Nella rete degli arrestati e degli indagati sono finiti ex assessori, consiglieri, importanti esponenti politici di centrodestra e di centrosinistra che hanno governato negli scorsi anni la Regione Lazio ed il Comune di Roma, insieme a imprenditori e dirigenti amministrativi e molti altri sono “osservati da vicino” dalla magistratura.

Al di la dell’aspetto giudiziario, quello che colpisce di più, nello scoperchiarsi di questo putrido pentolone, è l’asservimento totale dei partiti agli interessi affaristici di pochi, il loro governare insieme, dietro alle bugie e ai balletti elettorali in nome delle poltrone, dei privilegi e soprattutto di quegli “interessi forti” che da anni, di fatto, decidono le sorti della nostra città.

Di nuovo, quello che emerge con particolari sconvolgenti è quello che abbiamo denunciato e contro il quale ci siamo battuti con forza in tutti questi anni: Roma, al di là di quale sia il sindaco in carica, è governata da una cupola affaristica che da decenni cementifica, specula, distrugge ed affama una città sempre più caotica, impoverita, abbandonata a se stessa, dove a pagare il malaffare ed il malgoverno sono sempre gli stessi.
Del resto le tasche di questi personaggi si sono riempite dentro un meccanismo chiaro: non risolvere, anzi alimentare le emergenze, per poterci lucrare sempre di più, all’infinito. E’ evidente che non siamo di fronte ad alcune “mele marce”, ma ad un preciso sistema di governo, dentro il quale, insieme alla criminalità organizzata ed anche con la complicità della cosiddetta cooperazione sociale (o comunque di una parte importante di essa), si è gestito il rapporto fra il palazzo e la strada, lucrando vergognosamente sulle necessità e sui bisogni degli sfrattati e delle persone in emergenza abitativa, dei migranti e dei rifugiati, dei precari e delle periferie, della città di sotto.

Ora c’è chi vorrebbe sfruttare questa situazione di forte imbarazzo, di indecisione e di instabilità per mettersi alla guida di Roma, per cambiare le facce, i volti, senza cambiare niente. Abbiamo visto, infatti, protestare sotto il Campidoglio tanti dei personaggi senza credibilità e senza futuro come i fascio leghisti di Fratelli di Italia e Casapound, che hanno fatto per anni da zerbino al sindaco Alemanno (e non solo), contribuendo non poco a succhiare il sangue vivo della nostra città.

Gli stessi che si aggirano nelle periferie, nel tentativo di alimentare l’unica protesta utile al potere, quella razzista, che tenta di deviare la rabbia della gente dai palazzi verso chi vive le stesse, o anche peggiori condizioni di vita.
In questo contesto i movimenti autorganizzati sanno bene qual è il proprio compito. Unire le lotte, come le migliaia e migliaia di storie di sofferenza sociale, fare dei mille rivoli di protesta sociale un grande fiume di rabbia e dignità, per mettere fine a questo grande saccheggio, a questo immondo e disumano furto di vita.

Per questo dobbiamo mobilitarci insieme:chi resiste agli sfratti e agli sgomberi delle case popolari, chi lotta contro la vendita del patrimonio pubblico, le nocività, le grandi opere e le devastazioni dei territori, la privatizzazione dei servizi, dalla salute ai nidi. Gli studenti che si battono contro la la menzogna della “buona scuola” e i lavoratori che caparbiamente tengono testa a Legacoop, a padroni e padroncini nei magazzini della logistica, come in qualsiasi altro posto di lavoro. Chi si batte contro la propria condizione di precarietà e di sfruttamento ed è stanco di vivere dentro periferie sempre più abbandonate. Chi non può accettare i rastrellamenti di persone in cerca della libertà, come sta accadendo in questi giorni intorno alla stazione Tiburtina dove centinaia di richiedenti asilo aspettano, accampati per strada, di poter ripartire.

Alziamo la testa per non diventare gli utili idioti di nessuno e per riprenderci con dignità i nostri diritti, davvero.

Riprendiamoci le strade, scendiamo in piazza!

Giovedì 18 Giugno
Ore 17 Piazza della Repubblica
Corteo Cittadino

Sarà un’emergenza che vi seppellirà
Sarà la città di sotto a rovesciare Roma

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