Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

Mobilitazioni

La casa è una questione di ordine pubblico. 10/6 mobilitiamoci sotto la Regione Lazio

Le cronache delle ultime ore ci raccontano quanto fosse profondo il coinvolgimento della politica nella criminale gestione dell’emergenza migranti e nel settore dell’accoglienza. Soprattutto quanto la destra razzista e contro i rom fosse più interessata ai profitti derivanti dai migranti che dal loro allontanamento. “Prima gli italiani” verrebbe da dire, si, nel prendere i soldi sicuramente.

Le giuste rivendicazioni dei movimenti per il diritto all’abitare, le lotte e le resistenze contro gli sfratti e gli sgomberi, la necessità di destinare risorse e patrimonio pubblico per garantire il diritto alla casa, vengono affogate letteralmente nel malaffare di chi vuole mantenere un’emergenza permanente piuttosto che trovare soluzioni definitive. Anzi si mettono in atto processi di criminalizzazione ed esclusione proprio contro chi alza la testa e chiede con grande dignità la salvaguardia di diritti primari come la residenza e l’accesso all’alloggio, all’acqua e all’energia.

Sono in corso grandi progetti urbanistici dentro l’orizzonte economico del futuro Giubileo e delle ancora più lontane Olimpiadi. Faraonici progetti di stadi e centri congressi. Soldi spesi per grandi infrastrutture e grandi eventi. Intanto in città proseguono gli sgomberi delle case popolari, gli sfratti per morosità, le chiusure dei centri di accoglienza e dei centri alloggiativi temporanei. Come dire che esistono due città, quella dei Caudo e dei Marino, delle archistar e dei signori del mattone, e quella dei “senza titolo”, cioè di coloro che non hanno redditi utili a sostenere un affitto o un mutuo.

In nome della legalità si porta avanti una politica repressiva nei confronti di chi occupa e di chi si organizza per avere un tetto sulla testa, sia individualmente che collettivamente. E questo avviene sia contro chi occupa un alloggio popolare che contro chi recupera stabili vuoti e inutilizzati come il palazzo dell’Acqua Marcia, sgomberato sabato 30 maggio insieme alla tendopoli sorta intorno. Questo avviene nonostante una delibera regionale sull’emergenza abitativa sia ferma da un anno e mezzo con 200 milioni di euro stanziati sopra e un altro intervento di rigenerazione urbana legato all’ex Ipab del San Michele, anch’esso finanziato, attenda da molto la sua concretizzazione, con dentro un buon numero di alloggi popolari da realizzare.

Ci viene da sempre contestato di essere irragionevoli e di produrre tensione sociale. Ma cosa si aspettano da migliaia di persone che subiscono quotidianamente la crisi e che devono anche sorbirsi una politica corrotta e distante? Non ascolteremo certo le sirene di Salvini e di coloro che indicano nei migranti il problema da risolvere, abbiamo ben chiaro dove colpire e quali sono le complicità in campo. Riteniamo anzi che proprio lo sciacallaggio continuo e la strumentalizzazione operata anche su disgrazie come quella di via Battistini, alla fine siano un boomerang che ci auguriamo colpisca in pieno viso i fascio-leghisti e i loro sodali.

Saremo in tante e tanti sotto la Regione Lazio (Via Cristoforo Colombo) mercoledì 10 giugno alle ore 15. Non sarà un tavolo come gli altri e non saremo per nulla tranquilli, soprattutto dopo l’ultimo atto di “mafia capitale”. Arriveremo dalle case popolari, dalle occupazioni e dalle resistenze contro gli sfratti e i pignoramenti. Dalla città di sotto che con grande dignità rivendica reddito e casa contro rendita e malaffare. Non ostacolate il nostro cammino! Ci prenderemo quello che ci spetta.

Movimenti per il diritto all’abitare

I MARCI SIETE VOI

Dopo lo sgombero con la forza pubblica al palazzo di Piazza Navigatori di proprietà dell’Acqua Marcia, il presidio al San Michele continua contro tutte le speculazioni nel quadrante sud-ovest.

Il palazzo dell’Acqua Marcia, dove solo una piccolissima parte viene utilizzata come sede -della Confcommercio, è in stato di abbandono da dieci anni, e così tutta l’area circostante. Abbandonato all’incuria, nonostante gli innumerevoli annunci con cui si è parlato di un’area destinata a ospitare il mercato di quartiere.

