Coordinamento Cittadino Lotta per la Casa

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Doveva essere un presidio

Precari e disoccupati alla Regione Lazio
E in corteo bloccano la Colombo

Sfilano alcune centinaia di persone: cori contro la Polverini e striscioni. Fiamme ad un cassonetto

ROMA - Doveva essere un presidio. È diventato un corteo spontaneo, non autorizzato e soprattutto molto arrabbiato. E via Cristoforo Colombo è stata bloccata, prima parzialmente, poi del tutto. A sfilare i precari del Lazio organizzati nei «Movimenti contro la crisi», che dal primo pomeriggio di venerdì si sono trovati sotto la sede della Regione Lazio.


IN CORTEO
- Dietro lo striscione bianco con la scritta in nero «Polverizziamola» alcune centinaia di persone dei Movimenti dei precari stanno manifestando in via Cristoforo Colombo. La corsia laterale della via è stata bloccata al traffico. Poi c'è stato il blocco totale con il traffico impazzito e perfino un cassonetto dato alle fiamme. Il corteo, partito dalla Regione Lazio, si è snodato per le strade del quartiere Garbatella, passando per il Cto e per poi ritornare sotto la sede regionale di via Cristoforo Colombo. Tante le bandiere rosse di Usb e Cobas sventolate dai precari.

IL BLOCCO - Ma ad un certo punto del pomeriggio, i manifestanti hanno invaso le corsie della Cristoforo Colombo bloccando il traffico con alcuni vasi contenuti nel guard-rail che divide le due carreggiate. Alcuni di loro hanno anche dato fuoco ad un cassonetto e hanno gridato: «Noi da qui non ci si sposta, finché non avremo una risposta». I precari hanno poi hanno liberato la strada e sono tornati nella via laterale che costeggia l'edificio della Regione Lazio. Il traffico è stato ripristinato nelle corsie, sia in direzione del centro che in direzione dell'Eur. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme del cassonetto.

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Terza notte sulle impalcature

Regione Lazio, protesta precari
sul tetto salgono sei consiglieri

Sette occupanti dopo il blitz di lunedì chiedono un incontro con la presidente Polverini.

ROMA - Terza notte sulle impalcature della sede della Regione Lazio di via Cristoforo Colombo per i sette manifestanti che da lunedì ormai vivono sulle impalcature del palazzo. «Noi sette tra mille disagi stiamo bene. Solo una ragazza ha avuto mal di gola e le hanno portato delle medicine - ha affermato Pio, uno dei sette precari che da giorni si trova sulle impalcature esterne della Regione Lazio - Noi siamo disposti a scendere ma solo quando dalla Polverini arriverà l'apertura ad un confronto. Oggi è il quarto giorno che siamo sui tetti e da qui lanciamo un appello a tutti i lavoratori, ai precari, ai senza casa e ai senza reddito del Lazio di partecipare alla manifestazione che partirà domani alle 16 dalla Regione».

CONSIGLIERI SUL TETTO - Sei tra consiglieri regionali e provinciali sono appena saliti al tredicesimo piano delle impalcature esterne della Regione Lazio dove da quattro giorni protestano sette precari. Dal consiglio regionale sono arrivati Luigi Nieri e Filiberto Zaratti (Sel), Ivano Peduzzi e Fabio Nobile (Fds), Angelo Bonelli (Verdi), mentre dalla Provincia di Roma il consigliere Gianluca Peciola (Sel). «Siamo qui per parlare con i manifestanti - spiegano - e per accertarci delle loro condizioni di salute».
SIT IN - Sotto il palazzo continua il sit-in, presidiato notte e giorno da una cinquantina di persone, che mandano ai sette bevande e coperte, in un sali-scendi di borsoni e funi. «La vita sui tetti - raccontano - è difficile, soprattutto di notte. Fa freddo e gli agenti, dall' ultimo piano dei ponteggi, fanno continuamente rumore per non farci dormire. Mangiamo quello che ci arriva, dormiamo a turni, parliamo e facciamo striscioni per passare il tempo». E intanto il movimento che ha dato origine alla protesta, "Uniti contro la crisi", ha organizzato un'altra «grande mobilitazione che - spiegano - partirà venerdì alle 16 proprio dalla Regione. Sarà il nostro "14 dicembre" contro la Polverini».

Seconda notte sull'impalcatura

Regione, seconda notte sull'impalcatura

Continua da più di 24 ore l'occupazione delle impalcature all'esterno dei palazzi della Regione Lazio. E confermano la volontà di non voler scendere.
 I 7 precari (5 donne e due uomini) sono saliti ieri all'altezza del dodicesimo piano dopo aver fatto
irruzione all'interno del cortile della Regione insieme ad altri 400 manifestanti dei movimenti per la casa e per il reddito garantito. La gran parte dei manifestanti sono stati allontanati dalla polizia. I 7, invece, continuano la loro protesta. All'esterno della Regione, un presidio fornisce ai 7 cibo, acqua e coperte utilizzando una corda. Oggi c'è stata anche un'assemblea nella quale è stata confermata la volontà di andare avanti "a oltranza", fino a quando la presidente Renata Polverini non vorrà ricevere una delegazione di manifestanti che protestano per il piano casa della Regione Lazio e per l'azzeramento del fondo destinato al reddito garantito istituito dalla giunta precedente. (di MAURO FAVALE, video di GIULIA AGOSTINI e MATTEO DI CALISTO)
 

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