Insieme ai palazzi di vetro di Piazza Navigatori, anche l’IPAB e il cosiddetto “bidet” sono altri luoghi consacrati all’autodistruzione. Nessun progetto in vista, nessuna idea di recupero della città appare lontanamente vagheggiata dalle amministrazioni. E, come se non bastasse, nessuno ha mai visto realizzare le opere di pubblica utilità, a carico degli stessi costruttori che, in cambio, hanno ottenuto le licenze per edificare come e dove hanno voluto.

Il consiglio di stato ha dichiarato illegittimo l'utilizzo del palazzo a vetri e la stessa Confcommercio e' abusiva!
Non solo le opere per il quartiere non sono state realizzate, ma le uniche finora di cui si ha certezza sono opere di cementificazione per residenze private, se non di lusso come per la Fiera di Roma.
Chiediamo che tutta questi palazzi vengano restituiti alla cittadinanza e siano adibiti a scopi sociali, siano case popolari, siano scuole, siano parchi dove giocare, attraverso lo strumento della requisizione.

Mentre l’emergenza abitativa romana si allarga a macchia d’olio, la situazione appare come vergognosa e insostenibile. Per questo le famiglie in emergenza abitativa continuano a presidiare l’IPAB, per protestare e denunciare le politiche urbanistiche della città, che piuttosto di ripensare gli edifici e farne dei progetti a uso della cittadinanza, preferiscono che il tempo che passa li riduca allo stato di ruderi.

Martedì ore 11.00 l’appuntamento è a Piazzale Tosti dove, insieme, si partirà per “visitare” in bicicletta i luoghi del nostro municipio colpiti dalla piaga della speculazione.

A seguire verranno organizzate altre iniziative, rimanendo sempre all’ascolto di ogni proposta proveniente dagli stessi abitanti di Tor Marancia e della Montagnola, nell’interesse del quartiere e dei suoi cittadini.

Coordinamento cittadino di lotta per la casa

Sgomberata occupazione e tendopoli sulla Via C. Colombo

Da questa mattina l'occupazione del palazzo davanti alla Regione Lazio e la tendopoli sono sotto sgombero assediate dalla celere. Nel palazzo gli occupanti stanno cercando di resistere allo sgombero sule scale del palazzo.

Ore 15:00 Il palazzo è stato sgomberato. Ora la polizia si appresta a sgomberare anche la tendopoli davanti all'angolo di Via Cristoforo Colombo.

Ore 16 le provocazioni della Polizia sono proseguite fino allo sgombero dello tendopoli ed agli spintonamenti al corteo che si è recato sotto la Regione Lazio. Alcune persone nel palazzosprovviste dei documenti sono state portate si suppone ai centri di indentificazione.

Le famiglie delle liste di occupazione sgomberate sono state distribuite nelle sale assemblea di altre occupazioni. Permane la loro urgentissima emergenza abitativa.

Continua invece il presidio all'Ipab San Michele a Piazza Tosti e continuerà almeno fino al 10 giugno giorno dell'incontro con la Regione Lazio

 demo alla regione

sgombero via c. colombo

 tendpoli via c. colombo

Roma, giornata di occupazioni. I movimenti rilanciano la battaglia contro il Piano casa

 

Oggi i movimenti per il diritto all’abitare romani hanno deciso di rilanciare con decisione la battaglia contro il Piano casa, mettendo in campo una forte iniziativa di lotta con: l’occupazione contemporanea del palazzone a vetri di Caltagirone in via Cristoforo Colombo e impiantando una tendopoli nell’area antistante, di fronte alla presidenza della Regione Lazio; segnalando la vergogna del degrado e della speculazione del cosiddetto “Bidet”, sempre di Caltagirone, in via Giustiniano Imperatore; occupando gli uffici dell’ex IPAB Istituto Romano San Michele in piazzale Tosti.

Nel pomeriggio si è svolto un duro e complicato confronto con l’assessore alla casa della regione e il capo di gabinetto di Zingaretti, che si è concluso con la convocazione di un tavolo interistituzionale fissato per il 10 giugno che rinvia ancora una volta e ad una nuova data soluzioni che sono invece più che urgenti.

occupazione via c. colomboPreso atto dell’insufficienza delle risposte in una città dove quotidianamente continuano sfratti e sgomberi senza soluzione e del continuo procrastinare dell’applicazione del Piano straordinario per l’emergenza abitativa strappato con un importante ciclo di lotte, abbiamo deciso di lanciare una mobilitazione permanente, organizzando la resistenza dentro il palazzo di Caltagirone sulla Colombo, nella tendopoli e negli uffici dell’ex IPAB Istituto Romano San Michele .

Di seguito, il volantino distribuito nel corso delle iniziative di questa mattina.

BASTA CHIACCHIERE. I SOLDI CI SONO, ORA TIRATE FUORI LE CASE!

Che la gestione delle emergenze sia più remunerativa per chi vuole sfruttare il disagio sociale di chi non ha un alloggio o non se lo può permettere con i gli affitti e i mutui che ci sono in giro, ce lo ha fatto vedere bene l’inchiesta “mafia capitale”. Da tempo i movimenti per il diritto all’abitare stanno lottando contro il malaffare, la compravendita di alloggi e voti, gli sfratti, i pignoramenti e gli sgomberi. Soprattutto contro la rendita e i grandi costruttori che hanno realizzato migliaia di alloggi rimasti vuoti e invenduti, che hanno edificato mostri come il palazzo a vetri di via Cristoforo Colomnbo/angolo via di Tormarancia parzialmente occupato da Confcommercio e circondato da strutture in rovina mai utilizzate. Per non parlare del manufatto in completo degrado in via Giustiniano Imperatore, come delle spropositate cubature che si vuole far piovere sull’area della ex Fiera di Roma per realizzare commerciale ed alloggi privati.

Potremmo fare un lungo elenco di edifici in questo stato. Veri e propri relitti urbani abbandonati spesso al degrado e alla devastazione. Per non parlare dell’enorme invenduto, degli scheletri pubblici e privati che riempiono la città. Eppure si continua con la gestione dell’emergenza. Con i centri abitativi temporanei, con i residence (si chiudono vecchi rapporti e se ne aprono di nuovi), con i centri di accoglienza/lager. Senza nessun progetto strutturato si va avanti con sgomberi di occupazioni antiche di oltre dieci anni e di alloggi popolari, in nome di una legalità spicciola si calpestano diritti primari come quello ad un tetto, alla residenza, all’acqua e all’energia.

Da un anno e mezzo è stata approvata dalla giunta una delibera regionale sull’emergenza abitativa, strappata con le lotte dei movimenti, che ha disponibilità economiche per duecento milioni e che ha definito chiaramente i soggetti destinatari dell’intervento, nonché le strutture soprattutto pubbliche da utilizzare per realizzare oltre 1200 alloggi popolari di edilizia sovvenzionata. Recuperando edifici e senza consumare nuovo suolo. Il paradosso è che questa delibera c’è ma non si muove! Come non si muove il progetto di recupero dell’ex IPAB San Michele a Tormarancia anch’esso finanziato e tutt’ora chiuso in un cassetto!

Nel frattempo si vende all’asta patrimonio comunale di pregio e i palazzi della cultura di Eur Spa. Per finanziare il diritto alla casa? No di certo. I soldi ricavati dalla vendita di questi edifici andranno al completamento della Nuvola di Fuksas e per la gestione del Giubileo.

E mentre i beni comuni se ne vanno così, c’è chi fa il mago incantatore parlando di nuove politiche urbanistiche, di processi partecipativi, di attenzione alle esigenze quotidiane dei cittadini con il progetto “Roma prossima”. Solo che ci devono spiegare cosa c’entra la quotidianità degli abitanti con la realizzazione di tre grattacieli di 200 metri, di centri commerciali e uffici intorno al nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. Questa ennesima speculazione nasce mentre decine di migliaia di persone stanno chiedendo altro. Una casa per tutti per esempio!

Non c’è più un minuto da perdere. Le risorse vanno destinate ad una seria programmazione di interventi tesi a risolvere definitivamente l’emergenza abitativa e la delibera regionale deve essere il primo passo immediato. Chiediamo al Prefetto di Roma, al governatore della Regione Lazio e al sindaco di assumersi questa responsabilità. Da oggi la nostra mobilitazione sarà permanente e non farà un passo indietro. Roma ha bisogno di risposte concrete e di uscire dalle logiche emergenziali, costose e a rischio corruzione, come di farla finita con una politica urbana gestita dagli interessi dei signori del mattone. Caltagirone, Parnasi, Salini, Caporlingua, Scarpellini, Mezzaroma, tanti per citarne alcuni hanno già guadagnato abbastanza, requisiamo il loro invenduto e destiniamolo alla città che soffre per la mancanza di un alloggio.

· Fermiamo gli sfratti, i pignoramenti e gli sgomberi

· Cancelliamo il piano casa del governo Renzi

· Applichiamo la delibera regionale sull’emergenza abitativa

· Chiediamo un tavolo interistituzionale regione/comune/prefettura

 

#Roma si Barrica

Movimenti Per il Diritto all’Abitare

- Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua navigazione. Per saperne di più e capire anche come non utilizzarli vedi le informazioni nella nostra Cookie policy.

Accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information